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Brescia - dal 10 marzo al 22 aprile 2012
Luigi Milani - Ladri di Biciclette

Ladri di Biciclette, cm 50x52, 2009
 [Vedi la foto originale]
STUDIO LB CONTEMPORARY ART
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Via Dei Musei 83 (25121)
+39 03046253 , +39 03046253 (fax), +39 3356166605
info@studiolb.eu
www.studiolb.eu
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In esposizione numerose opere, a descrizione del cammino artistico di Luigi Milani, iniziato nel design, proseguito con la passione per la pittura d’ispirazione Pop e Metropolitana e sfociato nell’Arte Povera.
orario: da mercoledì a domenica
(possono variare, verificare sempre via telefono)
prenota il tuo albergo a Brescia:
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biglietti: free admittance
vernissage: 10 marzo 2012. ore 18.00
catalogo: in galleria.
autori: Luigi Milani
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Nato nel 1957 a Frassinelle Polesine (Rovigo).Artigiano nel settore del designer e nella produzione di opere per la finitura
della casa, che esegue con scrupolosa precisione, Luigi Milani e’ da sempre
portato alla pittura come esigenza creativa, nel 90 ha una parziale svolta che lo porta
a dedicare piu’ tempo alla sua passione artistica, dipinge inizialmente ritratti
femminili d’ispirazione pop e metropolitana.Nel 2002, incontra un critico d’arte,
che lo rende consapevole delle sue qualita’al punto di dedicarsi alla pittura a tempo pieno.
Vende l’azienda e si dedica alla sua passione.
Dal 2008 si concentra sull’ informale utilizzando parti di pneumatici per biciclette
con i quali riesce ad impreziosire e trasformare una materia semplice in un merletto
che ricorda un tappeto persiano, dove,armonia equilibrio e senso del colore incantano.
Partecipa al premio “Arte” nel 2002 tra i finalisti con un ritratto di una donna.
Nel 2004 ha partecipato al concorso“la Vela d’Argento” a Marina di Ravenna
vincendo il primo premio con il lavoro dal titolo “Marina di Ravenna” (ritratto
di una ragazza sulla spiaggia seduta su un asciugamano, dedicato ad Alighiero Boetti).
Nel 2008 partecipa di nuovo al premio“Arte” con l’opera dal titolo “Ladridi biciclette” qualificandosi nuovamente
tra i finalisti. Oggi possiamo annoverare a pieno diritto Luigi MILANI tra gli artisti dell’arte povera tra gli artisti
.
Da allora la tipologia di opere di Luigi Milani cambia, a causa o per merito di quell’evoluzione
di cui si parlava: con uno sguardo alle avanguardie del Novecento, attingendo
dal concettuale per innalzare l’idea a protagonista principale del processo artistico, punta
uno sguardo più attento all’Arte Povera. Genericamente riconducibile all’ambito
dell’Arte Concettuale, essa si distingue per il rifiuto di mezzi espressivi tradizionali e l’impiego
di materiali «non artistici», «poveri» appunto, sia naturali e organici sia industriali
(legno, pietra, terra, vegetali, stracci, plastiche,neon, scarti industriali), assunti nella
loro espressività primaria e immediatezza sensoriale.
Nell’atteggiamento dissacratorio e di negazione dell’Arte Povera, c’è in realtà una volontà
di fondo indistruttibile e poetica di riappropriarsi di valori primari, come il senso
della terra, della natura, dell’energia pura,della storia dell’uomo.
L’evoluzione in Milani, così come per buona parte degli artisti di valore, non tarda ad
arrivare.
L’evento è segnato da un’importante coincidenza:l’incontro con un addetto ai lavori,
un gallerista e critico d’arte che lo convince a dedicare alla vocazione artistica più tempo,
tutto il tempo necessario. Il critico-gallerista gli dimostra fiducia, e ciò a Milani è utile
come sprone.
Attraverso la dimensione energetica e vitale dei materiali, l’Arte Povera esprime la volon
tà di coinvolgere la sensibilità delle masse e di aprire nei fruitori meccanismi mentali
liberatori, soprattutto attraverso l’uso dello “scarto”.
Il risultato a volte è un linguaggio criptico,limpido e evidente solo per chi, come l’artista
o il critico, possiede la “chiave” per acceder alla dimensione poetica e al significato artistico
intrinseco.
Per Milani, l’utilizzo di pneumatici di bicicletta, affonda le radici nel ricordo di un’infanzia
lontana. Rappresenta inoltre il simbolo di una spensieratezza e di una libertà che, per chi abbia talento artistico, deve essere pane quotidiano, imperativo per dare forma alla propria creatività.
Questo materiale “povero”, che ora compone come un mosaico, ha quindi un valore evocativo
della parte spensierata della vita, quando per gioco con la bicicletta si potrebbe perfino arrivare in capo al mondo.
E’ il momento in cui si gettano le basi di una personalità, si creano quegli stimoli poi destinati a divenire pungolo artistico. Forse è proprio per questo che Milani, nel fissare i suoi ricordi di infanzia sottoforma di copertoni di
bicicletta, li consacra per sempre.
 
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