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arte contemporanea, collettiva SCUDERIE GRANDUCALI ​ Viale L. Amadei 230 Seravezza 55047

Seravezza (LU) - dal 3 al 25 marzo 2012

Stefano Morelli - Via Ponchielli: i particolari delle abitazioni raccontano

Stefano Morelli - Via Ponchielli: i particolari delle abitazioni raccontano

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SCUDERIE GRANDUCALI
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Viale L. Amadei 230 (55047)
+39 0584757443 , +39 0584758161 (fax)
info@terremedicee.it
www.palazzomediceo.it
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Un racconto per immagini della tragedia di Viareggio del 29 giugno 2009 quando il deragliamento di un treno merci con quattordici carri cisterna contenenti gpl, provocò un incendio con la distruzione di intera strada e la morte di 32 persone e il ferimento di cento
orario: dal martedì al sabato dalle 15 alle 19.30 e la domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 3 marzo 2012. ore 15
ufficio stampa: ILOGO
autori: Stefano Morelli
telefono evento: +39 0584757443
genere: fotografia, personale
email: seravezzafotografia@terremedicee.it
web: www.seravezzafotografia.it

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comunicato stampa
Seravezza: Scatti dopo la strage di Viareggio. Una
mostra di Stefano Morelli racconta Via Ponchielli

Si tratta di uno degli eventi espositivi della nona della edizione di Seravezza Fotografia in corso
fino al 9 aprile in questa località della Versilia.

Si apre sabato 3 marzo alle ore 15 presso il Teatro delle Scuderie Granducali di Seravezza (Lu), via del

Palazzo 358, la mostra fotografica di Stefano Morelli dal titolo “Via Ponchielli: i particolari delle

abitazioni raccontano”. Un racconto per immagini della tragedia di Viareggio del 29 giugno 2009

quando il deragliamento di un treno merci con quattordici carri cisterna contenenti gpl, provocò un

incendio con la distruzione di intera strada e la morte di 32 persone e il ferimento di cento. La mostra

rientra nel programma della nona edizione di Seravezza Fotografia, una rassegna che coniuga con

successo i grandi nomi della fotografia internazionale ( hanno esposto nomi come Witkin, Olaf,

Nachtwey, Berengo Gardin, Ballen), con il mondo amatoriale, organizzata dalla Fondazione Terre

Medicee, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Seravezza con il patrocinio della FIAF

(Federazione Italiana Associazioni Fotografiche). Il tema di questa edizione è il reportage e fino al 9

aprile in varie sedi di Seravezza sono previste mostre, tra cui quella più importante di Romano Cagnoni

nel Palazzo Mediceo dal titolo “Upside down memories”, poi workshop, incontri di cultura fotografica e

lettura portfolio. Stefano Morelli è stato in via Ponchielli dopo circa un mese dalla strage fotografando

le case pericolanti, i muri, le strade, le orme dei soccorritori sulle porte aperte a calci, i segni del fuoco

che ha sciolto le plastiche dei campanelli e degli avvolgibili, ma soprattutto a distrutto intere famiglie.

Non si tratta di una esposizione vera e propria ma le fotografie sono proposte in una originale

installazione multimediale. “La caratteristica più importante di questo fotografo – spiega Ivo Balderi

direttore artistico di Seravezza Fotografia – è la sua estrema sensibilità nell’affrontare questo tema così

doloroso e delicato”. La mostra “Via Ponchielli: i particolari delle abitazioni raccontano” è aperta ad

ingresso libero nelle Scuderie Granducali fino al 25 marzo dal martedì al sabato dalle 15 alle 19.30 e la

domenica

tel.0584.757443, e-mail: seravezzafotografia@terremedicee.it twitter: @SeravezzaPhoto e Facebook.

Ufficio Stampa agenzia ILogo, Prato Fabrizio Lucarini tel.3407612178, Chiara Mercatanti tel.3479778005 E- mail:
press@ilogo.it cartella stampa digitale: http://press.ilogo.it

Stefano Morelli (Viareggio, 1979).

Fotoreporter, iscritto all’ODG della Toscana. Laureato in psicologia con una tesi fotografica sul campo
“Educazione in Rwanda nel periodo del post-genocidio” in Antropologia Visuale. Dal 2008 collabora
regolarmente con la cattedra di Antropologia Visiva presso l'Università di Firenze. In Antropologia Visuale è
autore di un saggio intitolato "NOF 4, fotografando una scrittura" (in "Didattica della Visualità", 2009,
Bonanno Editore), e della monografia "La Struttura Strappata. Ragazzi albanesi tra migrazione e ritorno",
(2011, Bonanno Editore) - un progetto di ricerca sulla migrazione e integrazione culturale che utilizza la
fotografia come mezzo di comunicazione visiva. Attualmente collabora con varie ONG come fotoreporter,
seguendo i problemi dell'immigrazione in Italia e documentando i problemi del lavoro minorile in Asia. I
suoi progetti personali si concentrano sulla società albanese alla vigilia della sua entrata i EU. I suoi lavori
sono stati pubblicati sui principali magazine e quotidiani italiani.
Vive tra la Toscana e Tirana, Albania.



Via Ponchielli: i particolari delle abitazioni raccontano

Via Ponchielli – 29 giugno 2009

Alle 23.48 un treno merci diretto in provincia di Caserta, con il suo convoglio di quattordici carri
cisterna contenenti gpl, deraglia pochi metri dopo la stazione di Viareggio. Nell’urto soltanto uno dei carri si fora. A quel punto basta una minima scintilla per far accadere il peggio: 32 morti e un centinaio di feriti, alcuni ancora in gravi condizioni.
Via Ponchielli - 29 settembre 2009
Una via fantasma nel pieno centro di Viareggio. Ingabbiata da transenne. Per proteggere e per
proteggersi. Molte delle case rimaste sono pericolanti. In molte delle case rimaste ci sono ancora i beni delle famiglie che ci abitavano.
Le forze dell’ordine bloccano l’accesso a chiunque non abbia un permesso speciale.
Entrare nei saloni, visitare le camere da letto, affacciarsi nelle cucine lasciate a se stesse fa correre la mente a quella notte. Ci sono ancora le orme dei soccorritori sulle porte aperte a calci, e le loro manate di cenere sulle pareti. Quel fuoco senza pudore ha scavato crepe sui muri, ha sciolto le plastiche di campanelli e avvolgibili, ha fatto crollare case intere. Ma, soprattutto, ha distrutto irrimediabilmente intere famiglie.
Qualcuno in via Ponchielli è tornato. Per lasciare un fiore o per riprendersi le cose scampate alle fiamme. Hanno portato via le televisioni. Hanno staccato i quadri. E i segni del loro passaggio sono rimasti impressi sugli intonaci. Qualche soprammobile è stato lasciato ad aspettare. Io però non ho incontrato nessuno. Solo gli oggetti a parlarmi di loro.

Stefano Morelli
 
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