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Viterbo - dal 22 aprile al 6 maggio 2012
Lidia Bachis - Il circolo virtuoso

autoritratto con stregatto
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PALAZZO MAZZATOSTA
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Via Orologio Vecchio 34 (01100)
+39 3404852467
palazzomazzatosta@libero.it
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L’artista mette in luce le relazioni che si creano nel mondo dell’arte. In mostra 9 ritratti (olio su tela) di personaggi che come in un gioco di ruolo si muovono in un ambientazione narrativa, ognuno con un preciso compito
orario: dal giovedì al sabato 16,30 – 19,00
Altri orari su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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vernissage: 22 aprile 2012. ore 11
curatori: Serena Achilli
autori: Lidia Bachis
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Il circolo virtuoso

Lidia Bachis

Inaugurazione
domenica 22 aprile ore 11.00

Palazzo Mazzatosta
arte contemporanea
di Giovanna Scappucci

Via Orologio Vecchio, 34
Viterbo
info: +39. 392.4803113
palazzomazzatosta@gmail.com

introduzione critica di Valeria Arnaldi
a cura di Serena Achilli

dal 22 aprile al 6 maggio 2012
orario: dal giovedì al sabato 16,30 – 19,00
Altri orari su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)

Domenica 22 aprile inaugura una nuova personale di Lidia Bachis a Palazzo Mazzatosta,
questa volta l’artista mette in luce le relazioni che si creano nel mondo dell’arte. In mostra
9 ritratti (olio su tela) di personaggi che come in un gioco di ruolo si muovono in un
ambientazione narrativa, ognuno con un preciso compito.

“…L’arte può imporre la sua idea e veste di bellezza, lavando panni e coscienze e consacrandoli
candidi all’eternità della memoria. Purificando il potere e, di fatto, assolvendolo. È a quel concetto
di virtù della bellezza che è prima di tutto bellezza della virtù che punta il committente, il mecenate,
che si fa ritrarre per tramandare la propria immagine, non fedele allo sguardo, ma rispondente
alla percezione di sé, che si nutre del “filtro” dell’artista per ottenere la garanzia di un talento
che sia prova e strumento di immortalità e parvenza di terzietà a garanzia del dato. Insomma,
intelligenza immobile, mai mobile opinione.
Il “Bello” imposto dal sistema ma soprattutto il sistema imposto del Bello sono i temi della
ricerca di Lidia Bachis, che di volto in volto, tra vizio e virtù, storia e cronaca del circuito arte,
ma soprattutto tra meccanismi e ingranaggi, decide di ritrarre l’artista nel suo essere frutto,
testimone, e al contempo sintesi delle mille facce di quello stesso meccanismo di cui, più o meno
consapevolmente e volontariamente, è motore e traguardo. Se la modernità di epoca e sguardo è
rapporto - non necessariamente dialogo - a due, tra artista e mecenate, la contemporaneità, nel
suo essere e farsi storia, moltiplica gli sguardi e le visioni. Così, i canoni. Ecco, la perpendicolare
della commissione, che scopre la tridimensionalità del circolo, a comporre un insieme che è

comunità, non sempre comunione, dell’arte.

…Differenti per vocazione, passione, ruolo, filosofia forse, di certo traguardo, le mille anime
del circolo, qui, sono occhi puntati sull’artista: diretti, indagatori, talvolta ambigui, comunque
mai morbidi, sempre in attesa dell’attimo della “creazione”, in cui l’artista torna ad essere
solo se stesso, Arte e Follia, libero dal vizio del circolo, cornice dello specchio che talvolta
rischia di limitare troppo il riflesso – e la riflessione – ma anche dalla sua virtù, che del riflesso
fa “illuminazione”. È lo Stregatto della fiaba che guida Alice alle meraviglie invitandola a fare
l’unica scelta saggia, che è poi pure la più banale: perdere rotta, regole e codici, per lasciarsi
andare all’invenzione e alle sue espressioni. È lo Stregatto di Lidia Bachis, che, di tela in tela,
invita a guardarsi allo specchio e a prendere coscienza di sé. Prima di tutti, il mondo dell’arte.”

Valeria Arnaldi
 
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