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Roma - dal 26 aprile al 27 giugno 2012
Giovanni Forleo - Nell’ombra, senza riparo

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KE NAKO
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Giovanni Forleo esprime nelle sue evoluzioni murali e grafiche il disagio insito nell’Impero dei numeri subìto dalle generazioni contemporanee quale esso appare nella sopravvivenza quotidiana, l’appiattimento delle identità che imperversa nell’odierno neoschiavismo, posposto progresso di pregresse oppressioni, per mezzo di Vanitas che gemmano da antiche allegorie seicentesche come quelle di Antonio de Pereda y Salgado e che s’impastano per attrazione magnetica con una poetica pensante anche nei tempi più oscuri come avrebbe sussurrato Hanna Arendt
orario: martedì-domenica ore 18.00 _ 02.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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vernissage: 26 aprile 2012. ore 19.30
curatori: Gianluca Murasecchi, Giovanni Turria
autori: Giovanni Forleo
patrocini: Accademia di Belle Arti di Stato di Urbino - Scuola di Grafica
genere: arte contemporanea, personale, disegno e grafica
email: murasecchi@gmail.com

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comunicato stampa
Il 26 aprile 2012 si inaugura al Ke Nako la personale Nell’ombra, senza riparo di Giovanni Forleo alias Giove. Nell’ambito della rassegna generAzione la personale di Forleo è il quinto appuntamento curato da Gianluca Murasecchi e Giovanni Turria, evento patrocinato dall’Accademia di Belle Arti di Stato di Urbino - Scuola di Grafica.



Nell’ombra, senza riparo

Niente di confortante sul fronte occidentale.

Per avversa autocrazia e sete di dominio assoluto si falcia un campo immenso di spighe che non forniranno pane, che devono cadere perché sia chiaro a tutti di chi è il mondo e chi decide cosa o non cosa sia sacrificabile. E’ stato deciso, tutto sommato, di radere tutto al suolo, di non lasciare niente che stia in piedi da sé. E nello stritolamento diffuso anche semplicemente alzare lo sguardo ormai appare un privilegio di chi ancora una visione la conserva, almeno per quell’attimo che gli è dato per restare su. La Terza Guerra Mondiale è silenziosa, chi mai l’avrebbe detto? Si combatte non nelle trincee ma nei caveaux e a colpi di borse mal chiuse, con bombardamenti massmediatici da un lato annichilenti dall’altro consolanti nell’eternizzante show must go on. In fondo l’adeguatezza al presente è soltanto una questione di zecche, intese come umani che succhiano tutto il sangue ad altri umani, o Zecche che forgiano soldi solo per alcuni la cui unica occupazione è sottrarre i resti ai più. Giovanni Forleo esprime nelle sue evoluzioni murali e grafiche il disagio insito nell’Impero dei numeri subìto dalle generazioni contemporanee quale esso appare nella sopravvivenza quotidiana, l’appiattimento delle identità che imperversa nell’odierno neoschiavismo, posposto progresso di pregresse oppressioni, per mezzo di Vanitas che gemmano da antiche allegorie seicentesche come quelle di Antonio de Pereda y Salgado e che s’impastano per attrazione magnetica con una poetica pensante anche nei tempi più oscuri come avrebbe sussurrato Hanna Arendt.

L’omologazione nei suoi urli segnanti è dunque rifuggita, in dichiarata posizione anti pop, i suoi scheletri, sospinti nella Danse macabre, stridono con suoni secchi rispetto alle voghe visive del momento prive di presa di parte, esse sono altrimenti ritenute, in questa ammissione di coscienza, arzigogoli svianti, riluttanze piacenti e dai modi, questi si, orrorifici. Sicché, per ammissione di responsabilità, era doveroso crescere come dal sottosuolo della storia, tra pietre antiche, per questo non aride, fare del proprio linguaggio un gesto colto e non un mero sfogo, perché se qualcosa resterà di questa generazione falciata alle gambe, sarà quel segno giunto da lontano che ha sfamato più del pane. | Gianluca Murasecchi


Giovanni Forleo

Nasce nel 1987 a Taranto. Nel 2007 conclude studi liceali umanistici e musicali. Dal 2005, in diverse città italiane, si dedica a interventi parietali urbani firmandosi Giove. Nel 2010 si trasferisce a Urbino dove si forma presso il corso di Grafica all’Accademia di Belle Arti. Nell’ombra, senza riparo è la sua prima esposizione personale.

 
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