Giovanni Bonaldi - ... non dormire, Bella Addormentata! 506 utenti online in questo momento
exibart.com
community
Sulla Biennale di Massimiliano Gioni
Ritratto del curatore da giovane
La Lavagna
Reading room
Scacco alla crisi
recensioni
rubriche
argomenti
classifiche
acuradi...
curator parade
antidoping
artist parade
cerca persone
notizie recenti

Bergamo - dal 5 al 20 maggio 2012
Giovanni Bonaldi - ... non dormire, Bella Addormentata!


 [Vedi la foto originale]
VIAMORONISEDICI SPAZIOARTE
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Giambattista Moroni 16 (24122)
+39 3472415297
info@viamoronisedici.it
www.viamoronisedici.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Non dormire, Bella Addormentata! La lotta porta metamorfosi, porta il cambiamento. Potrei diventare donna-albero, capace di rigenerarmi, forte e verticale,e come l'albero destinata a dover realizzare pienamente la mia forma come entità compiuta. Tu e io:entrambi stiamo compiendo un viaggio.
orario: da martedì a sabato dalle 16:00 alle 19:30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
prenota il tuo albergo a Bergamo:
Booking.com
biglietti: free admittance
vernissage: 5 maggio 2012. ore 18:00
catalogo: in galleria. a cura di Don Giulianpo Zanchi, Grafiche Silvana Editoriale
autori: Giovanni Bonaldi
note: Mostra facente parte di ESERCIZI DI VISIONE scritture artisti gallerie, Effetto Bibbia 2012, della Fondazione Adriano Bernareggi, Bergamo.
Sabato 12 maggio alle ore 18:00 incontro con l'artista, la curatrice Silvia Gervasoni e intervento di Jean Blanchaert.
genere: arte contemporanea, personale

segnala l'evento ad un amico


mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

 
comunicato stampa
Mi chiedo spesso perché l’opera di Giovanni Bonaldi – così intrisa di altissima spiritualità – possa
emozionare un ateo come me. Su quest’ultimo termine vorrei fare una precisazione. Mi ritengo ateo
nel senso che Spinoza, nella sua Etica, dava a questa parola. Egli stabiliva che esiste soltanto una
Natura che, secondo le circostanze, è produttrice: “naturante” (naturans), oppure prodotta: “naturata”.
Per il filosofo di Amsterdam non si deve stabilire una dicotomia tra un Dio creatore (“naturante”) e
una creatura “naturata”. L’essere umano è sia “natura naturata”, cioè una manifestazione della
natura, sia “natura naturante” e cioè creatrice. Questa visione – olistica e trascendente – del cosmo
restituisce all’essere umano la sua grandezza.

Ed è questa condizione unitaria che mi permette di vedere nelle opere di Giovanni, un tentativo di
catturare la condizione sublime dell’essere umano – un binomio indivisibile Creatore-Creatura. In
questa ottica – che abolisce di colpo anche il Principio di autorità associato alla divinità – la filosofia
dell’anarchia affonda le sue radici. Per rendersene conto, basta tornare al significato etimologico
della parola: an-archia, riconducibile ad an-arcos, dove l’ablativo an nega il concetto di gerarchia
(arcos).
Poche opere d’arte di questo secolo raggiungono un grado di spiritualità talmente profonda e
struggente, come quelle di Giovanni Bonaldi. Anche perché la sua poetica non ha nulla in comune
con quella dell’arte così detta “sacra.” Quest’ultima è tutto fuorché un tentativo di esprimere il sacro,
anzi dissacra proprio la sacralità. Con la presunzione di essere didattica nega la funzione dell’arte
che deve ispirare e non certo educare. Mettere l’arte al servizio di un’idea, di una politica, di una
fede, è il mezzo più sicuro per uccidere sia la sua valenza illuminante sia la pulsione creativa.

Ricordo una frase di Duchamp, un giorno mi disse “non si può valutare a parole il contenuto o il
valore d’un quadro, Non si può trovare nessun linguaggio per parlare di pittura. La pittura è un
linguaggio a sé.”’ Quando l’arte è un momento creativo, un evento trascendentale, ineffabile (e
mi riferisco all’arte, non all’artigianato) diventiamo noi stessi parte dell’opera. Questo è il caso in
particolare anche per un dipinto o un oggetto di Giovanni Bonaldi. Guardare un suo lavoro con la
partecipazione che esigono le sue opere significa farne parte idealmente.
Questo mi ricorda un’altra frase di Duchamp che diceva: “sono gli spettatori a fare il quadro”. Anche
in questo caso è necessario abolire la dicotomia tra l’opera d’arte e chi l’osserva. Se vogliamo fruirla
pienamente dobbiamo imparare a guardare il lavoro con la stessa partecipazione di colui che l’ha
creata. L’importante è riuscire a sintonizzarsi. Allora diveniamo un diapason e vibriamo al suono
dell’opera come, in questo nostro caso, a quella di Giovanni Bonaldi.
Arturo Schwarz
2012
 
speed-news
  Exibart.
   Pubblicazione iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Firenze con il n. 5069/01.
   Direttore Editoriale: Adriana Polveroni
   Direttore responsabile Artico Gelmi di Caporiacco
   Responsabile Commerciale: Federico Pazzagli - f.pazzagli@exibart.com - adv@exibart.com - Fax: 06/89280543
   Amministrazione: amministrazione@exibart.com - Fax: 06/89280277