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arte contemporanea, collettiva POLITECNICO DI MILANO - CAMPUS BOVISA ​ Via Giovanni Durando 10 Milano 20158

Milano - dal 9 al 25 maggio 2012

Aris Konstantinidis - La figura e l'opera

Aris Konstantinidis - La figura e l'opera
POLITECNICO DI MILANO - CAMPUS BOVISA
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Via Giovanni Durando 10 (20158)
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Electa pubblica nella collana “Architetti moderni” la prima monografia sull’opera dell’architetto Aris Konstantinidis (1913-1993), il maggiore esponente dell’architettura ellenica del Novecento, raccogliendo in modo sistematico i materiali relativi ai suoi più importanti interventi e progetti e offrendo agli studiosi, ai tecnici, agli appassionati di architettura moderna, uno strumento di lavoro e di riflessione sulla cultura europea della seconda metà del secolo scorso. Il pensiero di Konstantinidis ha straordinarie e inconsapevoli vicinanze con quello di architetti coevi operanti in altre parti d’Europa: Fernando Tàvora in Portogallo, Jørn Utzon nei paesi scandinavi, Antoni Coderch in Spagna, Roland Rainer in Austria e Germania. Oltre all’opera architettonica il volume documenta il suo lavoro di appassionato fotografo capace di leggere i siti e definire i progetti anche attraverso l’uso simultaneo di scrittura fotografia e disegno.
orario: dal lunedì al venerdì: 10.00-19.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 9 maggio 2012. ore 17
editore: ELECTA
autori: Aris Konstantinidis
genere: architettura, personale

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comunicato stampa
Electa pubblica nella collana “Architetti moderni” la prima monografia sull’opera dell’architetto Aris Konstantinidis (1913-1993), il maggiore esponente dell’architettura ellenica del Novecento, raccogliendo in modo sistematico i materiali relativi ai suoi più importanti interventi e progetti e offrendo agli studiosi, ai tecnici, agli appassionati di architettura moderna, uno strumento di lavoro e di riflessione sulla cultura europea della seconda metà del secolo scorso. Il pensiero di Konstantinidis ha straordinarie e inconsapevoli vicinanze con quello di architetti coevi operanti in altre parti d’Europa: Fernando Tàvora in Portogallo, Jørn Utzon nei paesi scandinavi, Antoni Coderch in Spagna, Roland Rainer in Austria e Germania. Oltre all’opera architettonica il volume documenta il suo lavoro di appassionato fotografo capace di leggere i siti e definire i progetti anche attraverso l’uso simultaneo di scrittura fotografia e disegno.
Figura singolare, a lungo dimenticata e osteggiata a causa della sua visione del mondo considerata inaccettabile dalla cultura dominante perché intransigente e antiborghese, Konstantinidis ripudia la tradizione aulica dell’architettura, dirigendo lo sguardo verso il mondo di forme anonime delle costruzioni urbane e rurali. In dichiarata antitesi all’architettura “bianca” del Razionalismo, egli sperimenta l’uso della pietra e del colore sul calcestruzzo armato e sui tamponamenti in laterizio, affermando una nuova espressività legata sì all’anonimo, ma anche alla tradizione antica. L’esercizio della professione in organismi statali gli consentiranno di mettere in pratica quanto studiato durante gli anni universitari a Monaco di Baviera e ciò che aveva elaborato criticamente viaggiando nel territorio greco per apprendere l’architettura antica e quella spontanea. L’architettura di Konstantinidis non è mai mimetica, neppure quando si inserisce in contesti naturali o si affianca all’archeologia, bensì mirata alla rielaborazione dei principi compositivi che la storia di un luogo ci consegna: in questo senso sono intesi gli interventi degli alberghi Xenía alle Meteore, a Olympia, a Epidauro, o le case di Eleusi, di Sykiá, di Anávyssos o il museo di Ioánnina; per i quali vale la massima “quanto più è locale, tanto più è universale”, che oggi più che mai si pone in antitesi alla tendenza contemporanea dell’esportazione di marchi, della “delocalizzazione” delle forme e dei significati, in un processo di indifferenziazione e di depauperamento progressivo dei luoghi e delle culture.




Aris Konstantinidis
Nasce ad Atene nel 19013 in una famiglia della media borghesia. Studia architettura a Monaco di Baviera negli anni in cui si prepara l’ascesa al potere del partito nazionalsocialista di Hitler, al rientro ad Atene, nel ’36, le mattine lavora in diversi uffici governativi come disegnatore, mentre nei pomeriggi si dedica allo studio delle costruzioni spontanee del territorio agricolo o delle case autocostruite dai profughi nella periferia della capitale, che giudica più interessanti dell’architettura di importazione e rappresentative dell’eredità insediativa e costruttiva della Grecia antica. Soldato per qualche mese nella campagna di Albania contro l’esercito di Mussolini, al suo rientro riprende il lavoro ministeriale e dà corso ai suoi primi lavori come libero professionista. Tre episodi importanti segnano i suoi anni ’50: l’incarico di capo-ufficio al ministero delle Opere pubbliche per la realizzazione dei quartieri di case popolari; il matrimonio con Natalia Melà, scultrice e rampolla di una delle famiglie più influenti della città; la nomina a capo-ufficio progetti dell’Ente del Turismo che gli permetterà di progettare egli stesso, oltre che sovrintendere, la più importante serie di opere pubbliche del dopoguerra. Si deve a Konstantinidis l’elaborazione del concetto moderno di ricettività turistica in aree sensibili per la fragilità dei paesaggi e per la presenza di vestigia storiche, sviluppato attraverso le opere costruite e gli scritti. Tra il 1960 e il 1967 realizza alcune opere considerate dei capolavori come le case di Anávyssos, di Pangrati e di Spetses e il museo di Ioánnina. Dopo un triennio di insegnamento al Politecnico di Zurigo, durante gli anni della dittatura dei colonnelli in Grecia (1967-74), si concentra su alcuni lavori per case private e sulla continuazione dell’opera di divulgazione del proprio pensiero. Fotografo di valore, ha esposto in Grecia e all’estero ritraendo scene urbane dal carattere metafisico, architetture anonime ed elementi del paesaggio elladico.
Sommario
L’opera di Aris Konstantinidis Kenneth Frampton
L’architettura come seconda natura Paola Cofano
Necessità e caso: il progetto dell’abitare Giovanni Leoni
Il mondo di Aris Konstantinidis Helen Fessas Emmanouil
Contro il predominio della forma Dimitris Konstantinidis

il debutto professionale, 1937-1955
Casa di vacanza, Eleusi, Attica, 1937-38,
IV Fiera del giardinaggio, Kifissiá (Atene), 1940
Edificio per appartamenti, Atene, via Mavromatéon 17, 1947
Appartamento sulla terrazza, Atene, corso Vassilissis Sophias 4, 1949-51
Casa di vacanza, Sykiá, Corinto, Peloponneso, 1951
Padiglione fieristico, Salonicco, Fiera internazionale, 1952
Padiglione fieristico, Salonicco, Fiera internazionale, 1954
Edificio per uffici Megaro PIKPA, Atene, via Tsocha 5, 1954
Edificio per uffici, Atene, isolato tra corso Syggrou e via Doiranis, via Mantzariotaki e via Dimitros, 1954
Pedoúpolis (Città dei ragazzi), Salonicco, Agios Dimitrios, 1954-55

i quartieri operai dell’istituto per l’edilizia popolare, 1955-1957
Abitazioni popolari, Nea Philadelphia (Atene), 1955-57
Abitazioni popolari, Pireo (Atene), Agios Ioannis Rentis, via Rallis, 1955-57
Abitazioni popolari, Iraklio (Creta), 1955-57
Abitazioni popolari, Pyrgos, Peloponneso, 1955-57

gli incarichi per l’organismo per il turismo ellenico, 1957-1967
Camerini per attori, Epidauro, Peloponneso 1957-58
Triton Hotel, isola di Andros, Cicladi, 1957-58
Motel Xenía, Lárissa, Tessaglia, 1958-59
Hotel Xenía, isola di Mykonos, Cicladi, 1958-60
Motel Xenía, Kalambáka, Tessaglia, 1958-62
Padiglione EOT, Salonicco, Fiera internazionale, 1959
Ostelli Xenía, Epidauro, Peloponneso, 1959-60, 1962-63
Motel Xenía, Olympia 1, Peloponneso, 1959-62
Motel Xenía, Paliouri, penisola Calcidica, 1960-62
Hotel Xenía, Poros, golfo Saronico, 1961-64
Motel Xenía, Iraklio, Creta, 1962-66
Motel Xenía, Olympia 2, Peloponneso, 1964-66
Ostello Xenía, isola di Delos, Cicladi, 1977

i musei, 1956-1967
Pinacoteca Nazionale, Atene, corso Vassilissis Sophias e via Rizari, 1956-57
Museo Archeologico, Ioánnina, Epiro, 1961-66
Museo Archeologico, Komotiní, Tracia, 1966-67
Ristorante-caffetteria Oasis, Ioánnina, Epiro, 1970-71

le case di calcestruzzo armato, 1958-1963, 1971-1973
Casa unifamiliare, Vouliagmeni (Atene), 1958-62
Casa unifamiliare, Atene, Pangrati, via Archimidous 18 e via Klitomachous 22, 1960-61
Casa unifamiliare, Philothei (Atene), 1960-63
Edificio per appartamenti, Atene, corso Vassilissis Sophias 2 e via Irodi tou Attikou, 1962
Casa ad appartamenti, Philothei (Atene), via Karaolís e via Dimitriou, 1971-73
Edificio per appartamenti e negozi, Atene, corso Vassilissis Sophias 4 e via Mourouzi 5, 1972
Casa unifamiliare, Ekali (Atene), via Zafirou e via Rodon, 1973

le case di pietra, 1962-1967, 1973-1992
Casa di vacanza, Anávyssos, Attica, 1962-64
Casa di vacanza, isola di Spétses, golfo dell’Argolide, 1963-64
Casa bifamiliare, Spétses, golfo dell’Argolide, 1965-67
Casa con studio d’artista, isola di Egina, golfo Sardonico 1972-78
Casa unifamiliare, Poubakti-Penteli (Atene), via Kalissíon, 1973-74
Casa di vacanza, isola di Egina, golfo Saronico, 1975-76
Casa-studio dell’architetto, isola di Egina, golfo Saronico, 1978
Casa di vacanza, Kiparíssi, Peloponneso, 1991-92

lo studio dell’architettura anonima

disegno, fotografia, esposizioni

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