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Ritratto del curatore da giovane |
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Continua il nostro viaggio nella giovane curatela. Questa volta Manuela Valentini intervista Cecilia Canziani. Toccando anche alcuni punti critici che possono generarsi dalla sovrapposizioni di ruoli e incarichi. E Cecilia risponde ... segue
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Parola d'artista |
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L'intenzione e il caso di Patrizia Cavalli
La poetessa ha da poco inaugurato una mostra presso lo studio Stefania Miscetti di Roma con, tra altre, un'installazione ricavata dai suoi appunti mattutini. Pubblichiamo il testo che ha scritto per la mostra romana ... segue
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Speciale Biennale/Parlano gli artisti del Padiglione Italia |
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Con questa intervista stiamo per chiudere il cerchio. Piero Golia è l'undicesimo artista che racconta ad Exibart idee e emozioni suscitate dall'invito di Bartolomeo Pietromarchi. La sua testimonianza è raccolta da Silvia Simoncelli ... segue
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Scacco alla crisi |
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Seconda tappa del nostro viaggio alla ricerca di realtà che provano a non farsi inghiottire dal buco nero della crisi. Questa volta la contromossa è di Eventi-Arte-Venezia. Ascoltiamo da Matteo Efrem Rossi, fondatore dell'associazione, come reagiscono all'impasse attuale di Elisa Decet ... segue
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La Lavagna |
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Autocommiserazione, cultura ed economia in Italia di Raffaele Gavarro Ma davvero il nostro è un problema di autocommiserazione? ... segue
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Mentre la primavera si attarda, l’evento più atteso di maggio arriva puntuale e pare condividere con la stagione la volontà di rinnovarsi ancora e confermare il suo format vincente, con qualcosa in più. Stiamo parlando di MIA di Luca Piatto ... segue
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Bologna - dal 15 al 20 giugno 2012
Valentina D'Accardi - Crasi
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comunicato stampa  |
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Di origine etimolgica greca con il significato di contrazione e unione insieme, la “crasi” è una figura retorica che identifica la fusione della vocale finale di una parola con quella iniziale del termine che la segue, in una non-separazione che crea una nuova unità. Similmente, l'utilizzo che Valentina D'Accardi fa del mezzo fotografico si concreta in una serie di pezzi unici che, non legati insieme da fili narrativi o deduttivi, si nutrono piuttosto della fascinazione per il farsi quasi alchemico degli attimi catturati in immagini fotografiche.
In mostra dal 15 al 20 giugno a Elastico e curato da Piccolo Formato, Crasi è un progetto che si compone così di venti opere fotografiche di piccolo e medio formato (5x7 e 30x40 cm), stampate su carta qui doppiamente considerata come materia viva: per la sua origine organica da un lato e per il suo essere risultato di un procedimento fotografico di sviluppo dall'altro, particolarmente lento nel caso della carta baritata che viene scelta.
Per questa ragione, questa pulsione quasi vitale della materia non viene circoscritta da tagli netti e meccanici: ciascun foglio – e, quindi, ciascuna fotografia – è delimitata da uno strappo, come avviene abitualmente con la carta da incisione. L'immagine impressa – lavorata con acidi anche non fotografici, che creano così macchie, velature e bruciature – diventa in questo modo un unicum, perchè ciascuna stampa sarà diversa dalle altre.
In questo senso, l'utilizzo che Valentina D'Accardi fa del mezzo fotografico lascia in disparte la tematica della riproducibilità che questo linguaggio porta con sé, né è direzionato dall'autrice in senso documentaristico, già a partire dalla scelta del b/n. L'assenza di colori – oltre a segnare la provenienza dell'artista dall'ambito del disegno – rende meno netto il collegamento didascalico dell'immagine con la realtà. Questa stessa evocatività senza tempo è richiamta dai soggetti scelti: il corpo femminile nudo, privo dell'identità del viso, collocato in dimensioni ovattate in cui solo due oggetti fanno da contrappunto nello spazio.
Ma è di un corpo goffo, distante dalla “posa”, trattenuto, che si tratta. In questo modo, la fotografia si fa potente specchio, oggettivando un dolore che finalmente può essere guardato.
Valentina D'Accardi Diplomata in Comunicazione e Didattica dell'Arte all'A.B.A. di Bologna, si specializza in Arti Visive con un Biennio Magistrale in Pittura presso la Cattedra del Prof. Luca Caccioni. Il suo lavoro resta sempre a cavallo tra fotografia e immagine pittorica: curando personalmente lo sviluppo della pellicola e intervenendo con media non fotografici in fase di stampa, l'aspetto manuale assume un ruolo rilevante nel suo modo di concepire la foto, considerandola più come oggetto da toccare e tenere vicino, che come immagine da guardare. Non si muove mai completamente nel presente: i luoghi e gli oggetti che sceglie arrivano dal passato e sono gonfi di carica emotiva. Fotografa “scarne presenze di affetti scomparsi”. Vuole l'assenza. La cerca e la immortala. Vive e lavora a Bologna.
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