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arte contemporanea, collettiva ASSOCIAZIONE NURO' ​ Via Filippini 12 Verona 37121

Verona - dal 12 al 28 aprile 2013

Fascino tessile. Le trame “preziose” del gioiello contemporaneo.

Fascino tessile. Le trame “preziose” del gioiello contemporaneo.
Nunzia De Feo, THE FABRIC COLLECTION, PIERA, orecchini, stoffa, ottone, perline di vetro, perla di fiume colorata, 2012
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ASSOCIAZIONE NURO'
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Via Filippini 12 (37121)
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In concomitanza con "Verona tessile", un evento nella città di Verona dedicato al mondo tessile, questa mostra, con il patrocinio del Comune di Verona ed il contributo dell'azienda agricola Monte del Frà di Sommacampagna(VR),vuole stimolare ed incoraggiare l'apprezzamento del gioiello contemporaneo e d'autore, realizzato in tutto o in parte con materia d'origine tessile. Presenta ornamenti per il corpo che sanno integrare alto sviluppo tecnologico o abilità manuali con ricerca ed innovazione. Fra i partecipanti spiccano figure emergenti ed affermate del panorama culturale internazionale provenienti da nazioni diverse (Argentina, Costa Rica, Italia, Irlanda, Olanda, Regno Unito, Spagna, Taiwan) e da background differenti. Guest star dell’evento: l’artista argentino di nascita, olandese d'adozione: Luis Acosta accanto a Trinidad Contreras, menzionata al premio Cominelli nel 2011, Joanne Haywood, apprezzata scrittrice di libri sul gioiello tessile, Alejandra Koreck insieme a Sabina Tiemroth, entrambe selezionate per Smuck 2013, Mabel Pena menzionata alla Bienal de Artesanìas de Buenos Aire 2011” ed infine Yu-Ping Lin che nel 2012 è stata premiata con il Best Fashion Accessory Award alla British Craft Trade FAIR. Uniche due veronesi, per adozione e per nascita, le artiste-orafe emergenti Nunzia De Feo e Valentina Caprini.
orario: 14-19, ogni giorno
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 12 aprile 2013. h 18
ufficio stampa: Nunzia De Feo, nun.df@live.co.uk
curatori: Nunzia De Feo
autori: Luis Acosta, Valentina Caprini, Trinidad Contreras, Lyn Cooke, Nunzia De Feo, Grace Hamilton, Joanne Haywood, Alejandra Koreck, Yu-Ping Lin, Mabel Pena, Maria Rosa Mongelli, Sabina Tiemroth, Stella Valencia Iragorri, Liz Willis
patrocini: Comune di Verona
genere: arte contemporanea, collettiva, arti decorative e industriali

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comunicato stampa
La mostra, organizzata con il patrocinio del Comune di Verona ed il contributo dell’azienda agricola Monte del Frà di Sommacampagna (VR), intende presentare ad un vasto pubblico ornamenti per il corpo che si distinguono non per un ovvio valore economico ma per la loro capacità di rivolgersi ad antri spesso dimenticati della mente e del cuore. L’osservatore non è un fruitore passivo ma è chiamato ad interloquire ed ad osservare con occhio attento e critico per poter meglio esplorare questi nuovi paesaggi. Protagonista indiscusso è il tessuto colto nei suoi vari aspetti: all’origine in forma di baco da seta, come filo lavorato a maglia o all’uncinetto, come stoffa arrotolata, cucita con la carta e mischiata sia a metalli non preziosi che resine. Bracciali, collane, orecchini, spille sono il sapiente frutto di riscoperte abilità artigianali, di un’accesa vocazione per la sperimentazione e della volontà di superare soluzioni estetiche ormai scontate per investigare nuovi orizzonti. Da queste sincere vocazioni nascono le numerose opere (più di ottantacinque) degli artisti-orafi: Luis Acosta, Valentina Caprini, Trinidad Contreras, Lyn Cooke, Nunzia De Feo, Joanne Haywood, Grace Hamilton, Alejandra Koreck, Yu-Ping Lin, Maria Rosa Mongelli, Mabel Pena, Sabina Tiemroth, Stella Valencia Iragorri, Liz Willis.
Queste preziose manipolazioni della stoffa testimoniano il proprio debito con le avanguardie moderne che non solo hanno trasformato un oggetto comune in opera di arte (si pensi a Duchamp) ma hanno saputo gettare i semi affinché materiali poveri, come ad esempio un pezzo di legno, potessero perdere la loro stessa fisicità per diventare parte integrante dell’opera d’arte stessa (si vedano Picasso e Mirò). Inoltre sembrano proseguire le coraggiose sfide lanciate dai “precursori” del gioiello contemporaneo: Lalique e Calder. Il primo agli inizi del ‘900 aveva sfidato i suoi contemporanei con l’introduzione di pietre semi-preziose e sensuali smalti al posto degli onnipresenti diamanti ed il conseguente apprezzamento dell’importanza del colore, il secondo negli anni ’30 aveva saputo “nobilitare” l’ottone, un materiale fino ad allora decisamente trascurato e proporre squisite interpretazioni ispirate ad un gusto africano e tribale, capaci anche di rivalutare tale materiale. Inoltre grazie alle caratteristiche intrinseche del tessuto precedono i tempi e compiono un passò in più: diventano decisamente tattili ed estremamente confortevoli da indossare. Spingono il visitatore a porsi la domanda: <> ed a valutare le risposte quasi immediate: << Arte per il corpo (wearable art), una coraggiosa sfida verso gli aspetti meramente economici, una esperienza estetica, emotiva ed intellettuale oppure quasi un oggetto-scultura con il quale interagire grazie alla sua docilità e plasmabilità>>. La mostra non fornisce una linea di pensiero, invita lo spettatore non sbadato a riflettere.
 
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