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arte contemporanea, collettiva BROTHER'S ART ​ Via Pian Scairolo 26 Lugano 6912

Lugano - dal 23 maggio al 23 giugno 2013

getulio alviani / enrico castellani

getulio alviani / enrico castellani
BROTHER'S ART
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Via Pian Scairolo 26 (6912)
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doppia personale
vernissage: 23 maggio 2013. h 18
autori: Getulio Alviani, Enrico Castellani
genere: arte contemporanea, doppia personale

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comunicato stampa
Getulio Alviani, nasce a Udine nel 1939. Protagonista della vicenda dell’Arte Programmata e Ghestaltica in Italia fra
gli anni Sessanta e Settanta. Le sue superfici a testura vibratile realizzate nel 1960 si imposero subito all’attenzione: il
trattamento dei piani in alluminio ed acciaio dava vita a strutture di immagini cangianti a seconda della rifrazione della
luce. Erano la prima espressione di quella poetica del Concretismo, cresciuta in Italia sulla scia dell’esperienza storica
del Bauhaus.
La sua formazione artistica è vicina, per costituzione, attrazione culturale ed amicizia, a maestri come Josef Albers,
Konrad Wachsmann e Max Bill, nel clima del Bauhaus. Inizia i suoi esperimenti sulla percezione visiva e sulla psicologia
nei tardi anni Cinquanta. In questo periodo di boom economico c'è una notevole collaborazione tra la ricerca artistica e la
produzione industriale, cui Alviani contribuisce. Nel 1959-60 realizza le sue “Superfici” con struttura vibrante, piani
metallici con incisioni modulari che creano l’illusione di distanze che cambiano in continuazione, in base all'angolo da cui
si guarda e il modo in cui la luce li colpisce. Nel 1961 collabora alla produzione seriale di oggetti di plastica e tra il 1962 e
il 1964 partecipa all’esibizione di “Arte Programmata” promossa dalla Olivetti a Venezia, Roma, Trieste, Düsseldorf e
Londra.
Negli anni Sessanta inoltre prende parte al movimento Nuovelle tendance.
Negli ultimi anni si è dedicato alla cura di testi ed esposizioni riguardanti i migliori protagonisti delle ricerche strutturali e
visive internazionali, collaborando con musei soprattutto dell'Est Europa.
Enrico Castellani, nasce a Castelmassa nel 1930 in provincia di Rovigo. Si trasferisce ancora ragazzo in Belgio, dove
rimarrà fino al 1956, anno della sua laurea in Arte e Letteratura. L’anno successivo rientra in Italia, stabilendosi a Milano,
e diviene un esponente attivo della nuova scena artistica.
Dopo prime esperienze di carattere informale, ispirate all'action painting americana e soprattutto da Mark Tobey, elabora
con la collaborazione alla rivista Azimuth, da lui fondata insieme a Manzoni, un nuovo inizio, che propone l'azzeramento
totale dell'esperienza artistica precedente, basato su un rigorosissimo studio ed analisi delle possibilità fornite
dall’estroflessione della tela mediante l’utilizzo di chiodi, centine e di sagome di legno e metallo inserite dietro la tela.
Così Manzoni, Castellani e Bonalumi impiegarono tele monocrome (spesso totalmente bianche) estroflesse con varie
tecniche in modo da creare effetti di luci ed ombre cangianti con l'inclinazione della sorgente luminosa. Si trattò di
un'esperienza del tutto originale e considerata di fondamentale importanza nella storia dell'arte astratta italiana del
novecento.
È nel 1959, infatti, che Castellani realizza la sua prima superficie a rilievo, dando vita ad una poetica che sarà la sua cifra
stilistica costante e rigorosa.
Anche nelle rare opere su carta Castellani è riuscito a realizzare il suo personalissimo stile di estroflessioni ritmiche.
 
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