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arte contemporanea, collettiva GALLERIA ALL'ANGOLO ​ Via Stella 23 Mendrisio 6850

Mendrisio - dal primo giugno al 20 agosto 2013

Linda Fontanelli / Elena Brambilla

Linda Fontanelli / Elena Brambilla

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GALLERIA ALL'ANGOLO
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Se per Linda il segno si fa traccia e sudario quasi temporaneo, dove la punta segna e brucia materia, così Elena sembra annulli la materia e con essa il tempo, placando l’illusione della visione
vernissage: 1 giugno 2013. h 18.30
autori: Elena Brambilla, Linda Fontanelli
genere: arte contemporanea, doppia personale
email: loredanamuller@bluewin.ch

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comunicato stampa
ELENA BRAMBILLA – LINDA FONTANELLI

QUANDO IL SEGNO È SEGNO, IL GESTO SI RICERCA

GALLERIA ALL’ANGOLO DI MENDRISIO
Dal 01 giugno al 20 agosto 2013
Inaugurazione sabato 01 giugno alle ore 18.30

Alla Galleria d’Arte All’Angolo di Mendrisio, si rincorrono le esposizioni, è ora la volta di una doppia personale, assai peculiare, di due giovani artiste molto diverse: Linda Fontanelli ed Elena Brambilla

Elena e Linda, ambedue aderiscono ad un proprio percorso dissimile; e tuttavia sono giovani donne che oltre a dedicarsi al linguaggio delle arti e alla ricerca, sono attive nell’educazione in
ambito delle arti visive nella nostra società.
Di Firenze Linda Fontanelli, ora in Ticino dopo un periodo nella vicino Zurigo, attiva nelle scuole
Medie da qualche anno. Con alle spalle Scuole D’arte e Accademia nella sua città ideale. Alcune
esposizioni in Italia e qualche collettiva in Ticino e nella Svizzera interna.
Di Milano Elena Brambilla, educatrice in progetti di integrazione, musicista di basso e piano in
una Band, vicina al disagio minorile della non lontana metropoli. A sua volta con proprio percorso scolastico alla Nuova Accademia di Milano, con partecipazioni a progetti e piccole personali non solo in Italia.
Due Mondi due espressioni molto divergenti:
Se per Linda il segno si fa traccia e sudario quasi temporaneo, dove la punta segna e brucia
materia: Così Elena, che non conoscevo, sembra annulli la materia e con essa il tempo, placando
l’illusione della visione.
La PUNTA A FUOCO di Linda La cromatura del legno bruciato, quella del mallo di noce, il biancore del latte e il paglierino dell’olio che sorprendono a volte il grigio cenere della grafite, è una delle scelte molto ponderate in queste sue opere su legno. Pino o abete, frassino, faggio, robinia o nocciolo. Universi scalfiti da piccoli zone perpetuate e disseminate. I suoi segni a fuoco che attraversano e rigenerano solchi di uno ieri, semi mai dimentichi, quasi epiteti semplici e gusci …Abitano e generano misteriosi viatici di linfe interiori in alcune sculture, in altre come lambite a carta vetrata si colgono minute derive tra sgorbia e piccoli bagni quasi battesimali, oltre le danzanti e totemiche soluzioni verticali. Spesso si coglie il riferimento al corpo maschile e femminile, dall’unione alla ciclicità.

Elena, scivola sugli spazzi bianchi delle tele di buon formato, le ricopre completamente con
fondi incolori, indugia nel bidimensionale e genera quasi una lotta sul piano per raggiungere poi i suoi colori. Utilizza acrilici o smalti per spingersi in tinte più squillanti. Poi bonifica con accenni di gesti, partendo dalla densità di toni sul blu-violetto. Capita che accede ad aranci e accende rossi quasi sangue, e genera sgocciolature su tutta la superficie. Elena sembra stare tra i due mondi, quello del passaggio indivisibile come ammicco acuto e complemento dell’inconscio. Pittura d’azione, atti lanciati-espressi e congiunti all’impasse. Come registrasse rarefatte parti di un tutto, ne dissuadesse flusso e continuità, per catapultarsi nell’ignoto d’ogni incedere. La sua città non ideale, ma colma di contradizioni e vitali accettazioni, ma anche di possibilità, come la stessa vita comporta.

(tratto dalla presentazione di Loredana Müller)
 
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