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arte contemporanea, collettiva MADRE - MUSEO D'ARTE DONNA REGINA ​ Via Luigi Settembrini 79 Napoli 80139

Napoli - dal 21 giugno al 30 settembre 2013

Giulia Piscitelli - Intermedium

Giulia Piscitelli - Intermedium
MADRE - MUSEO D'ARTE DONNA REGINA
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Via Luigi Settembrini 79 (80139)
+39 08119313016
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La mostra di Giulia Piscitelli (Napoli, 1965), una delle più affermate
artiste italiane della sua generazione, è la più estesa personale dell’artista
organizzata da un’istituzione pubblica italiana.
vernissage: 21 giugno 2013. h 12 per la stampa
editore: ELECTA
curatori: Andrea Villani, Eugenio Viola
autori: Giulia Piscitelli
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
La mostra di Giulia Piscitelli (Napoli, 1965), una delle più affermate
artiste italiane della sua generazione, è la più estesa personale dell’artista
organizzata da un’istituzione pubblica italiana. La mostra – intitolata
“INTERMEDIUM”, parola latina intesa dall’artista nell’accezione di stare
nel mezzo, tra i limiti di spazio e di tempo che determinano un processo
creativo non ancora concluso, aperto alle possibilità e non assoluto – unirà
opere prodotte dall’inizio degli anni novanta a oggi, molte delle quali inedite,
che sottolineano i diversi aspetti della produzione artistica dell’artista
napoletana, con particolare attenzione alla perlustrazione
della geografia
sociale, economica e culturale di una città come Napoli, in cui Piscitelli
fondò e fu animatrice dal 1992 al 1994, insieme a Lorenzo Scotto di Luzio
e Pasquale Cassandro, di un’esperienza quale Spazio Aperto. Dai dipinti
su stoffa ai lavori fotografici, dalle installazioni site specific ai documenti
video, la mostra offre una visione completa della sua ricerca. Non si tratta
di una retrospettiva, bensì di una visione di insieme sul processo
creativo
dell’artista che non è mai fatto di momenti a se stanti ma di un continuum di
idee ed oggetti che, di volta in volta, vengono riutilizzati e rimessi in gioco.
Non è dunque casuale se alcune delle opere realizzate negli anni passati
verranno esposte per la prima volta al MADRE. È questo il caso di S.A.M.,
un video editato per l’occasione e che raccoglie immagini
girate negli anni
novanta all’interno di Studio Aperto Multimediale, uno spazio-laboratorio
indipendente, fondato nel 1992 da artisti, che per alcuni anni fu uno dei
più interessanti nella Napoli di quel periodo. Anche le opere fotografiche
e video vengono raccolte in un progetto dal titolo La Mela: immagini di
archivio in cui l’artista svela la dualità di un emigrato italiano in America
che riuscì a coniugare il lavoro di ristoratore con la sua innata creatività.
Questa e altre opere alludono a un percorso di autoconoscenza in cui
vengono coinvolti di volta in volta aspetti diversi quali il lavoro, il corpo,
l’identità sessuale, la memoria, la morte, tutti in qualche modo collegati alla
necessità di una pacificazione con le forze discordi che abitano l’Io e tutti
volti a creare una sorta di sospensione tra passato e presente, tra ciò che
si era e ciò che si diventerà. È questo il concetto espresso anche in opere
recenti: Tree, in cui, tra due arazzi che raffigurano sezioni di un tronco di
fondazione donnaregina
per le arti contemporanee
madre · museo d’arte
contemporanea
donnaregina
albero, lo spettatore resta “nel mezzo” rispetto a una grande unicità; la serie
dei Rendiresto realizzati in marmo, cristallizzazione quasi eterna di uno
scambio quotidiano; Contested Zones, un’installazione realizzata per la prima
volta presso la CUBITT GALLERY di Londra nel 2011, composta da stelle
filanti incollate sul muro che ricreano
una barriera esistente a Napoli, in
Nisida Porto Paone, dove risiede il carcere minorile. La barriera, che separa
il carcere dalla spiaggia, è simbolo di divisione, di intermedium sociale e
territoriale; Tre carte è un progetto che si compone di una pietra-matrice
litografica per la realizzazione di carte da gioco e di un video in cui si vedono
dall’alto le mani dell’artista “fare il gioco delle tre carte” con rettangoli
trasparenti di plexiglass sulla stessa matrice. Il progetto prevede anche tre
arazzi a parete, realizzati scolorendo il tessuto con candeggina, che riproducono
rispettivamente le tre carte da gioco. Al termine della mostra alcune
opere dell’artista entreranno a far parte della collezione del MADRE.
Piscitelli sviluppa, a partire dagli anni novanta, una ricerca fortemente
radicata sul territorio che porta nella riflessione e produzione artistica
lo slancio di un più ampio impegno sociale e culturale. Dal 1995 al 1997
lavora per la rivista “Collant”, diretta da Argento Migliore. Nel 1998 inizia a
collaborare con Al Hansen (Ultimate Akademie, Documenta Banana, Wolk don’t
wolk). Nel 2004 partecipa a “Incursione Vesuviana - 50esima Esposizione
Internazionale d’Arte della
Biennale di Venezia” in Campania. Nel 2008
espone, con una mostra personale dal titolo “Ballhaus”, presso il RISO
Museo d’Arte Contemporanea di Palermo e partecipa alla 5th Berlin
Biennial
for Contemporary Art e alla T2 - 2° Torino Triennale. Nel 2011 partecipa
alla 54a Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia e la
Fondazione Giuliani di Roma e CUBITT di Londra ospitano due sue mostre
personali, rispettivamente intitolate “Rischi minori” e “Contested Zone”. In
tutti questi progetti, e in opere che spaziano liberamente da un medium a
un altro, senza apparente continuità, Piscitelli investiga l’esperienza di una
paradossale vivacità del vivere e del creare “nonostante tutto”, da cui emerge
un profilo tenace, di lotta, estetica e poetica, ancor prima che politica.
Articolando in opere spesso al limite del surreale, per quanto intrise di
realismo, temi come il rapporto fra vita e morte, l’intrecciarsi e il reciproco
definirsi di gioia, sesso, dolore, malattia, affrontando i meccanismi di
sfruttamento ed esclusione
sociale, le dinamiche di genere, i linguaggi della
comunicazione folklorica e popolare, Piscitelli
investiga il senso stesso del
fare arte in una condizione umana e sociale che, dell’arte, sembra poter fare
a meno. Cercando di definire una sua possibile collocazione, l’artista stessa
dichiara: “Provengo da una generazione che ha come bagaglio culturale
la coda di un pensiero
artistico che partiva da un principio di rottura, che
è quello delle avanguardie. Quindi sono una sorta di nipote di movimenti
artistici come Fluxus, o pronipote del Dadaismo. Ma se prima l’idea era di
rompere col passato, ora l’idea è di costruire un nuovo concetto di bellezza”.
Una bellezza costantemente paradossale, sorprendente, che trasforma il
quotidiano in sorgente di meraviglia, di slancio, di impegno, di desiderio,
in una quieta affermazione di sé di fronte a ogni forma di complessità, di
rischio, di rottura, di fine, di perdita di speranza.
A conclusione della mostra verrà realizzato un libro d’artista, edito da Electa,
con testi del curatore, Eugenio Viola, e di Adam Szymczyk, Direttore della
Kunsthalle Basel, Basilea.
 
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