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arte contemporanea, collettiva MUSEO DI SAN MARCO ​ Piazza Di San Marco 1 Firenze 50121

Firenze - dal 9 ottobre 2013 al 6 gennaio 2014

Mattia Corvino e Firenze. Arte e umanesimo alla corte del re di Ungheria

Mattia Corvino e Firenze. Arte e umanesimo alla corte del re di Ungheria
Attribuito a Giovanni Dalmata (Ivan Duknovic) - (Trogir, 1440/45 ca. - 1514)
Ritratto a bassorilievo di re Mattia
1480-1490
Marmo bianco, diaspro verde scuro
 [Vedi la foto originale]
MUSEO DI SAN MARCO
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Piazza Di San Marco 1 (50121)
+39 055294883 , +39 055264406 (fax)
www.firenzemusei.it/sanmarco/index.html
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Il 10 ottobre 2013, nell’anno della cultura italiana in Ungheria e ungherese in Italia, si aprirà al Museo di San Marco fino al 6 gennaio 2014 una mostra incentrata sulla figura di Mattia Corvino, re d’Ungheria dal 1458 al 1490, e, sulla trama di rapporti che legarono quel re all’Umanesimo e a Firenze, alla sua cultura e alla sua arte.
vernissage: 9 ottobre 2013. ore 17.00
editore: GIUNTI
ufficio stampa: CAMILLA SPERANZA, CIVITA GROUP
curatori: Cristina Acidini, Lia Brunori, Péter Farbaky, Dániel Pócs, Magnolia Scudieri, Enikö Spekner, András Végh
genere: documentaria, arte antica

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comunicato stampa
Il 10 ottobre 2013, nell’anno della cultura italiana in Ungheria e ungherese in Italia, si aprirà al Museo di San Marco fino al 6 gennaio 2014 una mostra incentrata sulla figura di Mattia Corvino, re d’Ungheria dal 1458 al 1490, e, sulla trama di rapporti che legarono quel re all’Umanesimo e a Firenze, alla sua cultura e alla sua arte. E’ inevitabile che ciò comporti uno sguardo parallelo su Lorenzo il Magnifico, che di quella cultura e di quell’arte fiorentina fu assertore e propagatore, oltre che mecenate, e della storia fiorentina di quegli anni fu protagonista. “Nei rispettivi scenari di città, palazzi, cenacoli di intellettuali, grandeggiano i due protagonisti Lorenzo de’ Medici detto il Magnifico e re Mattia Corvino, uniti non solo e non tanto da relazioni diplomatiche quanto dalla comune personale passione per il sapere antico e moderno racchiuso nei libri, a loro volta custoditi in biblioteche insigni anche per la loro bellezza” (Cristina Acidini).

L’idea di realizzare a Firenze una simile esposizione è stata concepita dal Soprintendente, Cristina Acidini, dopo la visione delle mostre realizzate a Budapest nel 2008 per il 550simo anniversario dell’ inizio del regno di Mattia Corvino in Ungheria, dal Museo Storico di Budapest e da altre istituzioni, che hanno aperto nuove e stimolanti prospettive di conoscenza sulle relazioni intercorse tra l’Ungheria e l’Italia già a partire dal Trecento e sulla diffusione dell’Umanesimo in terra ungherese.
La mostra si è concretizzata in un progetto espositivo, elaborato congiuntamente da studiosi ungheresi e fiorentini: Péter Farbaky, storico dell’arte e vicedirettore del Museo Storico di Budapest, Dániel Pócs, storico dell’arte dell’ Istituto di Storia dell’Arte dell’Accademia delle Scienze , Enikő Spekner storico e András Végh archeologo - storico, entrambi del Museo Storico di Budapest, Magnolia Scudieri, direttore del Museo di San Marco, e Lia Brunori.

Attraverso opere di varia tipologia – pittura, scultura, ceramica, miniatura – provenienti da vari musei e biblioteche d’Europa e d’Oltreoceano, la mostra vuole dimostrare come l’umanesimo ungherese affondi le sue radici in Italia, e come, in ambito artistico, sia stata determinante la diffusione dello stile rinascimentale fiorentino.
Un’eredità culturale rimasta fino ad oggi alla base della cultura ungherese.
La mostra - promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, il Museo di San Marco, Firenze Musei e l’ Ente Cassa di Risparmio di Firenze - è stata ideata da Cristina Acidini e, come il catalogo edito da Giunti, curata da Péter Farbaky, Dániel Pócs, András Végh, Enikö Spekner, Magnolia Scudieri e Lia Brunori.
Enel sostiene “Un anno ad arte 2013”, e quindi questa mostra che ne fa parte, confermando l'attenzione per la valorizzazione culturale e artistica del patrimonio culturale e artistico della città di Firenze. Enel opera sul territorio fiorentino per coniugare l’innovazione tecnologica con la tradizione della cultura fiorentina e italiana, di cui questa iniziativa è espressione di grande spessore.
 
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