Quadri che costano come Sputnik.* Rotocalchi italiani e boom del mercato dell'arte modern... 3090 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
26/06/2019
A Roma riapre al pubblico il Ninfeo degli Specchi al Palatino
26/06/2019
Ecco il nuovo motore di ricerca per chi non ricorda i titoli dei film
25/06/2019
Un manifesto per l’arte attiva. Al MAXXI, la prima bozza di Art Thinking
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva MUSEO DEL NOVECENTO ​ Piazza Del Duomo Milano 20122

Milano - dal 14 novembre 2013 al 9 marzo 2014

Quadri che costano come Sputnik.* Rotocalchi italiani e boom del mercato dell'arte moderna in Italia nei primi anni Sessanta

Quadri che costano come Sputnik.* Rotocalchi italiani e boom del mercato dell'arte moderna in Italia nei primi anni Sessanta
MUSEO DEL NOVECENTO
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Piazza Del Duomo (20122)
+39 0288444061
c.museo900@comune.milano.it
www.museodelnovecento.org
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

L’esposizione intende mettere a fuoco la complessità dei valori e dei significati di un quadro-simbolo del XX secolo come Il Quarto Stato che, dopo una lunga permanenza alla Galleria d’arte moderna di Milano, è oggi esposto al Museo del Novecento ad aprirne il percorso museale.
Il dipinto è il frutto di un costante impegno culturale e sociale e di un progressivo raffinamento della tecnica pittorica compiuti da Pellizza nel corso di un decennio, tra la fine del XIX e l’alba del nuovo secolo.
orario: lunedì 14.30 – 19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30
giovedì e sabato 9.30 – 22.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero 5 euro
ridotto 3 euro (studenti universitari,
over 65, dipendenti comunali)
vernissage: 14 novembre 2013. su invito
editore: ELECTA
curatori: Mariella Milan
genere: documentaria

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Dal 15 novembre 2013 il Museo del Novecento ospita la mostra ‘’Quadri che costano come Sputnik.’’ Rotocalchi italiani e boom del mercato dell'arte moderna in Italia nei primi anni Sessanta, a cura di Mariella Milan. Lo Spazio focus del museo propone una riflessione sul delicato tema del mercato dell’arte tra la fine degli anni Cinquanta e la prima metà degli anni Sessanta del Novecento attraverso le pagine dei rotocalchi di quegli anni.
In parallelo al cosiddetto miracolo economico, la prima metà degli anni Sessanta vede lo sviluppo, in Italia e in particolare a Milano, del mercato dell'arte moderna, mentre la categoria del collezionista d'arte sembra espandersi a nuovi strati sociali, arrivando a rappresentare, per un breve momento storico, una valida alternativa a più tradizionali forme di investimento. Il fenomeno trova un'ampia cassa di risonanza nei periodici di attualità illustrata, i cosiddetti rotocalchi che, essendo il prodotto editoriale a più ampia e capillare diffusione – proprio in questo periodo i settimanali più diffusi raggiungono la loro massima tiratura prima del declino causato dall'imporsi del mezzo televisivo – offrono un filtro prezioso per esaminare, nell'ottica della ricezione da parte del grande pubblico, la situazione del mercato e l'immagine dell'artista in questo breve arco cronologico.
Le tre sezioni tematiche in cui si articola il focus raccontano per immagini con quali modi le riviste non specializzate hanno assunto il compito di informare ed educare un pubblico di massa, ottimisticamente visto come potenziale serbatoio di neofiti e aspiranti collezionisti, mettendolo in guardia contro le insidie di un settore ancora considerato inaffidabile e poco regolato. Nelle classiche rubriche di critica d'arte si infittiscono le annotazioni sul mercato, mentre in quelle di gossip e costume diventano frequenti le notizie dal mondo dell'arte; si bandiscono concorsi mettendo in palio opere di celebrati maestri del Novecento e largo spazio viene dato a reportages e inchieste sulla situazione del mercato dell’arte italiano, dalla rete delle gallerie al sistema di valutazione a punti, dai maestri storici ai giovani artisti più quotati.
Sull'onda della prima vendita all'incanto della neonata Finarte all'Angelicum e delle due grandi aste d'arte moderna organizzate dalla Galleria Brera, l'autunno del 1961 vede il diffondersi a Milano di una vera e propria moda dell'asta. Se fino a quel momento le aste erano appannaggio dei frequentatori delle prestigiose sale d'asta inglesi, francesi e americane, in questa stagione le aste milanesi offrono alla borghesia meneghina un nuovo gioco di società, raccontato ora dai rotocalchi, intrinsecamente votati a cavalcare il lato aneddotico e mondano della realtà, che restituiscono con voce a tratti divertita a tratti nostalgica.
Alla grande espansione in questi anni di certa editoria divulgativa ampiamente illustrata – si pensi ai notissimi Maestri del Colore, in edicola dal 1963 – si ricollega il breve esperimento di vendita rateale di opere d'arte contemporanea portato avanti da una curiosa figura di mercante, Ivanhoe Trivulzio. Frutto di una visione democratica e utopica delle future prospettive del collezionismo, il mercante milanese, anche in collaborazione con il mensile "Quattrosoldi", propone a un pubblico di operai e impiegati la sua "rateale del quadro".
In occasione di questa piccola panoramica storica, il Museo del Novecento ripropone all'attenzione del pubblico un'opera di Antonio Recalcati, acquistata dal Comune di Milano in seguito alla segnalazione della giuria dell'XI Premio San Fedele, destinato agli artisti sotto i trent'anni. Datata 1961, la sua Figura d'uomo, parte della suggestiva e fortunata serie delle Impronte, è estremamente rappresentativa di un certo filone della ricerca pittorica figurativa di quegli anni e, al tempo stesso, di un artista considerato all'epoca una delle più brillanti promesse della giovane pittura milanese.

* Federico Balzarotti, Quadri che costano come Sputnik, "Le Ore", VIII (368), 31/5/1960, pp. 30-35)
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram