Franco Grignani - Alterazioni ottico mentali 1939- 1999 3069 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
17/06/2019
Il documentario dei Beastie Boys realizzato per i 25 anni di “Ill Communication”
17/06/2019
Un bambino di tre anni ha distrutto un’opera di Katharina Fritsch ad Art Basel
15/06/2019
Libri, film, interviste. A Milano, Gucci punta tutto su Harmony Korine
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva GALLERIA GRUPPO CREDITO VALTELLINESE / REFETTORIO DELLE STELLINE ​ Corso Magenta 59 Milano 20123

Milano - dal 22 gennaio al 15 marzo 2014

Franco Grignani - Alterazioni ottico mentali 1939- 1999

Franco Grignani - Alterazioni ottico mentali 1939- 1999
GALLERIA GRUPPO CREDITO VALTELLINESE / REFETTORIO DELLE STELLINE
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Corso Magenta 59 (20123)
+39 0248008015 , +39 024814269 (fax)
galleriearte@creval.it
www.creval.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

L’obiettivo di Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, commissari delle esposizioni delle Gallerie del Credito Valtellinese, con Manuela Grignani è quello di restituire a Grignani la sua complessità d’artista. Egli si è espresso come artista, architetto, fotografo, graphic designer, art director. Ed è di tutte queste sfaccettature, che la retrospettiva intende dar conto, documentando peculiarità e competenze diverse ma tutte strettamente riconducibili alla ricerca di Grignani sulla percezione visiva, ricerca cui restò fedele per l’intera vita.
orario: da lunedì a venerdì 10.00 – 19.30
sabato 9.00 – 14.00
chiuso domenica
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 22 gennaio 2014. h 18.30
catalogo: in galleria.
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Manuela Grignani, Leo Guerra, Cristina Quadrio Curzio
autori: Franco Grignani
note: Vernice per la stampa
mercoledì 22 gennaio ore 12.00
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
genere: arte contemporanea, personale

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
L’obiettivo di Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, commissari delle esposizioni delle Gallerie del Credito Valtellinese, con Manuela Grignani è quello di restituire a Grignani la sua complessità d’artista. Egli si è espresso come artista, architetto, fotografo, graphic designer, art director. Ed è di tutte queste sfaccettature, che la retrospettiva intende dar conto, documentando peculiarità e competenze diverse ma tutte strettamente riconducibili alla ricerca di Grignani sulla percezione visiva, ricerca cui restò fedele per l’intera vita.
Per il grande pubblico la figura di Grignani è riconducibile ad un marchio, quello della Pura Lana Vergine da lui creato nel 1964, forse il più noto e universale nella storia della comunicazione della seconda metà del secolo scorso. Ma quel marchio, pur fortunato, è solo uno dei tanti da lui creati, frutto di una specializzazione tra le diverse di Grignani, artista ed intellettuale che non ha mai perso alcuna occasione per approfondire la percezione dell’immagine e le “regole” che ad essa sono sottese, convinto che “l’immagine raggiunge la sua dinamica unità per mezzo di vari livelli di integrazione: tensione, ritmo, armonia matematica. L’esperimento – continua Grignani - è il risultato di un conflitto fra forze esterne ed interne, fra due forze dinamiche e forze di riferimento”.
La sua è sempre stata una ricerca sulla “verità della forma visiva”, condotta in modo solitario, metodico, raffinato, allo stesso momento apertissimo a quanto, anche grazie all’eco del suo lavoro, maturava in Europa e nel mondo. E applicata ad ogni sua attività e creazione artistica, come le diverse sezioni di questa mostra ben evidenziano anche attraverso la presentazione di un notevolissimo numero di lavori inediti.
Grignani, pavese del Po, nasce a Pieve di Porto Morone nell’anno della nascita ufficiale del Cubismo, ovvero nel 1908. Del Grande Fiume sembrano affascinarlo le sinuosità, il movimento e le rifrazioni dei gorghi, rispetto alla fissa superficie della terra padana.
A Torino, dove segue Architettura, è coinvolto dai fermenti del secondo Futurismo, passaggio verso l’astrattismo geometrico e al costruttivismo. Attingendo alle teorie percettive e alla psicologia della forma conduce sperimentazioni coniugando fotogrammi, fotomontaggi, sovrimpressioni e elaborati grafici. Con la milanese Alfieri & Lacroix indaga nuove forme di tipografia. Crea sistemi ottici che colpiscono e influenzano i suoi colleghi europei.
Il successivo passaggio lo vede intervenire, con rotazioni, deformazioni, torsioni, accelerazioni, rovesciamenti, direttamente sull’immagine. Sempre con l’occhio e il pensiero alle sollecitazioni che questi processi provocano nell’osservatore. Diviene art director di “Bellezza d’Italia”, organo di stampa della Dompé, casa farmaceutica che lo impegna anche nel packaging dei prodotti, e poi di “Pubblicità in Italia”. Prosegue intanto l’indagine sulla rappresentazione del paesaggio urbano, ricorrendo anche a "... lenti zoppe, vetri, condensatori, prismi, acqua, olio ...". L’obiettivo è ancora una volta il superamento dei limiti fisiologici di mano e occhi, per giungere ad una rappresentazione che faccia proprie le leggi matematiche e fisiche, già conosciute o da lui solo intuite. Questo lavoro, nei diversi fronti, gli porta riconoscimenti internazionali, come nel 1959 la Palma d’Oro della Pubblicità e la medaglia d’oro della Triennale di Milano o il Premio (1972) della Biennale di Venezia.
Muore a Milano nel 1999, ma le sue opere continuano ad essere esposte e ammirate in musei di tutto il mondo.
Un ampio catalogo bilingue (italiano/inglese) seguirà la cronologia della mostra dando ampio rilievo ad ogni fase creativa di Grignani. Dai primi anni del suo lavoro nel 1939 sino alla data della sua scomparsa. Un importante saggio del Prof Giovanni Anceschi ed un ricordo dell’amico Gillo Dorfles accompagneranno la fortuna critica del volume.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram