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arte contemporanea, collettiva MUSEO CORRER ​ San Marco 52 Venezia 30124

Venezia - dal 7 febbraio al 2 giugno 2014

Léger. La visione della città contemporanea 1910 - 1930

Léger. La visione della città contemporanea 1910 - 1930
MUSEO CORRER
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San Marco 52 (30124)
+39 0412405211 , +39 0415200935 (fax), +39 0415209070
info@fmcvenezia.it
www.correr.visitmuve.it
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A Léger e alla sua straordinaria esperienza nell’ambito dell’avanguardia artistica
europea, la Fondazione Musei Civici di Venezia, in collaborazione con The
Philadelphia Museum of Art, dedica nelle sale del Museo Correr, dall’8 febbraio al 2
giugno 2014, una grande mostra - la prima grande esposizione sull’opera del
pittore francese che si tiene in Italia - con al centro il tema della rappresentazione
della città contemporanea
orario: 10.00 - 18.00 (tutti i giorni)
Il servizio di biglietteria termina 1
ora prima della chiusura
Ultimo ingresso ore 17.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero ¤ 13,00
Ridotto ¤ 11,00
vernissage: 7 febbraio 2014. dalle ore 11.00 alle ore 15.00 per la stampa
editore: SKIRA
ufficio stampa: VILLAGGIO GLOBALE
curatori: Anna Vallye
autori: Fernand Lèger
genere: arte moderna e contemporanea, personale

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comunicato stampa
Léger
La visione della città contemporanea
1910 - 1930
_
Museo Correr, Venezia
8 febbraio – 2 giugno 2014
_
Vernice stampa venerdì 7 febbraio dalle 11 alle 15
“Se l’espressione pittorica è cambiata, è perché la vita moderna l’ha richiesto…
La vista dal finestrino della carrozza ferroviaria e dell’automobile, unita alla velocità, ha
alterato l’aspetto abituale delle cose. Un uomo moderno registra cento volte più impressioni
sensoriali rispetto a un artista del diciottesimo secolo…
La compressione del quadro moderno, la sua varietà, la sua scomposizione delle forme,
sono il risultato di tutto questo”.
Fernand Léger, 1914
Il pittore francese Fernand Léger (1881–1955), alla vigilia dello scoppio della Prima
Guerra Mondiale, così commentava le radicali trasformazioni che con l’avvento della
seconda rivoluzione industriale si stavano determinando in tutti luoghi del quotidiano,
dove il ritmo della vita sempre più frenetico, o per meglio dire moderno, stava
cambiando l’arte e le sue regole.
A Léger e alla sua straordinaria esperienza nell’ambito dell’avanguardia artistica
europea, la Fondazione Musei Civici di Venezia, in collaborazione con The
Philadelphia Museum of Art, dedica nelle sale del Museo Correr, dall’8 febbraio al 2
giugno 2014, una grande mostra - la prima grande esposizione sull’opera del
pittore francese che si tiene in Italia - con al centro il tema della rappresentazione
della città contemporanea.
Suddivisa in cinque sezioni (La metropoli prima della Grande Guerra, Il pittore della
città, La Pubblicità, Lo Spettacolo, Lo Spazio) a cura di Anna Vallye con la direzione
scientifica di Gabriella Belli e Timothy Rub, direttore del MPA di Philadelphia e il
progetto espositivo di Daniela Ferretti, la mostra Léger. La visione della città
contemporanea 1910 – 1930, dopo il successo ottenuto al Philadelphia Museum of
Art, presenta oltre 100 opere di cui più di sessanta dell’artista francese, tra cui
spicca lo straordinario dipinto “La Ville” (La Città), un quadro che dà avvio alla fase
più sperimentale della sua produzione, concesso eccezionalmente in prestito dal
museo di Philadelphia insieme ad un nucleo di altre 25 importanti opere.
Eseguito da Léger nel 1919, al suo ritorno a Parigi dopo l’esperienza al fronte della
Prima Guerra Mondiale, il dipinto, di grande dimensione, influenzerà un’intera
generazione di artisti, diventando un vero e proprio manifesto della pittura dedicata al
tema della città contemporanea. Il soggetto del dipinto rappresenta, infatti, la città
con le sue frenetiche attività, le sue architetture composte di assemblaggi cubofuturisti,
e i suoi abitanti, uomini meccanici, quasi robot, armoniosamente integrati nel
dinamismo della nuova "macchina urbana".
Accanto a questo straordinario dipinto, che si può considerare una sorta di incipit
dell’esposizione, una serie d’importanti opere provenienti da collezioni pubbliche e
private europee e statunitensi (la Tate Liverpool, l’Avery Art and Architecture Library
della Columbia University di New York, il Dansmuseet di Stoccolma, il Centre Pompidou
di Parigi, il Musée National Fernand Léger di Biot, il Toledo Museum of Art nell’Ohio o la
Fondation Beyeler di Basilea, per citarne alcuni) permetteranno al visitatore non solo di
mettere a confronto la pittura di Léger con molti altri suoi innovativi progetti, sempre
collegabili al tema della città moderna poco note in Italia, come per esempio le sue
creazioni di grafica pubblicitaria, di scenografia e di cinematografia, ma anche di
approfondire la sua relazione con i protagonisti di quella fertile stagione
dell’avanguardia.
A cura di
Anna Vallye
Direzione scientifica
Gabriella Belli
Timothy Rub
Con la collaborazione di
Carlos Basualdo
Progetto espositivo
Daniela Ferretti
Mostre temporanee
Comunicato
Stampa
In collaborazione con
The Philadelphia Museum of Art
La sua ricca produzione dialogherà nel percorso espositivo con preziosi capolavori di
autori di quel periodo, amici o compagni di sperimentazione, tra cui Duchamp,
Picabia, Robert Delaunay, El Lissitzky, Mondrian, Le Corbusier, tutti artisti che come
Léger hanno contribuito a rinnovare l’idea della rappresentazione urbana, ciascuno
utilizzando il linguaggio più consono ai propri interessi estetici, ma comunque sempre
dentro gli ismi di quel primo ‘900, dal cubismo al futurismo, dal costruttivismo al
neoplasticismo di De Stjil.
La quantità e varietà delle opere e dei progetti esposti – dal suo primissimo
paesaggio urbano “Fumo sui tetti” del 1911, alle cosiddette pitture murali realizzate tra
il 1924 e il 1926; dai costumi e dalle coreografie per i “Ballets Suédois” a opere
famosissime come “Il Tipografo” (1919), “Uomo con un bastone” (1920) o “Elemento
meccanico” (1925); dal poster per “La Strada” al leggendario cortometraggio “Ballet
mécanique” (1924) o al film di Marcel L’Herbier “L’inhumaine”, alle cui scenografie egli
collaborò, vera celebrazione del cinema come sintesi delle arti – permetteranno di
valutare, nelle sue molteplici sfaccettature, gli esiti artistici di quel cruciale
ventennio compreso tra gli anni Dieci e Venti del ‘900, quando Parigi è davvero la
capitale mondiale dell’arte, della cultura, del commercio e della vita mondana,
prima che la crisi delle borse ne segni inesorabilmente il declino. Ed è proprio a Parigi,
che Léger e gli artisti dell’avanguardia, cogliendo le sollecitazioni che provengono da
quella straordinaria “fucina” di stimoli e innovazioni rappresentata appunto dalla
moderna metropoli, esercitano un ruolo guida nella ridefinizione dell’arte all’interno
della società.
L’opera di Léger è in questa direzione davvero pioneristica - e la mostra ne dà ampio
conto - sia per la sua concezione pluridisciplinare, che per lo sforzo di cambiare le
forme della pittura, corrispondendo così alle nuove esigenze della realtà urbana, in
linea con quel fenomeno che nel secondo dopoguerra verrà catalogato come
comunicazione di massa. Rielaborando il proprio stile, dapprima influenzato dal
cubismo di Picasso e dalle frequentazioni con gli esponenti più in vista dell’avanguardia
europea, come Robert Delaunay, Jacques Lipchitz e Juan Gris, Fernand Léger
conquisterà via via una cifra del tutto personale e, a partire dal primo dopoguerra,
s’imporrà sulla scena dell’arte come un grande architetto della pittura e il suo
“realismo”, al passo con la vita urbana, sarà indubbiamente l’esito tra i più interessanti
della contaminazione tra le diverse forme d’arte e il linguaggio dei primi mass-media.
Alla mostra è abbinato un catalogo edito da Skira-Milano, 2014.
 
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