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arte contemporanea, collettiva MUSEO CORRER ​ San Marco 52 Venezia 30124

Venezia - dal 7 febbraio al 18 maggio 2014

L’immagine della città europea dal Rinascimento al Secolo del Lumi

L’immagine della città europea dal Rinascimento al Secolo del Lumi
MUSEO CORRER
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San Marco 52 (30124)
+39 0412405211 , +39 0415200935 (fax), +39 0415209070
info@fmcvenezia.it
www.correr.visitmuve.it
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In concomitanza con il progetto espositivo su Fernand Léger, gli spazi al
secondo piano del Museo Correr, dall’8 febbraio al 18 maggio 2014, si aprono
anche alla rievocazione dell’universo urbano europeo, dal Cinquecento alla
fine del Settecento, con la mostra “L’immagine della città europea dal
Rinascimento al Secolo dei Lumi”, curata da Cesare De Seta, profondo
conoscitore di questo tema a cui ha dedicato fondamentali contributi storicocritici.
orario: 10.00 - 18.00 (tutti i giorni)
Il servizio di biglietteria termina 1
ora prima della chiusura
Ultimo ingresso ore 17.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero ¤ 13,00
Ridotto ¤ 11,00
vernissage: 7 febbraio 2014. dalle ore 11.00 alle ore 15.00 per la stampa
editore: SKIRA
ufficio stampa: VILLAGGIO GLOBALE
curatori: Cesare De Seta
genere: documentaria, arte antica

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comunicato stampa
In concomitanza con il progetto espositivo su Fernand Léger, gli spazi al
secondo piano del Museo Correr, dall’8 febbraio al 18 maggio 2014, si aprono
anche alla rievocazione dell’universo urbano europeo, dal Cinquecento alla
fine del Settecento, con la mostra “L’immagine della città europea dal
Rinascimento al Secolo dei Lumi”, curata da Cesare De Seta, profondo
conoscitore di questo tema a cui ha dedicato fondamentali contributi storicocritici.
In un percorso “unico” viene in tal modo offerta ai visitatori l’opportunità di
conoscere l’evolversi e i cambiamenti iconografici che il tema della
raffigurazione della città ha subito nel corso dei secoli, dalla visione
rinascimentale alla concezione dinamica delle avanguardie del primo ‘900.
Sin il tema della città è stato un soggetto privilegiato dalla pittura europea,
che ne ha esaltato il dal Medioevo valore di propaganda delle virtù dello Stato.
La mostra raccoglie dunque immagini globali della città, topografie dipinte e
disegnate da mani espertissime, di grande impatto qualitativo e spettacolare,
che per secoli sono state l’unico o il più suadente e immediato mezzo per
mostrare la bellezza e la ricchezza delle maggiori città d’Europa.
Partendo dall’Italia che per prima - grazie all’invenzione della prospettiva, -
introduce l’imago urbis come affascinante manifesto delle ambizioni di papi,
principi o sovrani, si potranno idealmente visitare, seguendo un itinerario
cronologico, città che il tempo ha completamente trasformato o che in
larga parte non esistono più e di cui il visitatore potrà riscoprire, grazie a
queste rare e preziose opere, la forma del tessuto urbano originale.
Così in mostra tavole, tele, incisioni, atlanti e disegni, tutte opere
provenienti da prestigiose collezioni italiane e straniere selezionate dal
curatore, accompagneranno lo spettatore in un viaggio pieno di sorprese,
attraverso il tempo e lo spazio, tra le capitali europee e le città italiane: da
quel “monumento xilografico” che è la Venetie MD di Jacopo de’ Barbari alle
vedute di Firenze, Roma, Napoli, Genova, Siracusa di Gaspar van Wittel, Didier
Barra, Alessandro Baratta, Jacob Philippe Hackert; dalle spettacolari
rappresentazioni di Varsavia di Bernardo Bellotto fino agli scorci della Londra
del XVIII secolo.
Quella proposta nell’occasione è dunque una mise en scéne della
straordinaria avventura del ritratto urbano, un piccolo ma affascinante
frammento di un atlante ideale delle città, che potrebbe essere vastissimo.
>>>
Comunicato
Mostre temporanee Stampa Direzione scientifica
Gabriella Belli
A cura di
Cesare De Seta
Progetto espositivo
Daniela Ferretti
Comunicato
Stampa
In questo furor urbis, si passerà dal periodo in cui arte e scienza vanno ancora a
braccetto, tra il XVI e il XVII secolo, per assicurare rappresentazioni basate su
nuovi e più precisi rilievi, alla fase del loro “lento divorzio” nel Secolo d’Oro,
quando la topografia diventa disciplina con proprio statuto e si passa dalla
veduta d’impianto prospettico alla vera e propria “pianta”.
Van Wittel – non a caso ben rappresentato in mostra – dà il segno, con la sua
opera, di questo lento passaggio, esordendo come topografo quando giunge a
Roma nel 1675 e divenendo il padre del vedutismo europeo, seguito da tanti
artisti che con il loro talento resistono all’avanzata della scientia nova.
Il vedutista di città tuttavia racconta una storia per immagini, la sua - come
sottolinea Cesare De Seta - è sempre una “mezza verità”, un’invenzione,
perché è impossibile “verare” una città.
“Il suo talento è tanto maggiore quanto più è abile nell’ingannare chi guarda la
sua immagine di città, anche se è costretto, per necessità, a dissimulare i suoi
‘tradimenti’ del reale”.
Così il bisogno di trovare una propria imago urbis impone, talvolta come
indifferibile, per una città, il ricorso alle piante: come nel caso di Madrid, con la
pianta monumentale di Pedro Texeira (cm 189 x 295) di metà Seicento - che
si può ammirare in mostra rinvenuta nei ricchi fondi del Museo Correr e
restaurata per l’occasione - o come per le imprese di metà Settecento di
Giovanni Battista Falda per Roma o di Giovanni Carafa duca di Noja per Napoli,
le cui preziose incisioni su rame si vedono in mostra in tutta la loro
importanza storica.
Un ricco volume con contributi critici di Wouter Bracke, Jean Boutier, Massimo
Cacciari, Cesare De Seta, Maria Iaccarino, Fernando Marias, Lucia Nuti, Matteo
Palumbo, Bernd Roeck, Daniela Stroffolino accompagnerà la mostra. Edizione
SKIRA-Milano 2014.
 
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