L'urlo dell'immagine. La grafica dell'Espressionismo italiano 3081 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
18/06/2019
In Germania, presso la Stadtgalerie Kiel, inaugurata la seconda tappa della mostra del Premio Fondazione Vaf
18/06/2019
Archy Art è il nuovo software per gestire gli archivi d’artista
18/06/2019
VALIE EXPORT vince il Roswitha Haftmann Prize 2019. Il premio alla sua ricerca coraggiosa
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva PALAZZINA DELLE ARTI ​ Via Del Prione 236 La Spezia 19121

La Spezia - dal 14 marzo al 13 luglio 2014

L'urlo dell'immagine. La grafica dell'Espressionismo italiano

L'urlo dell'immagine. La grafica dell'Espressionismo italiano

 [Vedi la foto originale]
PALAZZINA DELLE ARTI
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Del Prione 236 (19121)
+39 0187778544 , +39 0187257629 (fax)
palazzinaarti@laspeziacultura.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Esiste un Espressionismo italiano?
orario: mercoledì e giovedì 15.00 - 18.00
venerdì, sabato e domenica 10.00-13 e 15.00-18.00
chiuso lunedì e martedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero € 3,50
vernissage: 14 marzo 2014. h 17.30
catalogo: in galleria. a cura di Marzia Ratti e Alessandra Belluomini Pucci, Allemandi editore, pp. 150
editore: ALLEMANDI
curatori: Alessandra Belluomini Pucci, Marzia Ratti
autori: Domenico Baccarini, Adolfo Balduini, Gino Barbieri, Umberto Boccioni, Anselmo Bucci, Giuseppe Ugo Caselli, Felice Casorati, Edoardo Del Neri, Benvenuto Maria Disertori, Moses Levy, Emilio Mantelli, Arturo Martini, Guido Marussig, Roberto Melli, Francesco Nonni, Mario Reviglione, Luigi Russolo, Lorenzo Viani, Adolfo Wildt
genere: arte moderna e contemporanea, collettiva

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Se i movimenti artistici in Europa sono sempre stati condivisi da tutti i Paesi, il gruppo scientifico-curatoriale della mostra – composto da Renato Barilli, Alessandra Belluomini Pucci, Alessandra Borgogelli, Marzia Ratti, Nico Stringa, Giuseppe Virelli – è convinto da tempo che in Italia sia esistito un Espressionismo. Con anticipi a partire dalla metà del primo decennio del Novecento e piena maturazione nel secondo, non inferiore per valore a quello di altri Paesi occidentali, anche se meno evidente in quanto privo di un unico luogo di aggregazione, articolato anzi in molti centri, come è nel destino e nel merito della nostra storia culturale, l’Espressionismo italiano è – così come lo ha definito Alessandra Borgogelli, “un continente sommerso”. Hanno dissodato il terreno in tal senso la mostra L’Espressionismo italiano, curata da Renato Barilli e Alessandra Borgogelli, tenutasi a Torino nel 1990 e le varie attività che proprio il Museo della Spezia ha svolto in occasione del centenario della rivista L’Eroica.
In questo appuntamento espositivo si punterà solo su opere di evidente appartenenza al clima espressionista realizzate a stampa – quali incisioni, xilografie e matrici xilografiche, con esclusione dei disegni – raccogliendo un centinaio di pezzi, con numeri tali da segnalare già in sé una valutazione: massima nei casi di Arturo Martini e Lorenzo Viani, quest’ultimo presente con un importante corpus proveniente in gran parte dalla raccolta civica della GAMC di Viareggio, ma anche generosa nei confronti di figure che così emergono da un parziale stato d’ombra (Emilio Mantelli, Adolfo Balduini, Giuseppe Caselli, Francesco Gamba, Giovanni Governato).
L’attenzione andrà anche a personalità ben più note per sviluppi in pittura e scultura, come nei casi di Adolfo Wildt e Felice Casorati. Non sarà certo trascurato il fatto che quasi tutti i protagonisti del Futurismo sono transitati per una fase tipicamente espressionista benché, anche nel loro caso, si procederà a selezionare solo opere a stampa riferite a quel preciso momento(Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Anselmo Bucci). Questa attenta ricognizione degli apporti provenienti da varie aree regionali è stata occasione per rappresentare anche il faentino cenacolo Baccarini, soprattutto attraverso la figura poliedrica di Francesco Nonni.
Da un canto, saranno messe a sistema le voci variegate dell’Espressionismo italiano e in specie quelle della generazione anni Ottanta dell’Ottocento, concentrate su alcuni elementi chiave: la semplificazione, la deformazione, l’attenzione ai ‘Primitivi’ italiani; dall’altro, le tecniche incisorie e soprattutto la xilografia che divengono il veicolo più congeniale per questo linguaggio sintetico e intriso di pathos.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram