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arte contemporanea, collettiva CENTRO MATTEUCCI PER L'ARTE MODERNA ​ Via Gabriele D'annunzio 28 Viareggio 55049

Viareggio (LU) - dal 4 luglio al 19 ottobre 2014

Moses Levy - Luce Marina. Una vicenda dell'arte italiana 1915-1935

Moses Levy - Luce Marina. Una vicenda dell'arte italiana 1915-1935
MOSES LEVY, Anna e l'amica, 1920
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CENTRO MATTEUCCI PER L'ARTE MODERNA
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Via Gabriele D'Annunzio 28 (55049)
+39 0584430614 , +39 058454977 (fax)
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Un'eccezionale quanto ragionata selezione di opere degli anni 1915-‘35 punta a rievocare la Viareggio cosmopolita, magica e gaia di quel ventennio, eletta a luogo d’ispirazione, di passatempi e svaghi dall’'elite culturale. Ed è in questo scenario, dove tutto è armonia, bellezza e “joie de vivre”, definito da D'’Annunzio “il più bello dell’'universo”, che la fervida fantasia di Moses Levy si alimenta, facendo rivivere sulla tela le sfumature del mare, il bianco candente degli ombrelloni, e i costumi variopinti delle bagnanti
orario: 5 luglio - 7 settembre: dal martedì al venerdì 17-23, sabato e domenica 10-13/17-23, lunedì chiuso. 8 settembre - 19 ottobre: dal martedì al venerdì 15.30-19.30, sabato e domenica 10-13/15.30-19.30, lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero 8 euro, ridotto 5 euro
vernissage: 4 luglio 2014. ore 18
catalogo: in galleria. schede critiche di Claudia Fulgheri, con saggi di Giovanni Mariotti e Isabella Tobino
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Susanna Ragionieri
autori: Moses Levy
note: Conferenza stampa: venerdì 4 luglio ore 11.30
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
La Fondazione Matteucci per l'Arte Moderna, in collaborazione con la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, presenta negli spazi espositivi di Viareggio, dal 5 luglio al 19 ottobre 2014, la mostra MOSES LEVY. LUCE MARINA. Una vicenda dell’arte italiana 1915-1935.
Un’eccezionale quanto ragionata selezione di opere degli anni 1915-‘35 punta a rievocare la Viareggio cosmopolita, magica e gaia di quel ventennio, eletta a luogo d’ispirazione, di passatempi e svaghi dall’elite culturale. Ed è in questo scenario, dove tutto è armonia, bellezza e “joie de vivre”, definito da D’Annunzio “il più bello dell’universo”, che la fervida fantasia di Moses Levy si alimenta, facendo rivivere sulla tela le sfumature del mare, il bianco candente degli ombrelloni, e i costumi variopinti delle bagnanti. Analogamente a un Picasso e a un Matisse in Costa Azzurra, egli fissa così la luce di quel mondo, cogliendone con rara percezione gli effetti nel cielo, nelle vele ondeggianti, negli aquiloni attraverso una straordinaria fantasmagoria di riverberi che finisce col farsi stile.

Dall’intimo dialogo con Viareggio, città prediletta che più di ogni altra ne ha influenzato la sensibilità visiva, la Fondazione Matteucci ha maturato l’idea della mostra dedicata a quella lunga e felice stagione, durante la quale nessun altro meglio di Moses Levy è riuscito a tradurre l’immagine scintillante e ruggente di una società vacanziera e mondana, al passo con i tempi.
Sono gli anni che vanno dal primo conflitto mondiale alla grande depressione, ma ad un quadro tanto drammatico la sua vena creativa reagisce decisamente controtendenza con opere fondamentali, destinate a definirne la fisionomia europea.

Nato a Tunisi nel 1885, Moses Levy si trasferisce in Italia con la famiglia all’età di dieci anni, mantenendo uno stretto legame con quella città dove trascorrerà frequenti soggiorni. Si forma nel clima fortemente creativo di una Versilia nella quale spiccano personalità di grande rilievo come Lorenzo Viani, Enrico Pea, Giacomo Puccini e Mario Tobino. Ed è in quel lembo di terra già conosciuto da Rainer Maria Rilke come luogo ideale di meditazione e ispirazione, che egli si afferma come raffinato interprete di una “poetica dell’intimismo” e della “vita vissuta”, per riprendere due felici definizioni di Carlo Ludovico Ragghianti.
Mentre s’intensificano i contatti con alcune delle personalità più ricettive dell’ambiente toscano - Plinio Nomellini, Felice Carena, Alfredo Müller, Elisabetta Chaplin - Levy partecipa alle rassegne della Secessione Romana del 1913-‘14, e la sua presenza a Viareggio diviene sempre più assidua. Qui è tra i sostenitori, con Carrà, de Chirico, Primo Conti, Depero e l’inseparabile Viani, delle prime esposizioni di “Arte d’Avanguardia” organizzate in estate all’interno del Casinò. Proprio in occasione di tali manifestazioni e di altre allestite nelle sale del Kursaal, presenta le radiose marine, caratterizzate da quell’inconfondibile luce e atmosfera d’iridescente fulgore destinata a segnarne la grande fortuna.

La mostra, secondo un disegno monotematico, si concentra in una mirata selezione di circa quaranta dipinti filologicamente affini sia per cronologia, sia per tratto interpretativo. L’obiettivo è collegarli in un intimo dialogo teso ad evidenziare l’eccentrico e ricercato linguaggio formale, prima di quella svolta cruciale che, dalla limpida poetica tra le due guerre, si apre all’inquieto sentimento visivo della metà del Novecento.
Nelle sedi di Viareggio e Firenze potranno essere ammirate alcune tra le opere più celebri: Donna in blu (1917), L’ombrellone bianco (1919), Spiaggia (1918), Madre e figlia sulla spiaggia (1919), Anna e l’amica (1920), Spiaggia e figure a Viareggio (1921), Il Bagno Cirillo (1935), Ritratto di Enrico Pea (1935), Ritratto di Leonida Repaci (1935), nonché testimonianze inedite di collezioni internazionali. Un cospicuo nucleo verrà concesso dagli eredi.
MOSES LEVY. LUCE MARINA. Una vicenda dell’arte italiana 1915-1935.
Progetto di Giuliano Matteucci, a cura di Susanna Ragionieri, catalogo corredato da schede critiche di Claudia Fulgheri, con saggi di Giovanni Mariotti e Isabella Tobino.

Viareggio, Centro Matteucci per l’Arte Moderna, via D’Annunzio 28


info: tel. 0584 430614; fax 0584 54977 info@centromatteucciartemoderna.it www.centromatteucciartemoderna.it
 
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