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arte contemporanea, collettiva PLUS FLORENCE ​ Via Santa Caterina D'alessandria 15 Firenze 50129

Firenze - dal 21 marzo al 22 ottobre 2015

Elisabetta Sperandio - L'eros della bellezza

Elisabetta Sperandio - L'eros della bellezza
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PLUS FLORENCE
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Via Santa Caterina D'Alessandria 15 (50129)
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Il clima simbolico attraversa le carte e i dipinti, si offre come un ricamo e una sintesi di eccellenza, rompe gli innesti della razionalità e si porta verso l'immaginifico, l'orientalismo, l'incantamento di paesaggi, lacerti e tracce , diamanti di colore che affinano le proposte di questa Artista.
orario: da lunedì a domenica su appuntmento.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 21 marzo 2015. ore 18.00
catalogo: in galleria.
curatori: Carlo Franza
autori: Elisabetta Sperandio
note: mostra promossa dal Plus Florence di Firenze. Comunicazione: Francesco Franza
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
In uno spazio ove alberga già il progetto “Scenari ”, a Firenze, è ospitata la mostra “L'eros della bellezza” con opere dell'artista Elisabetta Sperandio. L'esposizione, ideata e curata dall’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, figura di piano internazionale, è una sorta di termometro della spettacolarità e della storicità dell’arte nuova, di un'arte che si fa veicolo di novelle idee scolpite nella cultura occidentale, di un'arte capace di rigenerare mondi e uomini, e si fa anche bussola in un mare di proposizioni della cultura e delle arti internazionali.

Scrive Carlo Franza nel testo: “Artista di grande esperienza, artefice di svariate tecniche artistiche, Elisabetta Sperandio vive oggi il clima più favorevole all'accoglienza del suo lavoro. Il clima simbolico attraversa le sue carte e i suoi dipinti, si offre come un ricamo e una sintesi di eccellenza, rompe gli innesti della razionalità e si porta verso l'immaginifico, l'orientalismo, l'incantamento di paesaggi, lacerti e tracce , diamanti di colore che affinano le sue proposte. Tra i cicli del suo lavoro troviamo soli, lune, mandala, orientalismi, giapponesismi, giardini, e mille altri rimandi a mondi e occasioni vissute dall'artista, e tutto diventa come una sorta di liberazione, di abbandono, di energia creativa. Ed è proprio quell'energia salvifica a segnare la migliore produzione, in cui il segno, forte, deciso ed emozionale rende visibili dimensioni segrete, giochi combinatori, quel versante informale e gestuale che l'ha resa artista di spessore.”





Cenni biografici dell’artista
Elisabetta Sperandio è nata a Milano dove vive e lavora. E' diplomata al liceo artistico e all'Accademia di Belle Arti di Brera con Mauro Reggiani e Domenico Purificato. Dal 1967 al 1973 soggiorni e periodi di studi in Austria e Germania conseguendo il Deutsche Sprachdiplom presso il Goethe Institut / Maximilian Universitat di Monaco (Baviera). Ha frequentato corsi di tecniche dell'incisione alla Sommerakademie di Salisburgo, i corsi di calcografia e di litografia all'Istituto d'Arte di Urbino e corsi di tecniche sperimentali Goetz presso la Scuola Internazionale di Grafica a Venezia, dove è stata anche assistente di Riccardo Licata al III corso speciale per artisti. Ha frequentato corsi di pittura con Pierre Potet all'Accademie d'Eté a Nizza. Nel 1974 è stata invitata quale rappresentante italiana per la grafica alla Biennale delle Livings Arts a Johannesburg ed è stata segnalata da Everardo della Noce sul Bolaffi n11 catalogo della Grafica Italiana. Ha soggiornato dall' 81 al '90 nel sudest asiatico in particolare a Manila (Filippine). Ha realizzato grandi pannelli murali per la Wurzburger Dolmetscherschule (Wuerzburg) in Germania e sue opere si trovano in arredi di negozi ed alberghi a Tripoli (Libia) e in Saudi Arabia, dato il suo linguaggio non strettamente figurale. Ha collaborato per diversi anni come grafica alla collana scientifica della casa editrice "Vita e Pensiero" (Università Cattolica di Milano). Titolare di discipline artistiche per oltre vent'anni, si è occupata anche di design ed arredamento. Ha esposto con mostre personali nelle principali città italiane ed estere ( Trieste, Trento, Como, Venezia, Milano, Brescia, Bologna, Pavia, Bergamo, Vienna, Berlino,Amburgo, Dusseldorf, ecc. ). Nel 2015 il Prof. Carlo Franza la invita a tenere una sua personale dal titolo “Geografie quotidiane” al Plus Berlin di Berlino nel Progetto “Strade d'Europa”, e ancora una personale dal titolo “L'eros della bellezza”” nel Progetto “Scenari” al Plus Berlin di Firenze.


Biografia del curatore
Carlo Franza è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Nato ad Alessano (Lecce) nel 1949, è vissuto dal 1959 al 1980 a Roma dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Sociologia e Filosofia); dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università Estere. E' Consulente Tecnico del Tribunale di Milano per l'Arte Moderna e Contemporanea. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci critici d’arte più importanti d’Europa. Giornalista, Critico d’Arte dal 1974 a “Il Giornale”di Indro Montanelli, oggi a “Libero” fondato da Vittorio Feltri e diretto da Maurizio Belpietro. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ fondatore e direttore del Mimac della Fondazione Don Tonino Bello. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000 (del quale è oggi Presidente di Giuria) e il Premio Città di Tricase nel 2008.Nel 2013 ha vinto il Premio “Berlino” per il Giornalismo e la Critica d'Arte.



 
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