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arte contemporanea, collettiva SALA SANTA RITA ​ Via Montanara 8 Roma 00186

Roma - dal 22 marzo al 2 aprile 2016

Grazia Amendola - Rx Malum Granatum

Grazia Amendola - Rx Malum Granatum

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SALA SANTA RITA
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Via Montanara 8 (00186)
+39 0667105568
www.salasantarita.culturaroma.it
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L’intervento proposto per la Sala Santa Rita si inserisce nell’analisi del rapporto uomo-natura, rilevandone l’aspetto di sacralità originaria e antichissima, attraverso il significativo riferimento simbolico della melagrana, ulteriormente legata, in ambito cristiano, alla Passione di Cristo; in questo suo apporto emblematico si congiunge idealmente e si riverbera nel suggestivo spazio della ex chiesa barocca, proprio in prossimità della settimana che ne celebra il rito religioso
orario: lunedì-sabato ore 12-19, domenica chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 22 marzo 2016. ore 18
ufficio stampa: ZETEMA
curatori: lori adragna, Maria Arcidiacono
autori: Grazia Amendola
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Dal 23 marzo al 2 aprile 2016 la Sala Santa Rita ospita RX MALUM GRANĀTUM installazione site-

specific di Grazia Amendola, a cura di Lori Adragna e Maria Arcidiacono.

Il lavoro di Grazia Amendola è incentrato su una ricerca costante della relazione tra uomo e natura, in un

confronto tra l’anatomia del corpo umano e le strutture interne dei vegetali. Gli elementi sottoposti a

quest’analisi sono organismi vegetali che evocano una sorta di umanizzazione della natura stessa

che cerca di entrare in contatto con l’uomo per comunicare e lo fa con un mezzo a lui

riconoscibile.

L’intervento proposto per la Sala Santa Rita fa parte di questa serie di osservazioni, inserendosi

nell’analisi del rapporto uomo-natura e rilevandone l’aspetto di sacralità originaria e antichissima,

attraverso il significativo riferimento simbolico della melagrana, ulteriormente legata, in ambito

cristiano, alla Passione di Cristo; in questo suo apporto emblematico si congiunge idealmente e si

riverbera nel suggestivo spazio della ex chiesa barocca, proprio in prossimità della settimana che

ne celebra il rito religioso.   

A ridosso dell’abside è sospesa la “radiografia” in grande formato di una melagrana. Il frutto,

esposto al centro dell’altare e illuminato dal retro, assume una posizione sacrale. La forma stessa

della balausta nell’apice, residuo del calice fiorale, rimanda ad una corona accentuandone il

concetto di regalità e trascendenza.

Tra miti e significati che fin dall’antichità ruotano intorno alla melagrana -simbolo di abbondanza e

fecondità, ma anche di onestà e rettitudine- l’artista mette l’accento sul senso di unità. Il frutto,

infatti, racchiude al suo interno tanti piccoli grani; ognuno di essi può essere identificato come

individuo unico, ma è anche strettamente connesso agli altri. Ed è proprio quest’unione che

produce il suo rigoglio. Amendola qui ritrae una bacca priva di semi, come metafora della società

odierna: l’uomo, sempre più isolato, rischia di perdere ogni contatto vitale e creativo con l’essenza

della natura e con i propri simili.

Ai piedi dell’altare alcuni bicchieri/calici in vetro contengono il succo di melagrana ricavato da quei

chicchi che nella “radiografia” risultano assenti. Questa presenza/assenza allude ad una

trasformazione nel ciclico passaggio dalla vita alla morte, auspicando una possibile, consapevole

ri-nascita dell’umanità in comunione con l’universo tutto.

La mostra è promossa da Roma Capitale – Dipartimento Cultura - Servizio Programmazione e

Gestione Spazi Culturali e realizzata con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

Grazia Amendola (Salerno 1984) vive e lavora a Torino. Nel 2007 consegue il diploma accademico in

Decorazione e nel 2010 in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti. Parallelamente, nel 2008 consegue

il diploma di “Illustratrice” presso la Scuola Internazionale di Comics. Dal 2013 collabora con la Fondazione

Pistoletto - Cittadellarte (Biella) nel settore degli allestimenti di mostre ed eventi. Ha allestito percorsi

museali a carattere scientifico didattico; lavorato nel laboratorio di scenografia del teatro dell’Opera di

Roma. Ha progettato e costruito scenografie per spettacoli teatrali, cortometraggi e video clip. Ha

realizzato laboratori didattici per bambini e ragazzi e lavorato con disabili nei centri di accoglienza per

immigrati. Tra le esposizioni più recenti segnaliamo: 2016 “Hortus delitiarum” a cura di Lori Adragna,

installazione site-specific per project room_artist in residence3 a Casale dei Cedrati _ Villa Pamphilj, Roma.

2015 mostra personale “Regimi di reciprocità” a cura di Giulia Crisci - Cittadellarte Fondazione Pistoletto,

Biella; intervento site-specific “TEXTURE” con Alessandro Brizio a cura di Alessia Carlino presso Spazio Y,

Roma; intervento site-specific “Modus Vivendi” a cura di Giulia Crisci – Cittadellarte Fondazione Pistoletto,

Biella; intervento site-specific al Maam - Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz, Roma, a cura di

Giorgio de Finis. 2014 mostra collettiva “RESET 000” a cura di ARTECA, Circolo Culturale Amantes, Torino;

performance “L’ARCA” a cura di Simona Bellino e Said Ait Elmoumen presso Concept, Cittadellarte

Fondazione Pistoletto, Biella; installazione site-specific “SOTTOCCHIO” a cura di Simona Bellino e Said Ait

Elmoumen presso Concept, Cittadellarte Fondazione Pistoletto, Biella. 2013 collettiva RESET / 001 a cura di

ARTECA, Circolo Culturale Amantes, Torino; collettiva “INVASIONI”, rassegna artistica a cura di Irene

Finiguerra di Bi-BOx Art Space presso il palazzo Ex Enel di Biella; collettiva “ZOOart” rassegna d’arte

contemporanea 2013– Installazione site-specific “MODUS VIVENDI” Giardini Fresia-Cuneo; collettiva

“ACROSS REWRITING” a cura di Roberto Tos, ARTECA, Circolo Culturale Amantes, Torino.

www.graziaamendola.com
 
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