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arte contemporanea, collettiva PROVINCIA DI MILANO - PALAZZO ISIMBARDI ​ Corso Monforte 35 Milano 20122

Milano - dal 10 al 20 maggio 2016

A chi parla l’arte contemporanea?

A chi parla l’arte contemporanea?

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PROVINCIA DI MILANO - PALAZZO ISIMBARDI
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Corso Monforte 35 (20122)
+39 0277401
www.provincia.milano.it
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Il Premio cramum cerca di dare voce ai migliori giovani artisti in Italia, a prescindere dalla loro provenienza. Anche quest'anno le opere di 10 giovani talentuosi artisti, finalisti del Premio Cramum, sono esposte a Palazzo Isimbardi insieme a quelle di 10 “maestri” dell’arte contemporanea
orario: dalle 10 alle 18
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 10 maggio 2016. h 17.30
catalogo: in galleria.
editore: SKIRA
ufficio stampa: info@manuelacaminadapressoffice.it
curatori: Sabino Maria Frassà
autori: Gianluca Brando, Gianni Colangelo, Max Coppeta, Szilárd Cseke, Donatella De Rosa, Laura de Santillana, Flora Deborah, Isabella Fabbri, Matteo Fato, Kwanghoo Han, Emilio Isgrò, Andi Kacziba, Urs Luthi, Fabrizio Milani, Paolo Peroni, Francesca Piovesan, Luigi Presicce, Giuliana Storino, Ulla Von Brandenburg, Lin Ylin
genere: arte contemporanea, collettiva
web: www.cramum.it

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comunicato stampa

Fondazione Giorgio Pardi & Associazione cramum
presentano la mostra

A CHI PARLA L’ARTE CONTEMPORANEA?

4° premio cramum

Palazzo Isimbardi, Via Vivaio 1 Milano

dal 11 al 20 maggio 2016 dalle 10 alle 18

Edizione curata Sabino Maria Frassà e ideata con Andi Kacziba


Inaugurazione e premiazione:
martedì, 10 maggio ore 17.30
A Palazzo Isimbardi (Milano) dall’11 al 20 maggio 2016 l’associazione cramum e la Fondazione Giorgio Pardi presentano la mostra collettiva “A chi parla l’arte contemporanea?”, fulcro del 4° premio cramum, ideato da Sabino Maria Frassà e Andi Kacziba. “Le 25 opere in mostra raccontano quanto sia difficile comunicare in un mondo così pieno di informazione, dove la velocità e la prima impressione giocano un ruolo sempre più grande. Tale difficoltà aumenta se si cerca di comunicare l’arte contemporanea” dice Sabino Maria Frassà, curatore della mostra. “Il premio cramum affronta tale problema e cerca di dare voce ai migliori giovani artisti in Italia, mettendoli in “mostra” al fianco di quelli più conosciuti e offrendogli un percorso di accompagnamento di crescita delle proprie potenzialità artistiche: mostre, cataloghi, ma anche coaching e contatti”.
Anche quest’anno sono stati coinvolti nel progetto artisti di fama internazionale: Ulla von Brandenburg, Szilárd Cseke, Emilio Isgrò, Andi Kacziba, Lin Ylin, Urs Luthi, Luigi Presicce, Laura de Santillana, Paolo Peroni, Francesca Piovesan. Al loro fianco i 10 artisti under 36 finalisti del premio che iniziano ora il loro percorso di crescita artistica con l’associazione cramum: Gianluca Brando, Gianni Colangelo, Max Coppeta, Flora Deborah, Donatella De Rosa, Isabella Fabbri, Matteo Fato, Fabrizio Milani, Giuliana Storino, Kwanghoo Han. Tra questi, il giorno dell’inaugurazione che si terrà il 10 maggio, la Giuria del Premio voterà il vincitore che avrà due anni per preparare la sua grande mostra personale a Milano.
“A chi parla l’arte contemporanea?” è realizzata grazie alla collaborazione tra l’associazione cramum, la Fondazione Giorgio Pardi e Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano, Edicola Italiana, Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, Studio Museo Francesco Messina e Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano.
A corollario della mostra una pregiata pubblicazione, edita SKIRA e curata da Sabino Maria Frassà, intitola “A chi parla l’arte contemporanea?” che raccoglie oltre alle opere in mostra, interessanti riflessioni critiche di membri della Giuria come Nushin Elahi (curatrice dal Sud Africa), Katie Hill (Professoressa all’Università di Oxford), Angela Madesani (docente allo IED e BREA), Alba Solaro (giornalista) e Nicla Vassallo (filosofa dell’Università di Genova).
Ecco alcuni estratti dal libro:

“Solo pochi artisti riescono a creare quello uno sfuggente, ma potente contatto tra artista e pubblico, che è la base stessa dell’arte contemporanea” Nushin Elahi
“L’apatia delle nuove generazioni non si combatte con l’intellettualismo, il depauperamento o la semplificazione della creatività dell’arte. La vera arma è la volontà “sistemica” e il piacere di raccontare l’arte a tutti in modo differenziato” Sabino Maria Frassà
“Non si può pretendere che tutte le persone comprendano l’arte con immediatezza, ma si deve garantire loro, con ogni modalità concepibile, la possibilità di farlo. All’artista e all’intellettuale l’onere-dovere di veicolare, oltre che generare, arte e cultura”. Nicla Vassallo
“A chi parla l’arte contemporanea? A una piccolissima fascia della popolazione mondiale. Così è sempre stato del resto. La maggior parte della gente non sa neppure che l’arte esiste.” Angela Madesani
I 10 artisti di fama internazionale sono stati selezionati dal curatore, Sabino Maria Frassà:
Ulla von Brandenburg, artista tedesca, Biennale di Venezia del 2009, che incentra la sua ricerca artistica sulla difficoltà di rintracciare una propria identità
Szilárd Cseke, artista ungherese, Biennale di Venezia del 2015, indaga il ruolo dell’economia e della globalizzazione nella società contemporanea
Emilio Isgrò, artista concettual tra i più noti tra gli italiani, ha partecipato a numerose Biennali di Venezia (1972, 1978, 1986,1993);
Andi Kacziba, artista ungherese, indaga con le sue sculture tessili il ruolo della donna
Lin Ylin, artista cinese, Biennale di Venezia 2015, pensa che l’arte ha una funzione sociale di sprone e catalizzatore di cambiamento
Urs Luthi, artista svizzero, Biennale di Venezia 2001, che ha fatto del suo corpo soggetto e oggetto della propria riflessione artistica
Luigi Presicce, artista italiano, tra i più noti per le sue performance, che sono delle riflessioni sull’arte e la pittura
Laura de Santillana, artista italiana, Biennale di Venezia 2009, nota in tutto il mondo per le sue sculture di vetro che riflettono la vacuità dell’esistenza umana
Paolo Peroni, vincitore del premio cramum 2014, riflette da sempre sul difficile equilibrio e dialogo fra uomo e il suo mondo che trasforma per viverci
Francesca Piovesan, vincitrice del premio cramum 2015, incentra il suo lavoro sul tempo e la trasformazione di sé.
IL PREMIO CRAMUM
Cramum è una parola latina che significa “crema”, “la parte migliore del latte”. Il Premio cramum è stato ideato nel 2012 da Andi Kacziba e Sabino Maria Frassà proprio per sostenere i migliori giovani in Italia a prescindere dalla provenienza.
Piaga dell’Italia è non solo la fuga di cervelli all’estero, ma anche la difficoltà di attrarre nuovi saperi (cervelli) dall’estero. La Fondazione Giorgio Pardi e l’associazione cramum hanno da subito appoggiato il progetto, comprendendone la rilevanza e apprezzando anche il secondo obiettivo, colmare il gap generazionale. Il premio è stato pensato dall’inizio per mettere in relazione diverse generazioni di artisti.
Gli artisti internazionali fuori concorso sono anche membri della Giuria che valuta i 10 giovani finalisti del premio cramum. I giovani finalisti sono messi in relazione anche con noti curatori, giornalisti e direttori di Musei, che compongono la Giuria di ogni edizione del premio. Per la 4° edizione del Premio cramum sono stati selezionati come membri della giuria (oltre gli artisti fuori concorso): Leonardo Capano (IULM), Nushin Elahi (giornalista e curatrice dal Sud Africa), Julia Fabényi (direttrice Ludwig Múzeum di Budapest), Ingrid Gentile (curatrice indipendente), Rosa Ghezzi (giornalista), Katie Hill (Università di Oxford) Angela Madesani (IED e Brera), Michela Moro (Rai 5), Adriana Polveroni (giornalista), Iolanda Ratti (Museo del Novecento), Maria Fratelli (Studio Museo Francesco Messina), Renato Rizzo (giornalista), Alba Solaro (giornalista), Nicla Vassallo (Filosofa, Università di Genova), Sabino Maria Frassà (direttore e curatore del Premio) e Alberto Puricelli (socio fondatore Cramum).
Vincitori delle scorse edizioni sono stati: Daniele Salvalai, Paolo Peroni e Francesca Piovesan. Il vincitore del Premio si aggiudicherà un cubo realizzato dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano con il Marmo di Candoglia e ha facoltà, a due anni dalla sua vittoria, di allestire una mostra site-specific allo Studio Museo Francesco Messina di Via San Sisto 4a. L’11 maggio 2016 Paolo Peroni inaugurerà quindi la sua mostra personale “Orizzonti a parte” a cura di Sabino Maria Frassà allo Studio Museo Francesco Messina che terminerà il 29 maggio 2016).
 
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