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arte contemporanea, collettiva PALAZZO SARCINELLI ​ Via XX Settembre 132 Conegliano 31015

Conegliano (TV) - dal 24 febbraio al 18 giugno 2017

Bellini e i belliniani

Bellini e i belliniani
Marco Bello
(Venezia, 1470 circa- 1523)
Circoncisione
Tempera su tavola, cm. 60,5x85
Rovigo, Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi
 [Vedi la foto originale]
PALAZZO SARCINELLI
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Via XX Settembre 132 (31015)
+39 0438413116 , +39 0438413313 (fax), +39 0438413112
servizio.cultura@comune.conegliano.tv.it
www.palazzosarcinelli.it
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Dopo Un Cinquecento Inquieto nel 2014, seguito dal Carpaccio, Vittore e Benedetto nel 2015 e, nel 2016 da I Vivarini, l'indagine approda alla figura imprescindibile di Giovanni Bellini, scelta tanto più opportuna nel quinto centenario della morte del maestro.
vernissage: 24 febbraio 2017. su invito
ufficio stampa: CIVITA GROUP
curatori: Giandomenico Romanelli
autori: Luca Antonio Busati, Giovanni Bellini, Marco Bello, Jacopo da Valenza, Andrea Previtali, Nicolò Rondinelli, Pasqualino Veneto
genere: arte antica

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comunicato stampa
Promossa dal Comune di Conegliano e da Civita Tre Venezie, la mostra prosegue le esplorazioni sulle trasformazioni dei linguaggi della pittura veneziana e veneta negli anni magici tra Quattro e Cinquecento.
Dopo Un Cinquecento Inquieto nel 2014, seguito dal Carpaccio, Vittore e Benedetto nel 2015 e, nel 2016 da I Vivarini, l'indagine approda alla figura imprescindibile di Giovanni Bellini, scelta tanto più opportuna nel quinto centenario della morte del maestro.

Chi sono, quindi, i giovani artisti e collaboratori del grande Giambellino? Come si formarono, quale posto avevano nella produzione dell'atelier, della bottega, come si diceva allora? Che cosa trassero e che cosa a loro volta tramandarono dalla frequentazione e dalla stessa collaborazione con un artista-intellettuale tanto sublime per pensiero e per invenzione, per tecnica e non meno che per precisione formale?
La mostra prende le mosse proprio da queste domande e trova nella raffinata collezione dell'antica e prestigiosa Accademia dei Concordi di Rovigo lo spunto per tracciare una sorta di mappa (ipotetica e virtuale, ma supportata da una eletta serie di dipinti) del milieu belliniano o, almeno, di una parte significativa e originale di tale universo d'uomini e di capolavori.

Dai due celebri capolavori di Bellini in mostra – la Madonna col Bambin Gesù di esemplare semplicità e perfezione e il Cristo portacroce, così permeato di quel soffuso tonalismo magico e dorato che lo colloca tra le opere-manifesto della stagione matura intensa e filosofica della sua parabola artistica – il percorso espositivo propone importanti confronti, contaminazioni, suggestioni con opere di altri artisti, da Palma il Vecchio a Dosso Dossi fino a Tiziano e Tintoretto, o, addirittura, a maestri tedeschi e fiamminghi (come Mabuse e Mostaert) per sottolineare la centralità di Giovanni Bellini rispetto a uno scenario non solo veneziano e Veneto (come ben aveva capito nei suoi passaggi veneziani Albrecht Dürer).

In tale trama narrativa ed espositiva si vengono a collocare nomi e personalità molto diverse, tutte accumunate da una più o meno intensa frequentazione di Giovanni Bellini e del suo atelier: Marco Bello, Andrea Previtali, i Santacroce, Luca Antonio Busati, Pasqualino Veneto, Jacopo da Valenza, Nicolò Rondinelli...

Questa mostra è quindi un’occasione per interrogarsi sull’eredità belliniana, ricostruendo con originalità una rete di rapporti e connessioni, mettendo in luce il raffronto possibile tra storie e opere, protagonisti e comprimari su palcoscenici diversi e alternativi e tuttavia legati da analogie e contiguità logiche e strutturali
 
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