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arte contemporanea, collettiva MACOF - CENTRO DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA ​ Via Moretto 78 Brescia 25121

Brescia - dal 7 marzo al 4 giugno 2017

Caio Mario Garrubba - I cinesi nel 1959

Caio Mario Garrubba - I cinesi nel 1959
© Caio Mario Garrubba
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MACOF - CENTRO DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA
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Caio Mario Garrubba è sicuramente una delle personalità più rappresentative della storia della fotografia non solo nazionale. Ritenuto il maestro dalla maggior parte dei maestri italiani: nel 1959 è uno dei pochissimi, insieme a Henri Cartier-Bressson, ad essere ammesso nella Cina di Mao per scattare fotografie
biglietti: Biglietto unico - 12,00 €
Ridotto gruppi e convenzioni - 9,00 €
Ridotto over 65, 14-18, universitari - 7,00
Ridotto 6-13 - 4,50 €
vernissage: 7 marzo 2017. su invito
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Renato Corsini
autori: Caio Mario Garrubba
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
Caio Mario Garrubba è sicuramente una delle personalità più rappresentative della storia della fotografia non solo nazionale. Ritenuto il “maestro” dalla maggior parte dei “maestri” italiani, nato a Napoli in una famiglia borghese di origini calabre, abbandona negli anni ’50 gli studi di storia e filosofia per dedicarsi alla fotografia. Sono del 1952 i suoi primi lavori di un reportage realizzato in Spagna, pubblicato sul il Mondo di Mario Pannunzio. Sposato con Alla Folomietov nel 1962, rivolge la sua professione di freelance soprattutto all’est europeo collaborando con le più importanti testate internazionali. Nel 1959 è uno dei pochissimi, insieme a Henri Cartier-Bressson, ad essere ammesso nella Cina di Mao per scattare fotografie.
Nel pieno svolgimento di quella che veniva definita “la rivoluzione culturale”, come ebbe a scrivere il grande Goffredo Parise: “Caio Garrubba ha fatto delle fotografie sulla Cina che sono la Cina. La Cina ha alcuni caratteri fondamentali, biologici, innanzitutto, poi culturali, estetici, formali; poi sociali e religioso-politici. Infine, forse il più importante, uno individuale. Garrubba li ha semplicemente, didascalicamente, dolcissimamente colti tutti. Ognuna di queste fotografie in qualche modo, in primo, secondo o ultimo piano, li comprende: se uno appare in evidenza non manca mai l’altro e nemmeno gli altri, come se l’oggetto o persona o paesaggio in primo piano fossero circondati da un alone di presenze che non appaiono ma ci sono”.
La mostra, non ancora presentata né in Italia né all’estero, costituita per la maggior parte da fotografie inedite, è corredata da un catalogo in corso di produzione. L’importanza e l’esclusività del documento trattato (della Cina di quegli anni esistono solo foto di propaganda di regime) conferiscono alla mostra un profilo di interesse anche extranazionale ed un momento di approfondimento sulla realtà sociale cinese di quei tempi.

www.bresciaphotofestival.it

Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 gestione2@studioesseci.net (Simone Raddi)
 
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