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arte contemporanea, collettiva GALLERIA D'ARTE MODERNA ACHILLE FORTI ​ Cortile Del Mercato Vecchio Verona 37121

Verona - dal 15 marzo al 31 maggio 2017

Eros Bonamini - prima pAReTe

Eros Bonamini - prima pAReTe
eros_bonamini__vanitas_cronotopografie_2010
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GALLERIA D'ARTE MODERNA ACHILLE FORTI
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Cortile Del Mercato Vecchio (37121)
Palazzo Della Ragione
Verona
+39 0458001903 , +39 0458031394 (fax)
info@palazzodellaragioneverona.it
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Inaugurazione dell'installazione dell’artista e allestimento di alcune sue opere dal titolo "Vanitas Cronotopografie" che appartengono al ciclo degli Acciai (anni 2000)
vernissage: 15 marzo 2017. ore 17
ufficio stampa: CIVITA GROUP
curatori: Patrizia Nuzzo
autori: Eros Bonamini
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
GALLERIA D’ARTE MODERNA ACHILLE FORTI

PALAZZO DELLA RAGIONE, VERONA

EROS BONAMINI

prima pAReTe

a cura di Patrizia Nuzzo

INAUGURAZIONE MERCOLEDÌ 15 MARZO ORE 17.00

Intervengono

Antonia Pavesi, Consigliera incaricata alla Cultura del Comune di Verona

Eristeo Banali, responsabile del progetto espositivo “Spazio-Tempo nell’opera di Eros Bonamini”

Claudio Cerritelli, curatore della mostra “Eros Bonamini. Scrittura-Gesto-Tempo” presso la Casa

del Mantegna di Mantova

Patrizia Nuzzo, responsabile Direzione Artistica GAM, curatrice del progetto Eros Bonamini prima

pAReTe

Mercoledì 15 marzo alle ore 17.00 la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti inaugura a

Palazzo della Ragione EROS BONAMINI. prima pAReTe, con la presentazione di una

installazione dell’artista Eros Bonamini allestita fino al 31 maggio 2017.

prima pAReTe è uno spazio collocato all’ingresso del percorso di visita, una parete espositiva che

si innesta sulla struttura della Torre Mozza e si connota quasi spontaneamente come luogo

riservato alle ‘prime’, agli eventi di attualità che la Galleria promuove - una donazione, un premio,

una collaborazione con diverse istituzioni - in sinergia con i soggetti del mondo dell'arte dentro e

fuori il territorio.

Con prima pAReTe si vuole dare vita ad un progetto espositivo dinamico dedicato ad ospitare

periodicamente in galleria nuovi contenuti con un focus particolare sull’arte contemporanea.

In quest’ambito si inserisce l’allestimento di alcune opere di Eros Bonamini dal titolo

Vanitas Cronotopografie che appartengono al ciclo degli Acciai (anni 2000). L’iniziativa - in

corso dal 15 marzo al 31 maggio - nasce in sinergia con alcune rassegne dedicate all'artista in

questi mesi, quali la mostra Spazio – Tempo, a cura di Simona Zava, allestita a Senigallia presso

la Rocca Roveresca (5 novembre 2016 - 26 febbraio 2017) e Scrittura-Gesto-Tempo, a cura di

Claudio Cerritelli, che si inaugura in questi giorni a Mantova alla Casa del Mantegna (3 marzo - 25

aprile 2017).

La ricerca di Bonamini si sviluppa principalmente attorno al tema del rapporto dell’uomo

contemporaneo con il tempo e lo spazio.

“Scritture di tempi e spazi”, le sue Cronotopografie costituiscono una sorta di mappa, una

registrazione delle tracce che strumenti, materiali e interventi segnici di natura diversa rilasciano

sulla materia nell’intervallo di tempo in cui si dispiega l’azione creativa, con il suo processo

metamorfico.

“E' il motivo elementare della linea - scrive Patrizia Nuzzo - che qui costruisce il percorso in ritmi

difformi, ad evidenziare quella dialettica, non dualistica, tra i sontuosi lavori barocchi e le

rarefazioni minimali. E nel fluire di questo racconto di scritture diverse ma complementari, s’innalza

la scansione lirica di un tempo virtuale e di uno spazio interiore, che si contraggono alla tangibilità

della materia e al trascorrere del tempo ‘reale’ in una tensione enigmatica del processo creativo

aperta, senza drammi, allo stupore della forza liberatrice dell’arte e al sortilegio di un significato

altro e inusitato”.

E, a proposito della recente serie degli Acciai, Claudio Cerritelli osserva: “...l’idea induce a una

riflessione sul tempo e sulla transitorietà della vita, constatazione non solo della sua brevità, ma

soprattutto del valore effimero dell’esperienza umana in relazione all’infinito vuoto che il tempo

disperde nell’infinito niente. Il valore simbolico di questo tema esistenziale e filosofico è filtrato e

commisurato alle nuove prerogative formali che l’acciaio consente di sprigionare in relazione alle

dinamiche dell’intervento gestuale”.

Eros Bonamini. Note biografiche

Bonamini (Verona, 1942-2012) esordisce negli anni Settanta con la serie dei Cementi utilizzando

un medium povero, l’intonaco, che stende sulla tela e incide con un chiodo o con una mina in una

sequenza di linee graffite uguali tra loro. Il segno si diversifica in virtù della resistenza che la

materia vi oppone: l’intonaco tende infatti ad asciugarsi ed il solco iniziale si trasforma

progressivamente in un graffio leggero. Il tempo fisico modifica i segni del fare. A questo concetto

si lega quello delle Cronotopografie (scritture di spazio e di tempo) termine con cui, d'ora in poi,

l'artista identifica le sue creazioni. Ai Cementi fanno seguito i cicli dei nastri e degli inchiostri

mentre, tra gli anni ’70 e ’80, Bonamini dà vita ad una serie di opere per assorbimento dove il

dilagare del segno si genera per contatto - tramite un pennarello - o in modo diretto per iniezione

del colore sulla tela; così la morfologia dell’icona e il concetto di durata finiscono per coincidere in

un tutt’uno tautologico. Negli anni ’80-‘90 i lavori dell'artista mostrano sequenze di motivi

elementari (punti, linee, parole, macchie, grovigli di segni, greche, labirinti, spirali) sovrapposti sulla

tela in un repertorio stratigrafico di interventi. Della fine degli anni ’90 sono le tele combuste e le

opere in plexiglass che proseguono negli anni 2000, quando Bonamini inaugura la serie delle

Vanitas Cronotopografie: lastre di acciaio specchiante su cui interviene con la fiamma ossidrica,

l’ascia e altri mezzi. Il metallo bruciato, bucato, slabbrato, si imbarca coinvolgendo la figura dello

spettatore (anch’essa deformata) nella performance che il dilagare del racconto-segno genera nel

tempo-attesa. Il termine Vanitas rimanda alla precarietà, alla transitorietà, a quel passaggio fugace

che accomuna, nel gioco della vita e dell'arte, il fruitore e lo statuto dell’opera.

Ufficio stampa

Giovanna Ambrosano (Civita Tre Venezie)

ambrosano@civitatrevenezie.it ; 041 2725912 ; 338 4546387

Per maggiori informazioni:

Galleria d'Arte Moderna Achille Forti

Palazzo della Ragione

Cortile Mercato Vecchio,6 - 37121 Verona

tel. 045.8001903 - fax 045.8031394

www.palazzodellaragioneverona.it
 
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