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arte contemporanea, collettiva ATELIER FEDERICA MORANDI ART PROJECTS ​ Via Orti S/N Magenta 20013

Magenta (MI) - dal 25 marzo al 21 aprile 2017

Alberto Maria Prina - Attraversamenti. Progetti e suggestioni dagli anni Sessanta ad Oggi.

Alberto Maria Prina - Attraversamenti. Progetti e suggestioni dagli anni Sessanta ad Oggi.
GRANDE NOTTURNO, 2015 - acrilico su lastra acrilica cm. 85 x 90
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ATELIER FEDERICA MORANDI ART PROJECTS
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Via Orti S/n (20013)
Presso Tennis Club Pontenuovo
+39 338 4939 365
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La rassegna vuole illustrare il percorso artistico dell’artista evidenziando le fasi salienti della sua evoluzione stilistica: da uno stile informale ad un approccio che contempla design e architettura.
orario: da martedì a domenica dalle 11 alle 18
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 25 marzo 2017. 16 - 19
curatori: Federica Morandi
autori: Alberto Maria Prina
genere: architettura, arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
In mostra le prime tele della produzione dell’artista che riprendono gesti e segni incompiuti tipici della corrente informale: la gestualità è parte della liberazione interiore della creazione e la forma tende a trasformarsi in elemento grafico dal forte impatto coloristico e formale. I lavori di questo periodo risentono del clima storico e artistico di quegli anni, sebbene l’artista guardi ai grandi maestri come un’opportunità poetica, stilistica e formale di sperimentare nuove strade artistiche. Questa sperimentazione non è da intendersi solo come possibilità di creare immagini nuove, ma anche come allargamento del concetto stesso di creatività artistica in quanto l’informale è la base su cui evolvere il concetto di stile e di forma.

Dall’informale ai progetti di design: l’artista mostra in maniera interdisciplinare visioni e capacità del proprio panorama creativo. Disegni dal marcato interesse per i materiali e l’artigianato con una forte componente sociale e industriale tipica degli anni Ottanta, si ispirano al clima milanese in cui il consumismo determina l’ascesa dell’economia italiana. I lavori di questi anni hanno una forte vocazione narrativa, capaci di raccontare una storia complessa oltre a rispondere ad un’esigenza pratica. Ogni opera è occasione per l’artista di riflettere sulla propria carriera professionale con interrogativi aperti ai quali tentare di dare una risposta personale.

Nell’ultima produzione si accentua l’attenzione verso l’architettura: le scene industriali milanesi hanno un aspetto vuoto e dilatato, dominate dall’assenza di vita e dal silenzio più assoluto. Sono chiari i riferimenti alla Metafisica, con accenni all’arte di Sironi degli anni Venti e inizi Trenta, nella progressiva eliminazione di ogni elemento decorativo, nel senso di vuoto e solitudine, sottolineato dai colori delicati e dalle pennellate sintetiche. Le opere sono dei racconti, ricchi di simboli alchemici recuperati dal passato, assemblati in architetture senza tempo, da cui si percepisce il suono del silenzio e quell’ineluttabilità tipica del sogno. Il recupero del passato si lega alla vena contemporanea dell’artista, che si dichiara “post antico”, come aveva fatto prima di lui il celebre architetto Aldo Rossi, da cui Prina eredita il culto della geometria e della memoria.
 
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