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arte contemporanea, collettiva PINACOTECA PROVINCIALE - PALAZZO PINTO ​ Via Dei Mercanti 63 Salerno 84121

Salerno - dal 25 marzo al 26 aprile 2017

Ritratto / Autoritratto

Ritratto / Autoritratto

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PINACOTECA PROVINCIALE - PALAZZO PINTO
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Via Dei Mercanti 63 (84121)
+39 0892583073
pinacoteca@provinciasalerno.com
www.pinacoteca.provinciasalerno.org
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Con Ritratto / Autoritratto l’attenzione si sposta ulteriormente, avvicinandosi e sfiorando il diretto rapporto, l’implicazione esistenziale che l’artista ha nell’esperienza propria dello statuto dell’arte: il ritrarre quale esercizio di uno scavo interiore che, nel caso specifico delle opere allestite nelle sali principali della Pinacoteca Provinciale di Salerno, le quattro artiste hanno voluto sintetizzare ideando delle installazioni
orario: martedì-sabato 9:00-19:00 / domenica 9:00-13:00 / lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 25 marzo 2017. ore 18.30
curatori: Massimo Bignardi
autori: Mary Cinque, Eliana Petrizzi, Francesca Poto, Angela Rapio
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Sabato 25 marzo presso la Pinacoteca Provinciale di Salerno, alle ore 18:30 sarà inaugurata la mostra

Ritratto / Autoritratto, che propone le opere di Mary Cinque, Eliana Petrizzi, Francesca Poto e Angela

Rapio, quattro artiste che provengono da ambiti di ricerca e da generazioni diverse.

L’esposizione si inserisce, come secondo momento di riflessione del confronto tra esperienze attuali e il

senso che il ‘museo’, nella concezione propria del Novecento, assume oggi alla luce di nuovi incipit

culturali e sociali. Il progetto, promosso dall’Associazione CAFI, con il patrocinio della Provincia di

Salerno e del Museo-FRaC,Baronissi è stato curato da Massimo Bignardi ed ha preso il via lo scorso

anno con la mostra “Le Stanze del Museo”: essa mirava a riproporre il museo quale luogo di ‘accadimenti’,

in pratica laboratorio aperto che sollecitava «un momento di riflessione sulla contemporaneità – rilevava il

curatore – posto in relazione con la dimensione iconografica tipica del museo, sul suo farsi luogo di una

visione che, partendo dal reale, dai soggetti raffigurati, andava e va a confluire in un mondo di pura

astrazione. Dialogo, quindi, tra tempo e opera, tra la memoria che l’idea di museo evoca e il senso di

effimero al quale inducono i linguaggi contemporanei».

Con Ritratto / Autoritratto l’attenzione si sposta ulteriormente, avvicinandosi e sfiorando il diretto

rapporto, l’implicazione esistenziale che l’artista ha nell’esperienza propria dello statuto dell’arte: il ritrarre

quale esercizio di uno scavo interiore che, nel caso specifico delle opere allestite nelle sali principali della

Pinacoteca Provinciale di Salerno, le quattro artiste hanno voluto sintetizzare ideando delle installazioni. In

esse il ritratto o, meglio ancora l’autoritratto, acquista il valore di ‘luogo’ dell’accadimento, ma anche di

corpo che si dà nello spazio scenico e della spettacolarizzazione qual è il museo oggi. Il ritratto/autoritratto

non risponde più al bisogno di “universali”, implica altro: «si sposta, rileva Bignardi, dall’ immediato

‘riconoscimento’. Parla del tempo, di quello che accompagna la dura prova di un serrato, iterato dialogo con

se stessi».

Eliana Petrizzi nell’installazione Egomorphosys, propone un «racconto per frammenti privati – scrive

l’artista –, una sorta di galleria che mette a nudo i luoghi del mio sguardo, figure determinanti del mio

passato e del mio presente, precisi modelli soprattutto di assenza, declinati attraverso il colore rosso che, in

virtù della sua frequenza ctonia, accende connotati emozionali». Per Mary Cinque il ritratto è un

cerimoniale di “caccia”: «ritraggo, avverte l’artista, proprio come se stessi facendo un safari fotografico, la

mia savana è la città e i miei animali gli esseri umani. Ho un’ossessione per certi colori, certi nasi, il modo

di camminare di alcune persone, certe scarpe, certi cappelli».

Nei cinque atti scenici de “Il lupo e il rosso” Angela Rapio tenta una strada alternativa all’autoritratto:

sono immagini, afferma, «che nascono da un inesprimibile ... o semplicemente da un medium. Le forme, le

scritture, i segni non sono mai astrazione per me. Essi appartengono al mio vissuto e al mio immaginario.

Risultano essere, piuttosto, un’estrazione. Un’estrazione che vuole dialogare empaticamente».

L’installazione che Francesca Poto ha ideato per la sala centrale è un omaggio a Amy Winehouse:

«l’ispirazione a ritrarla, spiega l’artista , mi è venuta dalla visione del video tratto dall’album Back to Black:

un video in bianco e nero, dove il lutto per la perdita di un amore è espresso con immagini dall’impronta

dark, con forti contrasti».

Ufficio stampa: Ciro Manzolillo

orario della mostra: martedì-sabato 9:00-19:00 / domenica 9:00-13:00 / lunedì chiuso

Le artiste

MARY (MARIA) CINQUE è nata a Castellammare di Stabia (NA). Diplomatasi al Liceo Classico, frequenta

l’Accademia di Belle Arti di Napoli laureandosi in Pittura; successivamente consegue il diploma specialistico

di II livello presso l’Accademia di Belle Arti di Milano. Tra le mostre personali si segnalano: 2009

Acque Chiare, a cura di Massimo Bignardi, Palazzo Sasso, Ravello (SA); Giramondo a cura di Pasquale

Ruocco, The foundry, London; 2011 Acque d'Italia, a cura di Marcella Ferro, Biblioteca della Facoltà di

Architettura dell’Università Federico II di Napoli; Città in istanti, a cura di Massimo Bignardi, Chiostro di San

Galgano, Università di Siena; 2013 Urban Stories, a cura di Ada Patrizia Fiorillo, MARTE, Cava de' Tirreni

(SA); 2015 Un'idea di Parigi, a cura di Chiara Reale e Lara Carbonara, Istituto Francese, Napoli; 2016

L’illusione di Dedalo, a cura di Massimo Bignardi, Centro Luigi Di Sarro, Roma; 2017 L’illusione di Dedalo,

Istituto Italiano di Cultura, Colonia. In questi ultimi anni è stata invitata alle seguenti mostre collettive e

rassegne: 2011 “Lo stato dell'arte – Campania, Padiglione Italia” della 54

a Esposizione Internazionale d'arte

della Biennale di Venezia a cura di Vittorio Sgarbi, ex Tabacchificio Centola, Pontecagnano (SA); “Oleum,

tracce nei linguaggi del contemporaneo”, a cura di Massimo Bignardi, diverse sedi, Bitonto (BA); 2013

“Iside contemporanea”, a cura di Ferdinando Creta, con un testo di Ada Patrizia Fiorillo, Museo ARCOS,

Benevento; “Trames/Tramites”, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Porta degli Angeli,

Ferrara; 2014 “Icona. Proposte per un'iconografia del contemporaneo, La donazione dell'Open Space”, a

cura di A. Ioffrida, G. C. Lombardi, M. M. Soricaro, Museo FRaC, Baronissi (SA); 2015 “Ri-disegnare il

paesaggio”, a cura di Tiziana Gelsomino, con un testo di Enzo Battarra, Castel dell’Ovo, Napoli; 2016

“Cammina leggero perché cammini sui miei sogni”, a cura di Teo De Palma, Museo Giovanni Palatucci,

Campagna (SA).

ELIANA PETRIZZI è nata ad Avellino, ha studiato presso il Liceo Artistico e, successivamente, si è laureata in

Lettere e Filosofia, con indirizzo storico-artistico, presso l’Università degli Studi di Salerno. Nelle sue opere,

in particolare nelle piccole tavolette cifrate da una tecnica controllatissima, l’artista ha sperimentato una

ricercata pittura che attinge, almeno per gli aspetti formali, da una radice fiamminga segnata da un’impronta

ideista. Le gelide ‘interferenze’ visionarie dei volti, delle figure e ora anche del paesaggio, ci spingono ai

margini dello scarto, verso il crinale che separa queste figure dalla loro vita spesa nei luoghi della realtà, nel

loro affermarsi quali presenze effettive. Dalla metà degli anni novanta ha tenuto diverse mostre personali.

Tra le più receti si segnalano quella allestita nel 2006 al Museo FRAC di Baronissi e alla Galleria Area24 di

Napoli; nel 2007 allo Spazio Mediterraneo di Positano, presentata in catalogo da un testo di Ada Patrizia

Fiorillo. Nel 2011 espone alla Galleria Il Catalogo di Salerno, curata da Massimo Bignardi. Nel 2014 alla

Galleria Franco Senesi di Positano. Nel 2015 al MARTE di Cava de’ Tirreni. Nel 2016 presso il Convento di

S. Maria degli Angeli di Montoro (AV), nell’ambito della rassegna Montoro Contemporanea. Tra le principali

mostre collettive e rassegne, oltre alle numerose presenze all’Expo Arte di Bari e all’Arte Fiera di Padova, si

segnalano: nel 2009 “Persistenze sul confine dell’immagine”, a cura di Massimo Bignardi, Museo dell’Alto

Tavoliere, San Severo (Foggia); “RED - L’Opera al Rosso”, Galleria Cerruti, Genova; nel 2011 espone alla

54 BIENNALE DI VENEZIA, Padiglione Campania, Pontecagnano Faiano (SA), a cura di Vittorio Sgarbi; nel

2013 “Iside Contemporanea”, Benevento, Museo ARCOS, a cura di Ferdinando Creta; Nel 2016 “Dalla terra

al cielo - Dal figurativo all’informale”, Gualdo Tadino (PG), Chiesa monumentale di S. Francesco.

FRANCESCA POTO è nata a Salerno. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, allieva di De

Stefano, Venditti e Scordia ed è stata docente di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico di Salerno,

città in cui vive e lavora. La sua ricerca si muove dai temi della leggerezza e della trasparenza alle asperità

della materia, che indaga con le tecniche calcografiche. Nei suoi lavori ha spesso privilegiato temi con

marcate connotazioni simboliche quali le sirene, cui ha dedicato parte del lavoro di questi ultimi anni. Tra le

recenti mostre personali e presenze a rassegne nazionali si segnalano: 2007 "L'eterno femminino",

Convento San Michele, Salerno; "Corpi Linguaggi Rappresentazioni Metamorfosi" Video, Salerno - 2008 "In

canto". Incisioni (mostra personale) PICI Gallery, Seoul (8-21 luglio); MOA

Gallery, Heyri (25 luglio-21 agosto); Kim's Gallery, Daegu (6-30 settembre) - South Korea (foto); "Per filo e

per segno", Castello Malatestiano, Longiano (FC); 2009 “I libri del merlo”, Solsorten ; “C'arte coperte”,Hebei

Normal University, Shijiazhuang, Hebei Province, P .R. China; “Mediterranea”, Giugliano in Campania -

2010 "I libri del merlo",Vittorio Avella e Antonio Sgambati, Ed.Laboratorio di Nola, Studio Artefuoricentro,

Roma; “Scriptorium - Contemporary Art, Mostra del Libro d’Artista”, Palazzo Vanvitelliano, Mercato San

Severino (SA); “Primavere del bianco”, Art Museum of the National University, Seoul (Korea) -

2011 “Mnemosyne” (mostra personale), Santa Apollonia, Salerno - 2014 “Morsura Mediterranea”, Palazzo

Parente, Aversa, 8-27 febbraio 2014 (NA); “Approdi e naufragi “Palazzo Mezzacapo, Maiori (SA). Del 2015

è la partecipazione a “Carte vesuviane”, la collezione del Laboratorio di Nola, presso il museo FRAC di

Baronissi, dove torna nel 2016 per l’evento “L’incisione tra nuovi materiali e nuove sperimentazioni”,

presentando il suo lavoro nel corso di un’esperienza laboratoriale. Di seguito la partecipazione mostra della

collezione dell’Officina Calcografica di Nola, presso la sede della Grafica Metelliana in Mercato San

Severino.

ANGELA RAPIO vive e lavora a Bitonto, nella sua casa studio, sul confine tra centro urbano e campagna, in

Lama Balice: crogiuolo di formazioni carsiche, ulivi e radici, cuore e forza di una storia di germinazione

affettiva ed estetica. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di

Bari, nel 1986. Dal 1988 al 2005 ha condotto uno studio di grafica pubblicitaria d’autore, design industriale e

home design. Dalle prime esperienze figurative, contrassegnate dal dinamismo di figura, forma e colore, al

passaggio a declinazioni informali; dalla manipolazione ironica e poetica dell’ objet trouvée, alla

collaborazione performativa in progetti multidisciplinari di arte visiva, musica, danza e teatro, il suo percorso

approda, nel primo decennio del nuovo millennio, ad una progressiva scarnificazione di segno ed

immagine. Nel 2007, lavora al ciclo EGG, tecnica mista su carta e su tavola: la forma uovo è qui forza di

generazione cosmica, così come custode di silenzio e di radici. Nel 2010, organizza a Bitonto OLEUM

rassegna curata da Massimo Bignardi coinvolgendo artisti contemporanei di tutta Italia sul tema dell’olio.

Nel 2014, il ciclo scultoreo RADICI@RADICE, propone la forma cono : sintesi di uno spicchio di terra

assunto per richiamare l’idea del mondo, silenziosa volumetria della linfa che tutti ci nutre. Attualmente è in

corso d’opera il ciclo Fogli di foglie. Tra le recenti personali: nel 2009, Corsive scritture della pittura,

Academia Romana Fundatia Nationale de Stiinta si Arta, Bucarest; nel 2012, Ab Ovo, Art’infabbrica, Bari;

nel 2014, RADICI@Radice, Museo dell’Orto Botanico, Università di Siena, a cura di Teresa Vannocchi; nel

2015 Carte fossili, galleria Primopiano, Rimini presentata in catalogo da Massimo Bignardi; poi, nel 2016 al

Museo-Fondo Regionale d’Arte Contemporanea di Baronissi e, nel 2017, al Museo Archeologico

Fondazione DePalo- Ungaro di Bitonto. Recente è la mostra Scritture strappate, galleria Artefuoricentro di

Roma.
 
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