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arte contemporanea, collettiva MEZZOPIANO - EX LICEO ARTISTICO ​ Via Giovanni Maria Dettori 9 Cagliari 09124

Cagliari - dal 21 aprile al 5 maggio 2017

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MEZZOPIANO - EX LICEO ARTISTICO
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Via Giovanni Maria Dettori 9 (09124)
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L’ex Liceo Artistico Statale di Cagliari, negli spazi del suo piano ammezzato è diventato teatro per una messa in scena, partendo dalla sua fine. Fine perché è un luogo precario per la produzione di giovani artisti della scena contemporanea sarda, che tramite le loro opere danno voce alla necessità di poter radicare le loro storie, sperimentando, raccontando, e condividendo come vuole la natura di questo piano sospeso.
vernissage: 21 aprile 2017. ore 18
curatori: Ilaria Medda
autori: Crisa, Giulia Casula, Ciredz, Alberto Marci, Veronica Paretta
genere: arte contemporanea, giovane arte, collettiva

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comunicato stampa
Lo spazio Mezzopiano, nella cornice dell’ex-Liceo Artistico di Cagliari, ospita la mostra collettiva degli artisti Giulia Casula, Ciredz, Crisa, Alberto Marci, Veronica Paretta, a cura di Ilaria Medda.
Assegnatari degli spazi adibiti a studio d’artista, Casula, Crisa e Paretta, insieme ad altri due giovani esponenti della scena contemporanea sarda, Marci e Ciredz, si sono riuniti per dare voce alla propria opera, e palesare la propria presenza in una realtà artistica che spesso e volentieri nega alle proprie giovani risorse la possibilità di esprimersi appieno. Esempio ne è la precarietà stessa del luogo che dà voce a questo progetto.

“L’ex Liceo Artistico Statale di Cagliari, negli spazi del suo piano ammezzato è diventato teatro per una messa in scena, partendo dalla sua fine. Fine perché è un luogo precario per la produzione di giovani artisti della scena contemporanea sarda, che tramite le loro opere danno voce alla necessità di poter radicare le loro storie, sperimentando, raccontando, e condividendo come vuole la natura di questo piano sospeso.
La progressione narrativa si muove su opere che nella loro diversità poetica ed estetica convergono tutte verso un punto estremo non di fine ma di sospensione”.

Così cita il testo critico della mostra, che rimarrà aperta al pubblico dal 22 Aprile al 5 Maggio.
Eventi collaterali saranno una serie di studio visit durante le quali il pubblico fruitore potrà interagire con gli artisti. Di sotto il calendario completo.


Studio visit_ dalle h 17.00 alle 19.00

lunedì 24 Aprile_ Alberto Marci
mercoledì 26 Aprile_ Giulia Casula
venerdì 28 Aprile_ Crisa
domenica 30 Aprile_ Veronica Paretta
martedì 2 Maggio_ Ciredz


Giulia Casula (1977)
Giulia Casula è un'artista visiva. Attualmente vive e lavora in Sardegna. Si occupa di formazione e ricerca nelle arti visive e nella curatela. Progetta e realizza laboratori, attività e interventi site-specific per la promozione sociale dell'arte in collaborazione con artisti, musicisti e organizzazioni non profit, in spazi residuali della città, centri d'arte e sul web, in Italia e all'estero. La sua ricerca si concentra sul paesaggio, sulla trasformazione del territorio in relazione alla presenza antropica, sull' effimero, attraverso un’analisi dell’immaginario sociale che esplora il rapporto tra il reale e le sue molteplici rappresentazioni e mappature, sottolineandone gli aspetti precari e intangibili. Lavora con diversi linguaggi e materiali recuperati e attraverso un approccio intuitivo e dialettico realizza interventi site-specific precari ed effimeri. Rappresenta le suggestioni visive del suo quotidiano nella forma di investigazioni territoriali e concettuali, di riflessioni sul tempo e sulla memoria, ricostruite in una forma estetica e poetica di critica sociale.


Ciredz (1981)
Roberto Cireddu in arte Ciredz nasce nel 1981 in provincia di Cagliari, nella costa sud orientale della Sardegna.
Dopo avere frequentato il liceo artistico statale di Cagliari si trasferisce a Bologna nel 2005 per proseguire i suoi studi alla Accademia di Belle Arti di Bologna.
Si diploma in Scultura nel 2011 e si specializza in Grafica d’Arte nel 2013.
Nell’anno accademico 2010/2011 è il tutor affianco all’insegnante Cataldo Serafini nel corso di Serigrafia all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Dal 2007 inizia a partecipare a diverse esibizioni collettive in Italia per poi iniziare qualche anno dopo a partecipare a esibizioni ed eventi internazionali di Arte Urbana e Street Art come il Katowice Street Art Festival in Polonia, il Muu Festival in Croazia, l’Asalto Festival e l’US Barcelona in Spagna, ed il celebre Village Underground Wall a Londra.
Recentemente partecipa al progetto “Becoming Marni” sviluppato nel nord est del Brasile nella regione Sergipe, presente alla 56° Biennale di Venezia. Vive e lavora in Sardegna.

Crisa (1984)
Federico Carta, in arte Crisa, nasce a Cagliari in Sardegna nel 1984.
Autodidatta sperimenta col disegno da quando è bambino. Dal 1996 inizia con i graffiti sui muri per poi passare parallelamente alla pittura su materiali di recupero e su tela.
Sperimentatore di tecniche e materiali, ha sviluppato una personale ricerca stilistica dove nei suoi dipinti racconta storie di degrado e tematiche ambientali spesso dentro l’atmosfera metropolitana con tutti i diversi simboli del suo immaginario poetico, antenne, lavatrici, piante, palazzi, rifiuti e intrecci etc.
Ha realizzato numerose opere murali per lo spazio pubblico in varie città e periferie del mondo come Cagliari, Napoli, Bologna, Barcellona, Spalato, Lisbona, Marsiglia, Città del Messico, San Cristobal de las Casas, e anche in collaborazione con alcuni dei principali artisti della street-art internazionale.







Alberto Marci (1985)

Ha compiuto gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze nella sezione Grafica d’Arte del corso di Arti Visive e Discipline dello Spettacolo.
Dal 1999 al 2009 partecipa ai master di sperimentazione e ricerca di Casa Falconieri, Cagliari. Presentato alla fiera d’arte Estampa, Madrid, nella sezione giovani dal 2004 al 2009. Nel 2004 e nel 2005, ottiene due borse di studio della durata di due mesi presso Fundaciòn CIEC, Betanzos. Artista segnalato nell'edizione 2006 del "premio di grafica Pietro Parigi". Nel 2008 e nel 2009 partecipa alle residenze sul libro d’artista “Reinven- tare gli Spazi” e “Laboratorio dell’Inquietudine” alla Fondazione Stazione dell’Arte a Ulassai, Sardegna, in collaborazione con la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia. Nel 2010 partecipa al festival “IKASART II”, Bilbao. Nel 2010 con una borsa di studio Master & Back partecipa a un master di ricerca artstica incentrato dulle tecniche di stampa. Artista invitato per il “Primer Encuentro de Grabadores Alfara-CIEC” allo studio Alfara, Salamanca. Selezionato, in coppia con Maria Penela, per le residenze artistiche della “Bienal de Cerveira”, Portogallo.Nel 2015 riceve una Beca de Investiga- ciòn y intercambio presso La Caiba Grafica, Veracruz. Ha partecipato a varie mostre collettive, le sue opere sono presenti in collezioni pubbli- che e private italiane e straniere.

Veronica Paretta (1986)
Veronica Paretta (Cagliari, 1986). Nel 2005 si diploma, con il massimo dei voti, presso il Liceo Artistico Foiso Fois e nel 2007 inizia a frequentare il corso di Pittura all'Accademia Clementina di Bologna. Si diploma con la votazione di 110/110. Nel 2011 espone alla galleria Capitol di Cagliari, una mostra antologica con opere eseguite dal 2005 al 2011. L’esperienza espositiva con la galleria ha fatto si che le opere siano in collezioni private presso istituzioni pubbliche. Sempre nel 2011 partecipa alla 54° edizione della Biennale di Venezia, Padiglione Italia, nella Sala Nervi di di Torino. Negli anni seguenti continua la sua ricerca artistica e nel 2013 partecipa al workshop di incisione nell’Atelier Casa Falconieri.
Attualmente vive e lavora a Cagliari.

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a cura di Ilaria Medda

:Giulia Casula
Ciredz
Crisa
Alberto Marci
Veronica Paretta.


La tradizione del mondo classico pagano ci racconta che ogni mutamento contiene in sé una dimensione di successione di un prima e un dopo, di un inizio e di una fine.
I cicli naturali che vanno a comporre il tempo cosmico sono caratterizzati da un susseguirsi continuo e reciproco, non legati ad alcuna finalità o scopo. In essi il fine coincide con la fine, e il manifestarsi dell’energia massima utilizzabile collima con il compimento dell’opera. Tale è la concezione ciclica del tempo nella visione pagana classica, che visualizzava questo momento di passaggio senza inizio né fine nella semplice forma di un cerchio. E proprio da qui, da una forma semplice come quella di un cerchio, comincia la narrazione di questa mostra collettiva. Da una fine che rappresenta l’inizio di una storia, anzi, di cinque storie differenti.
Il momento di passaggio summenzionato ha principio su un mezzopiano, o meglio, presso Mezzopiano. L’ex Liceo Artistico Statale di Cagliari, negli spazi del suo piano ammezzato è diventato teatro per una messa in scena, partendo dalla sua fine. Fine perché è un luogo precario per la produzione di giovani artisti della scena contemporanea sarda, che tramite le loro opere danno voce alla necessità di poter radicare le loro storie, sperimentando, raccontando, e condividendo come vuole la natura di questo piano sospeso.
La progressione narrativa si muove su opere che nella loro diversità poetica ed estetica convergono tutte verso un punto estremo non di fine ma di sospensione. E’ il momento in cui un segno prende forma e procede lungo una tela, o una carta spessa e porosa viene stampata manualmente, dove il colore vive e racconta storie non visibili a tutti, ma seleziona. Come i racconti personali di Alberto Marci e Veronica Paretta, che del segno, dell’impressione, dei colori, e del gesto hanno fatto il proprio alfabeto emozionale.
Un’installazione nasce da strade mute e oggetti che dalla fine hanno avuto un inizio, sono stati recuperati, gli è stato riassegnato un ruolo da Giulia Casula, alla continua ricerca di risposte nella sua indagine sul territorio che la circonda e che vive intorno a lei.
Lo stesso territorio che abbandona le sue sembianze più classiche nel lavoro di Ciredz, che con forme astratte e cromie su scala di grigi guida lo spettatore in una riflessione sulla relazione tra l’uomo e la natura, il rapporto più primordiale, quello nato al principio di tutto in un mondo privo di contaminazioni, le stesse che rendono instabili i microcosmi nati dall’immaginario di Crisa, muralista-narratore di un mondo che oscilla appeso tra relitti e funi, su cui vivono creature in/animate che parlano allo spettatore della decadenza che affligge il sottile equilibrio che tiene in piedi il mondo naturale e quello artificiale ricoperto di cemento, nella loro sempre più precaria coesistenza.
Una linea narrativa forte e nel contempo permeata di quella fragilità propria di chi sopravvive a un equilibrio instabile, ma che dalle molteplici fini a cui ogni individuo è sottoposto, trae spunti per inizi sempre nuovi.

Ilaria Medda
 
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