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arte contemporanea, collettiva PINACOTECA DI BRERA ​ Via Brera 28 Milano 20121

Milano - mer 3 maggio 2017

Il mistero Arnolfini di Jean-Philippe Postel. Presentazione del volume

Il mistero Arnolfini di Jean-Philippe Postel. Presentazione del volume

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PINACOTECA DI BRERA
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Via Brera 28 (20121)
+39 02722631 , +39 0272001140 (fax)
brera.artimi@arti.beniculturali.it
www.brera.beniculturali.it
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Postel mostrerà tutti i particolari del celebre dipinto dandone la propria interpretazione, Philippe Daverio sarà una “spalla" colta e stimolante.
vernissage: 3 maggio 2017. h 18
editore: SKIRA
ufficio stampa: LUCIA CRESPI
genere: presentazione, incontro - conferenza

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comunicato stampa
Il Ritratto dei coniugi Arnolfini dipinto da Jan van Eyck nel 1434 è il celeberrimo oggetto di questa indagine, un’opera che chiunque abbia visto non può più dimenticare. Amata e ammirata nei secoli, protagonista di innumerevoli studi, cela tuttavia un mistero, un significato nascosto, che continua a sfuggire anche allo sguardo più attento. Chi sono l’uomo e la donna al centro del dipinto? Soprattutto, che cosa stanno facendo? Il mercante lucchese Niccolò Arnolfini, che si è creduto vi fosse raffigurato assieme alla prima moglie, negli altri suoi ritratti coevi non mostra alcuna somiglianza fisica con questo dipinto. Il primo documento che ne parla cita il quadro come Hernoul-le-Fin avec sa femme: all’epoca Saint Hernoul è il patrono dei cornuti. Perché il cagnolino, simbolo di fedeltà coniugale, non è riflesso dallo specchio che, come un occhio di verità, ci fissa dal muro alle spalle dei protagonisti? Perché un’unica candela è rimasta accesa sul lampadario, in pieno giorno, mentre le altre sono spente? È forse un indizio di morte? Quali altri segreti nasconde questo dipinto straordinario e affascinante? L’occhio clinico dell’autore, che è medico e scrittore, analizza tutti i dettagli per condurci alla scoperta dei misteri di uno dei massimi capolavori di tutti i tempi. Jean-Philippe Postel (Parigi 1951), medico e scrittore, descrive Il mistero Arnolfini come “l’applicazione del metodo dell’osservazione clinica a un’opera pittorica”.
 
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