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arte contemporanea, collettiva GALLERIA 360 ​ Il Prato 11r Firenze 50123

Firenze - dal 31 maggio al 19 giugno 2017

Linguaggi dell'arte

Linguaggi dell'arte

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GALLERIA 360
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Il Prato 11r (50123)
+ 39 055 2399570
info@galleria360.it
www.galleria360.it
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“Linguaggi dell’Arte”, è una mostra di artisti internazionali che si aprono ad un nuovo sincretismo culturale per decifrare un periodo così complesso ed equivoco come quello attuale.
orario: da Martedì a Sabato compresi dalle 10:00 -13:00 e dalle 15.00-19.00; Lunedì dalle 15:00 alle 19:00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 31 maggio 2017. ore 19.00
curatori: Angela Fagu, Riccardo Piagentini
autori: Denis Bisch, Arno Goossens, Wolfgang Kluge, Siegfried Lehmann
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
“La grande arte è quella che non ti fa smettere di pensare, dopodiché diventa memoria”
(Damien Hirst)

Il 10 aprile 1917 Marcel Duchamp realizzava “L’orinatoio”, il primo ready-made della storia.
Per molti è la nascita ufficiale dell’arte contemporanea; un’arte che non solo rinunciava all’originaria funzione estetica per suscitare la pubblica indignazione, ma che addirittura trasformava le proprie creazioni artistiche in veri e propri “proiettili contro l’osservatore” (Walter Benjamin, “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”).
Discendente diretta della “Fontana - Orinatoio” di Duchamp è “La merda d’artista”, l’opera forse più irritante, scandalosa e popolare, dell’artista italiano Piero Manzoni che, attraverso irriverenti giochi concettuali, sfida il mondo dell’arte e i confini stessi della realtà. Chiamato sul banco degli imputati da storici e critici dell’arte, Duchamp è quindi ritenuto responsabile di cani giganti in acciaio colorato (Jeff Koons), papi travolti da meteoriti (Maurizio Cattelan) o squali in formaldeide e teschi ricoperti da diamanti (Damien Hirst). Perentoria l’affermazione di Picasso, per il quale “tanta arte contemporanea è frutto dell’opera di Marcel Duchamp, cambia solo l’imballaggio.“ Colpevole o salvatore, padre o no dell’arte contemporanea, Duchamp ha indubbiamente scardinato convinzioni e precetti secolari aprendo la strada a nuove espressioni e linguaggi artistici. Dal Nouveau Realisme, al Minimalismo, dall’Arte Povera, alla Land Art, l’arte contemporanea continua ancora oggi a servirsi di molteplici codici ed espressioni per farsi interprete di una realtà sempre più complessa ed in continua trasformazione.
L’arte di oggi quindi continua ad essere indirizzata verso uno sconfinamento ininterrotto, in un incessante meccanismo di interpretazione ed invenzione, dilazione e seduzione. Gli artisti contemporanei, come quelli della mostra “Linguaggi dell’Arte”, per decifrare un periodo così complesso ed equivoco come quello attuale, sono dotati di una capacità di osservazione fuori dal comune e, soprattutto, si aprono ad un sincretismo culturale, ovvero alla contaminazione di culture e linguaggi diversi.
Allontanando quindi, sia nostalgiche elegie di un passato sempre più decomposto, che la rigidità di un metodo “ufficiale” ed esclusivo che, come metteva in guardia Baudelaire, “costringe ad una perpetua abiura”, gli artisti di “Linguaggi dell’Arte” fanno invece tesoro di tale diversità dando vita ad un simposio creativo capace di toccare le corde più profonde dell’animo umano.

L’inaugurazione avrà luogo Mercoledì 31 Maggio 2017, alle ore 19.00, in via il Prato 11r, Firenze. Durante la serata inoltre sarà offerto un cocktail di benvenuto mentre musicisti jazz suoneranno dal vivo, animando la serata e creando un felice connubio tra Arte e Musica.

Virginia Bazzechi Ganucci Cancellieri
 
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