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arte contemporanea, collettiva T293 ​ Via Ripense 6 Roma 00153

Roma - dal 10 novembre all'otto dicembre 2017

Caroline Mesquita - Night Engines

Caroline Mesquita - Night Engines

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T293
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Via Ripense 6 (00153)
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In occasione della sua prima mostra personale presso T293, di Caroline Mesquita, recente vincitrice del Premio Fondation d'enterprise Ricard, presenta un nuovo corpo di sculture metalliche che trasformeranno la galleria in una sorta di 'auto-show' di avveniristiche vetture spaziali.
orario: da martedì a venerdì ore 12-19
sabato ore 15 -19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 10 novembre 2017. ore 18.00
autori: Caroline Mesquita
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
In occasione della recente mostra personale a Vevey (Svizzera), Caroline Mesquita si è recata a Gruyères per visitare la casa/museo di HR Giger, pseudonimo di Hans Rudolf Giger. Controverso artista d’ispirazione surrealista e noto al grande pubblico per aver ideato la creatura antropomorfa protagonista del film ‘Alien’, Giger ha dato vita a creature biomeccaniche caratterizzate da un’affascinante miscela di bellezza erotica e ferocia. L’universo cupo di HR Giger, il fumetto fantastico di Moebius e capolavori del cinema di fantascienza come ‘Star Wars’ sono per Caroline Mesquita preziose ispirazioni e ricchi repertori di mondi e personaggi fantastici. Sulla scia di queste suggestioni, gli esperimenti metallurgici della giovane scultrice francese sembrano appartenere ad un’altra dimensione e a un tempo non ben definito. Le misure umane delle sue creazioni permettono prima all’artista e poi allo spettatore di instaurare con esse una relazione più intima e fisica, quasi affettiva. Le nuove forme, cariche di tensione e di energia, vengono spesso collocate in posizioni particolarmente dinamiche e poi ‘pietrificate’ nell’istante stesso in cui stanno per muoversi, cadere o decollare.

‘Night Engines’, la prima mostra personale di Caroline Mesquita presso T293, trasforma la galleria in una sorta di ‘auto-show’ popolato da avveniristiche vetture simili a navicelle spaziali dalle forme volutamente originali e inedite. Il desiderio di creare qualcosa che non fosse riconducibile ad alcun modello familiare e che non fosse comprensibile da un’unica angolazione ha richiesto un lungo lavoro preparatorio e numerosi interventi successivi. Caroline Mesquita utilizza il metallo per le sue intrinseche proprietà di lucentezza, malleabilità e reazione che le consentono di ricevere una risposta immediata. Mentre in progetti recenti l’artista ha sperimentato prevalentemente ottone e rame per le loro reazioni cromatiche a processi di ossidazione attraverso sostanze chimiche, in occasione di questa mostra l’artista francese sceglie l’acciaio, più brillante e resistente. Al fine di ottenere volumi leggeri, a volte quasi morbidi, l’acciaio è stato sottoposto a complesse manipolazioni attraverso tagli, piegature, saldature e a successive ricollocazioni per dare alle sculture la giusta direzione, tanto che Mesquita ha dovuto in alcuni casi anche capovolgerle. Nel corso di questa produzione l’artista si è posta più come intermediatrice che autrice, dando vita - in un approccio dal sapore mistico - a forme che avevano bisogno di venire alla luce ma senza mai prendere il sopravvento su di esse.

Le nuove creazioni, al limite tra realtà e finzione, hanno l’aspetto di singolari astronavi aliene dalla bellezza indecifrabile, curiosi totem appartenenti ad una cultura ignota ma tecnologicamente avanzata, che richiamano alla mente le provocanti creazioni meccaniche di Eduardo Paolozzi e i futuristici Spomenik, maestosi monumenti alla memoria partigiana sparsi nei territori della ex Jugoslavia. Suggestioni surrealiste e oniriche ispirate alla visione e allo stile del regista americano di origine indiana M. Night Shyamalan emergono anche nel video ‘Night Engines’, interamente girato in notturna, il cui protagonista è un tassista solitario che in un periodo di luna piena incontra lungo la strada misteriosi personaggi tutti interpretati dallo stesso attore: ‘Mi piace cambiare l’identità delle persone, mettere in discussione concetti come genere, personalità, sessualità, marginalità, eccentricità e immaginare una sensualità più aperta’ (C. Mesquita).

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On the occasion of a recent show in Vevey (Switzerland), Caroline Mesquita went to Gruyères to visit the house/ museum of HR Giger. Controversial surrealist painter and sculptor and best known for designing the anthropomorphic creature for 1979’s ‘Alien’, Giger is the author of biomechanical creatures and extraterrestrial landscapes characterized by a fascinating blend of erotic beauty and brutality. The gloomy universe of HR Giger, the fantastic series by Moebius and science fiction masterpieces such as ‘Star Wars’ are for Caroline Mesquita significant repertoires of fantastic worlds and characters. Deeply inspired by these creations, the metallurgical experiments of the young French artist seem to belong to another dimension and to an undefined time. The human size of her sculptures allow the artist and the spectator to establish a more intimate, physical and sometimes affective relationship with them. New forms full of tension and energy are placed in particularly dynamic positions and then 'petrified' at the very moment they are about to move, fall or take off.

‘Night Engines’, Caroline Mesquita's first solo exhibition at T293, transforms the gallery into a sort of 'auto-show' populated by futuristic vehicles similar to original and bizarre spaceships. The desire to create something that could not be reconnected to any familiar model and which was not understandable from one single point of view required an intense preparatory work and numerous subsequent interventions. Caroline Mesquita uses metal for its intrinsic properties of brightness, malleability and reaction that allow an immediate response from the material. While in her recent projects the artist has mainly experimented brass and copper for their chromatic reactions to oxidation processes through chemicals, for this exhibition Mesquita chose to use the steel, most brilliant and resistant. In order to obtain light, sometimes soft volumes, the metals undergone complex manipulations through cuts, folds and welds. She often had to change the positions of the sculptures and even overturn them in order to get the right direction. During this production, the artist acted more like an intermediary than an author, giving life to forms that needed to come to light.

The new creations, at the boundaries of reality and fiction, looks like singular and strangely beautiful extraterrestrial spaceships, curious totems belonging to an unknown but technologically advanced culture recalling the provocative mechanical creations of Eduardo Paolozzi and the Spomenik, the futuristic and majestic monuments invading the countryside of the former Yugoslavia. Surrealist and oniric suggestions ispired, among others, by the vision and style of the movie director M. Night Shyamalan also emerge in the video ‘Night Engines’. The protagonist of the video, entirely shot at night, is a taxi driver who, in a full moon period, drives alone and meets with mysterious characters all played by the same actor: 'I like to change the identity of someone and to question genders, personality, sexuality, marginality, eccentricity. I like to imagine a more open sensuality’. (C. Mesquita).
 
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