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arte contemporanea, collettiva BOCCANERA GALLERY ​ Via Alto Adige 176 Trento 38121

Trento - dal 17 novembre all'otto dicembre 2017

Testimony. Truth or politics: The Concept of Testimony in the Commemoration of the Yugoslav Wars

Testimony. Truth or politics: The Concept of Testimony in the Commemoration of the Yugoslav Wars

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BOCCANERA GALLERY
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Sono passati 25 anni dall'inizio delle guerre jugoslave. L'esposizione trova il suo punto di partenza nelle testimonianze di chi ha preso parte alla guerra e di chi ha manifestato contro. Un bando internazionale ha selezionato 13 artisti e formazioni artistiche per riflettere sul tema.
orario: da mercoledì a sabato ore 13-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 17 novembre 2017. ore 18.00
catalogo: in galleria. a cura di Chiara Sighele, pp. 24
curatori: Giorgia Lucchi Boccanera, Noa Treister, Eric Zoran
autori: Sanja Andelkovic, Ana Bunjak, Daniel Djamo, marianna fumai, Ryo Ikeshiro, Filip Jovanovski, Kristina Maric, Jelena Markovic, iula marzulli, Vlada Miladinovic, Andrea Palasti, Dorone Paris, Nikola Radic Lucati, Mersid Ramicevic, Lala Rascic, Aron Rossman-Kiss
patrocini: Cofinanziato dal programma dell'Unione europea "Europa per i cittadini"
note: Visite guidate, a cura di Marco Abram, storico e ricercatore di OBCT/CCI, gratuite su prenotazione: lunedì 27/11, venerdì 1/12, lunedì 4/12
Per prenotare: eventi@balcanicaucaso.org
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Sono passati 25 anni dall'inizio delle guerre jugoslave: guerre che hanno infranto la speranza di pace duratura in Europa che le strutture costruite dopo la Seconda guerra mondiale avrebbero dovuto garantire. Nel processo di costruzione del nazionalismo, durante e dopo i conflitti, gli establishment di ciascun paese della secessione e successione jugoslava hanno usato le testimonianze – nei media, nei testi scolastici o nelle mostre – per giustificare la propria posizione nazionale, etnica o religiosa, mettendo a tacere ogni voce alternativa tramite diretta repressione politica e sistematica cancellazione del quadro di riferimento che collega queste testimonianze alla realtà che pretendono di rappresentare. Questa esposizione trova il suo punto di partenza nelle testimonianze di chi ha preso parte alla guerra e di chi ha manifestato contro la guerra: soldati e attivisti, intervistati dai loro pari – compagni di battaglia, parenti, vicini, artisti e attivisti. Le testimonianze mostrano il funzionamento del sistema e la continuità e discontinuità nel tempo: è proprio questa testimonianza che rivela il funzionamento del sistema in tutti i suoi aspetti – politico, economico, sociale e culturale – piuttosto che la testimonianza personale della propria sofferenza, che Primo Levi definisce come politica. Le testimonianze rendono più complessa – a volte, mettono in discussione – la narrazione storica egemonica o la “verità ufficiale”, ad esempio portando alla luce motivazioni e benefici socio-economici della guerra. Riflettono inoltre un'esperienza comune di queste guerre e delle loro conseguenze. Poiché essere testimoni è un atto partecipativo, testimoniare è un atto che parla ad una molteplicità di destinatari: le persone coinvolte nella situazione su cui si testimonia, la situazione stessa del testimoniare e la costituzione di una pluralità di voci attraverso l’atto di rivolgersi a se stessi. La simultaneità di tempo e spazio crea un assemblaggio fluido di relazioni sociali fra singolare e plurale, tra intimo e politico, attivo ben oltre il momento della testimonianza e che si rinnova ogni volta che viene ascoltata. La varietà di relazioni sociali alla base della testimonianza rende complessa la sua relazione con la realtà, tanto quella esperita quanto quella in cui la testimonianza viene ascoltata. Questo la rende instabile per chi la ascolta chiedendo La Verità, ovvero un significato onnicomprensivo che costituirebbe la persona che testimonia come Soggetto e le situazioni testimonianti e testimoniate come Eventi.

Un bando internazionale ha selezionato 13 artisti e formazioni artistiche. I loro approcci al processo di produzione artistica vanno dalla ricerca d'archivio all'antropologia audio-visiva partecipativa, passando per il ripensamento statistico e tecnologico. I lavori audio esposti spaziano tra vari formati, dalla composizione e performance musicale alle installazioni audio. Inoltre, l'esposizione presenterà un portale fra archivio di testimonianze e social network, che permetterà ai visitatori di ascoltare e cercare fra le interviste (in serbo-croato-bosniaco, italiano e inglese) e inserire le proprie narrazioni. L'esposizione aprirà quindi un canale attraverso il quale queste testimonianze potranno essere ascoltate e contestualizzate.

L'esposizione è curata da Noa Treister, Dr Zoran Erić e Giorgia Lucchi Boccanera.
È parte del progetto TESTIMONIANZA – VERITÀ O POLITICA: Il concetto di testimonianza nella commemorazione delle guerre jugoslave, condotto dal Centro di decontaminazione culturale di Belgrado e co-finanziato dal Programma Europa per i Cittadini 2014-2020.

Artisti partecipanti: Ana Bunjak, Andrea Palasti + Sanja Anđelković, Jelena Marković, Kristina Marić, Lala Raščić, Mersid Ramičević, Nikola Radić Lucati, Iula Marzulli + Marianna Fumai, Ryo Ikeshiro + Aron Rossman-Kiss, Daniel Djamo, Dorone Paris, Filip Jovanovski, Vlada Miladinovic

Partner:
In Serbia, Centre for Cultural Decontamination, Belgrado; Museo di arte contemporanea, Belgrado; The Ignorant Schoolmaster and his Committees, Belgrado; Istituto di studi filosofici e sociali, Belgrado;
in Bosnia Erzegovina, Museo storico di Bosnia Erzegovina, Sarajevo; Università di Sarajevo - Facoltà di Filosofia; Centro di riparazione culturale e sociale, Banja Luka;
in Italia, CCI / Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa e Boccanera Gallery, Trentino;
in Austria, Boem, Vienna;
in Germania, Istituto per gli studi sull'Europa orientale e sud-orientale, Regensburg.

 
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