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arte contemporanea, collettiva TERME DI DIOCLEZIANO ​ Viale Enrico De Nicola 79 Roma 00185

Roma - dal 17 novembre 2017 all'undici febbraio 2018

Rinascite. Opere d’arte salvate dal sisma di Amatrice e Accumoli

Rinascite. Opere d’arte salvate dal sisma di Amatrice e Accumoli

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TERME DI DIOCLEZIANO
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Viale Enrico De Nicola 79 (00185)
+39 064880530 , +39 064814125 (fax)
www.archeorm.arti.beniculturali.it
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Sugli oltre tremila beni portati in salvo, e oggi conservati nel deposito allestito presso la
Scuola Forestale Carabinieri di Cittaducale (Rieti) si presentano 34 opere provenienti da
chiese e strutture religiose di Accumoli e di Amatrice, e le loro frazioni.
orario: dalle 9.00 alle 19.30 - chiuso il lunedì
la biglietteria chiude alle 18.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 17 novembre 2017.
editore: ELECTA
curatori: Alessandra Acconci, Daniela Porro
genere: documentaria, arte antica

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comunicato stampa
Ricostruire le relazioni tra opere e territorio, ricordare l’attività di recupero del patrimonio
culturale e artistico condotta in maniera sistematica nelle zone devastate dal sisma.
Sono questi gli intenti della mostra Rinascite. Opere d’arte salvate dal sisma di
Amatrice e Accumoli, dedicata ai due centri reatini colpiti nel 2016 - 2017. Ospitata
dal Museo delle Terme di Diocleziano a Roma, dal 17 novembre 2017 all’11 febbraio
2018, la rassegna - promossa dal Museo Nazionale Romano con Electa - è curata da
Daniela Porro e Alessandra Acconci, progetto d’allestimento di Stefano Boeri
Architetti.
Sugli oltre tremila beni portati in salvo, e oggi conservati nel deposito allestito presso la
Scuola Forestale Carabinieri di Cittaducale (Rieti) si presentano 34 opere provenienti da
chiese e strutture religiose di Accumoli e di Amatrice, e le loro frazioni.
Dipinti, sculture, suppellettili liturgiche, cui si aggiunge un prezioso materiale
d’archivio, sono state selezionate per accendere i riflettori sulla civiltà centro-appenninica
che custodisce, e che spesso nasconde nel suo territorio impervio, un fitto mosaico
figurativo e materiale. Durante il Medioevo e poi nel Rinascimento con gli Angioini, e dopo
ancora fino ad arrivare al Novecento con le numerose comunità religiose, intensi erano gli
scambi commerciali e artistici. La rassegna dimostra l'importanza della cultura
sedimentata nei piccoli o piccolissimi centri del territorio italiano, patrimonio comune
sconosciuto o sottovalutato che pure è parte dell’identità collettiva nazionale.
Alla mostra delle opere salvate, con svolgimento cronologico, si affianca un percorso
espositivo parallelo dato da 21 fotografie scattate da Paolo Rosselli lo scorso
settembre. Per non dimenticare gli effetti ancora evidenti e drammatici del sisma.
Tutti possiamo contribuire alla conservazione di questi beni, effettuando una
donazione attraverso l’Art Bonus esteso, proprio dopo le ferite del patrimonio subite
all’indomani del sisma, ai beni di elevato valore culturale individuati dal MiBACT e a quelli
ritenuti dagli Enti religiosi prioritari anche per le esigenze di culto.
Complemento alla mostra il volume edito da Electa, che non si limita ad essere guida,
ma anche pubblicazione autonoma all’evento espositivo, omaggio al territorio e al suo
patrimonio culturale, paesaggistico e di secolari tradizioni.
Il recupero tempestivo delle opere in mostra e di tutte le altre conservate nel deposito di
Cittaducale è stato possibile grazie al pronto intervento dell’UCCR Lazio – Unità di Crisi
Coordinamento Regionale per il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del
Turismo – diretta al momento del sisma, nell’agosto 2016, e per gli otto mesi successivi,
da Daniela Porro adesso direttore del Museo Nazionale Romano, alla quale è subentrato
Leonardo Nardella. Questo impegno verrà raccontato nella pubblicazione di un secondo
volume, che riunirà i contributi delle Istituzioni e di coloro che hanno partecipato alle
operazioni di salvaguardia del patrimonio.
 
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