Kerouac - Beat Painting 3088 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
19/06/2019
Flaminia Bonciani e i colori degli anni ’80, al RUFA Space
18/06/2019
In Germania, presso la Stadtgalerie Kiel, inaugurata la seconda tappa della mostra del Premio Fondazione Vaf
18/06/2019
Archy Art è il nuovo software per gestire gli archivi d’artista
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva MAGA - MUSEO D'ARTE DI GALLARATE ​ Via Egidio De Magri 1 Gallarate 21013

Gallarate (VA) - dal 2 dicembre 2017 al 22 aprile 2018

Kerouac - Beat Painting

Kerouac - Beat Painting

 [Vedi la foto originale]
MAGA - MUSEO D'ARTE DI GALLARATE
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Egidio De Magri 1 (21013)
+39 0331791266 , +39 02542757
www.museomaga.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

L’esposizione presenta 80 tra dipinti e disegni, in gran parte esposti per la prima volta in Italia, capaci di proiettare una luce del tutto inedita sull’attività artistica del padre della Beat Generation
orario: Lunedì chiuso
Martedì-venerdì, 9.30|12.30 - 14.30|18.30
Sabato e domenica, 11.00|19.00. E’ possibile visitare la mostra anche il lunedì e dal martedì al venerdì dalle 12.30 alle 14.30 solo su prenotazione
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: € 7,00 intero;
€ 5,00 ridotto per studenti fino ai 26 anni, over 65, tesserati FAI – Fondo Ambiente Italiano e residenti in Gallarate;
Gratuito per i minori di 14 anni, disabili che necessitano di accompagnatore , accompagnatore del disabile; dipendenti MiBACT; accompagnatori e guide turistiche Regione Lombardia, 1 insegnante ogni 10 studenti, membri ICOM, soci AMACI; giornalisti accreditati, giornalisti con tesserino in corso di validità
vernissage: 2 dicembre 2017. ore 18.30
catalogo: in galleria.
editore: SKIRA
ufficio stampa: CLP
curatori: Sandrina Bandera, Alessandro Castiglioni, Emma Zanella
autori: Jack Kerouac
note: preview riservata alla stampa venerdì primo dicembre alle ore 11.30
genere: arte contemporanea, personale

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Attraverso 80 opere, tra dipinti e disegni, la rassegna presenta un lato finora poco esplorato e inedito in Italia del padre della Beat Generation.
Il percorso espositivo si arricchisce di fotografie di Robert Frank ed Ettore Sottsass, materiale documentario storico e un progetto di Peter Greenaway, oltre a un’intervista ad Arnaldo Pomodoro pubblicata in catalogo, che rievoca la sua esperienza alla Stanford University, in California, del 1966.

Dipingo solo belle cose. Uso vernici da pareti e colla, uso il pennello e le
punte delle dita. In pochi anni potrei diventare un pittore di primo piano. Se lo
voglio. E quando potrò vendere i mie dipinti potrò comperarmi un pianoforte e
comporre musica. Perché la vita è una noia

Jack Kerouac, October 10, 1956, Mexico City


Dal 3 dicembre 2017 al 22 aprile 2018, il MA*GA di Gallarate ospita una grande mostra dedicata all’attività pittorica e grafica di Jack Kerouac, una delle icone letterarie del XX secolo.

La rassegna, curata da Sandrina Bandera, Alessandro Castiglioni ed Emma Zanella, è organizzata dal MA*GA con il Comune di Gallarate, con il sostegno di Ricola, Heritage Art Foundation e Fondazione Cariplo e in collaborazione con il Rivellino LDV, Locarno (CH).

L’esposizione, dal titolo Kerouac. Beat Painting, presenta 80 tra dipinti e disegni, in gran parte esposti per la prima volta in Italia, capaci di proiettare una luce del tutto inedita sull’attività artistica del padre della Beat Generation. In particolare, verrà analizzato il suo labirintico processo creativo e le sue relazioni con la tradizione della cultura visiva americana, con gli altri autori del movimento Beat, da Allen Ginsberg a William Borroughs e i maestri della pittura informale e della Scuola di New York che Kerouac iniziò a frequentare dalla seconda metà degli anni cinquanta del secolo scorso.
La forza di queste opere risiede soprattutto nell’identità totale che Kerouac seppe condensare tra vita, produzione letteraria e ogni altra espressione creativa come la musica, il canto, la poesia, il cinema.

Sarà un’occasione unica per ammirare le opere di Kerouac, finora esposte in solo alcuni selezionati musei come il Whitney Museum of American Art di New York, il Centre Pompidou di Parigi e lo ZKM di Karlsruhe e rimaste per decenni a Lowell (Massachusetts), città natale dello scrittore, all’interno del lascito testamentario gestito dal cognato, John Sampas, e in seguito ceduto ad una serie di collezionisti privati facenti capo al Rivellino LDV, Locarno (CH).

Il percorso si articolerà in differenti nuclei in grado di sviluppare riflessioni che intrecciano la vita e la poetica di Kerouac, dai ritratti di personaggi famosi quali Joan Crawford, Truman Capote, Dody Muller o il Cardinal Montini ai riferimenti alla cultura beat, da Robert Frank a William S. Burroughs.

La mostra approfondirà inoltre le relazioni tra Kerouac e l’Italia, attraverso una selezione di fotografie scattate da Robert Frank e da Ettore Sottsass alla moglie Fernanda Pivano, ad Allen Ginsberg e allo stesso Kerouac e sarà arricchita da un progetto inedito di Peter Greenaway dedicato proprio a Kerouac.
Una speciale sezione video amplierà gli orizzonti culturali dell’evento, con la proiezione dell’intervista di Fernanda Pivano a Jack Kerouac, per gentile concessione di Rai Teche e di Pull My Daisy (1964), il cortometraggio (30 min.) sceneggiato da Kerouac, diretto da Robert Frank e Alfred Leslie, e recitato da alcuni protagonisti della Beat Generation, quali Allen Ginsberg e Gregory Corso.

Considerato uno dei fondatori della Beat Generation, Jack Kerouac rappresentò il movimento letterario e artistico che a partire dalla fine degli anni quaranta sconvolse e scandalizzò i valori della società degli Stati Uniti e dell’Europa, dove le sue opere furono diffuse e tradotte quasi immediatamente. Davanti alla borghesia che aveva saputo creare i solidi presupposti del rinnovamento post bellico, egli prefigurò la liberazione culturale e sessuale e un nuovo modello di vita che avrebbe portato, globalmente, la gioventù alla rivoluzione degli anni sessanta.
Rigettando gli ideali tecnologici del dopoguerra i Beat e il gruppo di Kerouac, Ginsberg, Owen, Ferlinghetti difesero una nuova etica, quasi tribale, di carattere spontaneista, che poi sarebbe sfociata nel movimento Hippie, nell’opposizione alla guerra del Vietnam e nella ‘tre giorni di pace e musica rock’ di Woodstock.

Oltre alla dimensione espositiva, assume uno specifico rilievo anche una pubblicazione scientifica edita da Skira, che rilegge in modo complessivo l'opera pittorica di Kerouac.
Apre il libro un saggio di Sandrina Bandera dedicato alle fonti e alle relazioni con la storia dell'arte europea nel percorso di formazione dell'artista. La seconda parte del catalogo è dedicata all'importanza della dimensione del sacro, dalla tradizione cattolica alla cultura buddista, nell'opera di Kerouac, principalmente attraverso il contributo critico di Stefania Benini.
Seguono alcuni saggi dedicati a diversi aspetti della cultura Beat: Franco Buffoni affronta la storia e i rapporti con la cultura italiana e la contemporaneità, Virginia Hill approfondisce i nessi con la moda anni sessanta ed Enrico Camporesi parla di cinema e suono.
La quarta sezione, introdotta da Francesco Tedeschi, si occupa più specificatamente delle relazioni tra Kerouac e la cultura artistica a New York tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio dei sessanta: dall'espressionismo astratto al jazz.
Completa la pubblicazione, una testimonianza di Arnaldo Pomodoro sulla Beat Generation raccolta da Ada Masoero e una biografia ragionata di Jack Kerouac messa in parallelo ai grandi eventi storici e culturali che coinvolsero e sconvolsero gli Stati Uniti e l’Europa di Stefania Benini, della Saint Joseph's University, Philadelphia.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram