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arte contemporanea, collettiva MAMBO - MUSEO D'ARTE MODERNA DI BOLOGNA ​ Via Don Giovanni Minzoni 14 Bologna 40121

Bologna - dal 7 dicembre 2017 al 6 maggio 2018

Roberto Daolio. Vita e incontri di un critico d'arte attraverso le opere di una collezione non intenzionale

Roberto Daolio. Vita e incontri di un critico d'arte attraverso le opere di una collezione non intenzionale

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MAMBO - MUSEO D'ARTE MODERNA DI BOLOGNA
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Via Don Giovanni Minzoni 14 (40121)
+39 0516496611 , +39 0516496637 (fax)
info@mambo-bologna.org
www.mambo-bologna.org
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MAMbo presenta una selezione di opere d'arte e documenti appartenuti a Roberto Daolio, prematuramente scomparso nel 2013, la cui intera collezione entrerà prossimamente in possesso del museo grazie alla liberale volontà degli eredi Stefano Daolio e Antonio Pascarella
orario: martedì, mercoledì, domenica e festivi h 10.00 – 18.00
giovedì, venerdì e sabato h 10.00 – 19.00
lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero € 6, ridotto € 4 gratuito per possessori Card Musei Metropolitani Bologna e la prima domenica del mese
vernissage: 7 dicembre 2017. h 17.30
curatori: Uliana Zanetti
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Roberto Daolio
Vita e incontri di un critico d'arte attraverso le opere di una collezione non intenzionale
A cura di Uliana Zanetti, con la collaborazione di Giulia Pezzoli e Barbara Secci

Con il contributo scientifico di Davide Da Pieve, Lara De Lena, Roberto Pinto, Caterina Sini-
gaglia (Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici - Alma Mater Studiorum Università

di Bologna)
In collaborazione e con il sostegno di Accademia di Belle Arti di Bologna
Project Room
8 dicembre 2017 - 6 maggio 2018
Inaugurazione giovedì 7 dicembre 2017 h 17.30

Bologna, 6 dicembre 2017. Con il focus espositivo ROBERTO DAOLIO. Vita e incontri di un cri-
tico d'arte attraverso le opere di una collezione non intenzionale, visibile dall'8 dicembre

2017 al 6 maggio 2018, il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna presenta una selezione di
opere d'arte e documenti appartenuti a Roberto Daolio, prematuramente scomparso nel 2013,

la cui intera collezione entrerà prossimamente in possesso del museo grazie alla liberale volon-
tà degli eredi Stefano Daolio e Antonio Pascarella.

Le opere, quasi sempre di piccolo formato e spesso accompagnate da una dedica, sono state

donate dalle artiste e dagli artisti con cui il critico d'arte, fra i più attivi e stimati in ambito na-
zionale, ha intessuto fitte relazioni intellettuali e operative, di carattere sia professionale sia

amicale. La raccolta costituisce quindi una significativa testimonianza, per quanto parziale, di
una vicenda biografica densa di incontri e attraversamenti, dialoghi e scambi, che ha dato un
impulso sostanziale alla crescita e alla diffusione dell'arte emergente, componendone uno
spaccato rappresentativo degli sviluppi più rilevanti, soprattutto in area emiliana, nel corso di
oltre quarant'anni.
In considerazione del rilevante valore storico e artistico di questo corpus di opere, attraverso
cui è possibile cogliere quanto sia stata centrale la figura di Daolio come riferimento critico per
il contesto artistico bolognese durante tutti gli anni ‘80 e ‘90, nonché come attento osservatore

della scena nazionale in contatto con le più importanti gallerie e istituzioni museali, l'Ammini-
strazione Comunale ha accettato con gratitudine la proposta di donazione degli eredi, in coe-
renza con l'obiettivo programmatico volto all'acquisizione di opere, documenti e testimonianze

in grado di ampliare ed integrare le proprie collezioni museali esistenti.

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La mostra si articola per passaggi che consentono di individuare i principali tracciati della ricer-
ca e dell'attività di Daolio, attraverso una scelta ragionata di un centinaio di pezzi dei 146 che

compongono la donazione, alcuni dei quali sottoposti a interventi di restauro conservativo per
questa occasione.

I lavori di tale collezione, “involontaria” in quanto priva di un organico indirizzo distintivo, ap-
partengono il più delle volte a una produzione di non facile classificazione, che può essere defi-
nita "minore”, apparendo talvolta perfino di statuto artistico incerto, come nel caso delle lette-
re e dei messaggi stupendamente decorati spediti per posta da Luciano Bartolini. Tuttavia, il

loro addensarsi intorno alla personalità di Daolio le rende, nel loro insieme e nella corrispon-
denza di complicità affettive che sottendono, sintomatiche di un metodo di lavoro originale,

costantemente rivolto verso l'insorgenza di fenomeni e di talenti nascenti, osservati e interpre-
tati con disinteressata e selettiva partecipazione.

L'acquisizione della raccolta, oltre a consentire al MAMbo di accogliere nel proprio patrimonio

testimonianze dell'attività di artisti spesso molto noti e affermati anche a livello internaziona-
le, permette di arricchire le potenzialità di lettura delle opere d'arte con riflessioni allargate

sulla loro genesi, spostando l'attenzione da una semplificata e lineare storia delle forme alla
complessità dei rapporti di cooperazione che sempre ne accompagnano l'origine, l'esecuzione,
l'esposizione e la trasmissione.
Nel suo costante raccordare analisi teorica e attuazione pratica, Daolio ha intrecciato in un

continuum di rigorosa coerenza i diversi ruoli e ambiti nei quali si è trovato ad operare. Dall'in-
segnamento all'Accademia di Belle Arti di Bologna, presso cui è stato titolare della cattedra di

Antropologia e sociologia dell'arte dal 1977 al 2012, alla collaborazione con quotidiani e riviste

specializzate, dall'incoraggiamento e dalle presentazioni di giovani artisti alla curatela di mo-
stre, la sua multiforme attività si è svolta seguendo una rara uniformità di principi, improntati

al riconoscimento e allo sviluppo delle funzioni sociali dell'arte contemporanea.

Una metodologia che includeva il confronto cooperativo con contesti diversi, dagli spazi indi-
pendenti alle istituzioni pubbliche, dagli ambienti pubblici non deputati all'arte contemporanea

ai musei, e che ha visto Daolio collaborare generosamente a più riprese, nel corso della sua in-
tera carriera, con la Galleria d'Arte Moderna di Bologna poi trasformatasi in MAMbo.

In considerazione di questo rapporto intenso e continuativo, l'acquisizione della sua raccolta da

parte del MAMbo appare ancor più calzante, contribuendo a rendere conto della sua partecipa-
zione a numerose attività che hanno significativamente contrassegnato, in diverse fasi, la storia

e il posizionamento del museo: dalle grandi rassegne collettive degli anni Settanta e Ottanta

fino alla densa e innovativa programmazione dello Spazio Aperto fra anni Novanta e anni Due-
mila. In questa prospettiva, assume un'ulteriore rilevanza la volontà del museo di segnare con

questa mostra l'avvio di una nuova configurazione espositiva della sala Project Room, la cui
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funzione sarà prevalentemente dedicata alla ricognizione e alla ricerca storica sulle eccellenze
della cultura contemporanea espresse in ambito territoriale.

Va inoltre ricordato come il contributo degli eredi e di molti delle artiste e degli artisti coinvol-
ti si sia rivelato fondamentale per i lavori di catalogazione delle opere e per la realizzazione di

questa stessa rassegna, rinsaldando la gratitudine collettiva per Daolio da un lato e fornendo al
museo l'opportunità di approfondire conoscenze e consolidare relazioni dall'altro. Lontano dal

voler essere una celebrazione personale, la mostra si offre quindi in primo luogo come opportu-
nità di riattivazione corale di un metodo esemplare di arricchimento e di valorizzazione basato

sulla reciprocità degli scambi fra interlocutori diversi.

La mostra ROBERTO DAOLIO. Vita e incontri di un critico d'arte attraverso le opere di una colle-
zione intenzionale si è avvalsa della collaborazione scientifica di un gruppo di lavoro costituito-
si nell'ambito della Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell'Università degli

Studi di Bologna, composto da Davide Da Pieve, Lara De Lena, Roberto Pinto e Caterina Sini-
gaglia. Ad esso si deve, in primo luogo, lo studio e la catalogazione delle opere, oltre a una se-
rie di video-interviste ad artisti e critici, realizzate con il supporto di Mario Gorni e Jacopo

Simi, di cui verrà presentato in mostra un montaggio di estratti.

Gli stessi studiosi hanno avviato la ricostruzione della ricchissima bibliografia del critico, sele-
zionando una sessantina di testi raccolti nel volume Roberto Daolio. Aggregati per differenze

(1978 - 2010), edito da postmedia books in concomitanza con la mostra.
Nel corso della rassegna sarà inoltre pubblicata un'agile pubblicazione esplicativa, disponibile

gratuitamente al pubblico, realizzata in collaborazione e con il sostegno dell'Accademia di Bel-
le Arti di Bologna.

Presso la stessa istituzione accademica sarà infine organizzato un ciclo di incontri e workshop
che approfondiranno la figura e l'attività didattica e critica di Roberto Daolio. In particolare è
prevista una giornata di ricordi e testimonianze che coinvolgerà gli stessi artisti in mostra.
I workshop, tenuti da artisti e curatori nazionali e internazionali come Leone Contini, Cecilia

Guida, Nico Dockx, Doerte Meyer, forniranno una base di riflessione metodologica fondamenta-
le sulla Public Art; un ambito, quello delle ricerche artistiche che indagano lo spazio pubblico,

centrale nell’azione critica di Roberto Daolio.

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Artisti in mostra:
Germano Attolini | Alessandra Andrini | Luciano Bartolini | Bruno Benuzzi | Francesco Bernardi
| Paolo Bertocchi | Bertozzi & Casoni | Adriano Boni | Anna Valeria Borsari | Rita Canarezza &
Pier Paolo Coro | Annalisa Cattani | Maurizio Cattelan | Vanessa Chimera | Nicola Cucchiaro |
Cuoghi Corsello | Flavio De Marco | Marina Fulgeri | Carlo Gajani | Patrizia Giambi | Tiziano
Ghidorsi | Maurizio Goldoni | Igort (Igor Tuveri) | Marcello Jori | Yumi Karasumaru | Gabriele
Lamberti | Luisa Lambri | Giovanni Lombardini | Claudia Losi | M+M (Marc Weis + Martin de

Mattia) | Federico Maddalozzo | Luigi Mainolfi | Marcello Maloberti | Piero Manai | Eva Marisal-
di | Antonella Mazzoni | Sabrina Mezzaqui | Alessandro Moreschini | Pietro Mussini | Andrea

Nacciarriti | Mario Nanni | Sandrine Nicoletta | Rinaldo Novali | Roberto Orlandi | Andrea Pa-
zienza | Chiara Pergola | Alessandro Pessoli | Leonardo Pivi | Graziano Pompili | Massimo Puli-
ni | Andrea Renzini | Fabrizio Rivola | Mili Romano | Amandine Samyn | Germano Sartelli | Ste-
fano Scheda | Sissi | Gian Domenico Sozzi | Eleonore Straub | Alessandra Tesi | Tommaso Tozzi

| Davide Tranchina | Italo Zuffi

Profilo biografico di Roberto Daolio

Roberto Daolio (Correggio, 1948 - Bologna, 2013) si laurea al DAMS di Bologna nel 1975 e a par-
tire dagli ultimi anni dell'università inizia a collaborare con Renato Barilli per eventi di rilievo,

come la Settimana internazionale della performance (1977).

Nello stesso anno inizia a insegnare antropologia culturale all'Accademia di Belle Arti di Bolo-
gna, posizione che manterrà fino al 2012.

All'insegnamento accompagna l'attività di critico e curatore, divenendo una delle figure di rilie-
vo nella vita artistica della città.

Tra le mostre da lui curate si ricordano: Ipotesi arte giovane Bologna (1991); Provoc'arte (1991);
Nuova officina bolognese (1991); Aperto '95- Out of order (1995); Accademia in stazione (1997-
2005); Ad'a-area d'azione (2003-2008); SPA Salus per l'arte (2004).
 
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