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arte contemporanea, collettiva REGGIA DI CASERTA ​ Via Douhet 22 Caserta 81100

Caserta - dal 13 gennaio al 13 febbraio 2018

Marco Casentini - Drive in

Marco Casentini - Drive in

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REGGIA DI CASERTA
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Via Douhet 22 (81100)
+39 0823448084 , +39 0823220847 (fax)
ufficiostampa.reggiace@beniculturali.it
www.reggiadicaserta.beniculturali.it
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Quella di Casentini è una vera e propria geometria dello spazio, nella quale le forme sono solo un punto di partenza, un pretesto necessario per l’esplorazione e la riproposizione di luoghi che, in qualche modo, sono diventati parti integranti del suo “viaggio” artistico
orario: 8,30 – 19,30 – tutti i giorni / chiusura martedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: biglietto incluso nell’accesso alla Reggia di Caserta
vernissage: 13 gennaio 2018. ore 17
curatori: Luca Palermo
autori: Marco Casentini
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Si inaugura sabato 13 gennaio alle ore 17 alla Reggia di Caserta la mostra di Marco Casentini
“Drive In”, a cura di Luca Palermo. L’esposizione si svolgerà nelle retrostanze del ‘700 degli
appartamenti storici della Reggia di Caserta.
La mostra rappresenta la tappa conclusiva di un percorso espositivo portato avanti dall’artista a
partire dal 2017 e che ha coinvolto musei ed istituzioni italiane ed estere: dall’agosto all’ottobre del
2017 la mostra è stata, infatti, ospitata dal MOAH, Museum of Art and History di Lancaster in
California; dal novembre al dicembre del 2017 è stata la Bocconi Art Gallery di Milano a farne da
palcoscenico. La tappa casertana è realizzata in collaborazione con la Galleria Nicola Pedana Arte
Contemporanea ed è supportata da Gobbetto – Special Resins, Polin e Sikkens. La mostra sarà
visitabile tutti i giorni dal 13 gennaio 2018 al 13 febbraio 2018 secondo gli orari di apertura e di
chiusura della struttura ospitante. Il curatore Luca Palermo scrive: «La ricerca di Marco Casentini
affonda le sue radici in qualcosa di molto simile a quanto sostenuto da Piet Mondrian: semplificare
le forme secondo l’ordine della geometria e dello spazio al fine di ricreare, con elementi minimi,
quello stesso spazio nel quale viviamo e con il quale costantemente ci si confronta. Quella di
Casentini è una vera e propria geometria dello spazio, dunque, nella quale le forme sono solo un
punto di partenza, un pretesto necessario per l’esplorazione e la riproposizione di luoghi che, in
qualche modo, sono diventati parti integranti del suo “viaggio” artistico». Palermo poi aggiunge:
«Gli elementi che compongo le sue immagini, l’essenzialità, quasi minimalista, delle forme e del
colore, dematerializzano lo spazio rappresentato introducendo lo spettatore in un non-luogo mentale
emotivamente rilevante, la cui fisicità si lascia solo intuire. Quella di Marco Casentini è una pittura

architettonicamente intesa, in grado, cioè, di trasmettere impressioni e suggestioni di un paesaggio
urbano e naturale svincolato dalla sua immagine reale, ma che, in qualche modo, ad essa rimanda».
E ancora: «Casentini reiventa, dunque, lo spazio attraverso piatte campiture che sembrano restituire
una visione aerea della città; il suo lavoro sembra riecheggiare il Manifesto della Aeropittura
futurista del 1929: “tutte le parti della città appaiono al pittore in volo schiacciate”. Non esiste un
centro focale nel lavoro di Marco Casentini; l’occhio viaggia sulla superficie alla ricerca del “suo”
centro focale; lo fa guidato da colori stesi non secondo un rigido e precostituito schema mentale, ma
a partire dalle emozioni e dalle sensazioni che, di volta in volta, l’artista ha cercato di trasmettere».
 
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