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arte contemporanea, collettiva PALAZZO MAGNANI ​ Corso Giuseppe Garibaldi 29 Reggio Nell'emilia 42100

Reggio Nell'Emilia - dal 3 aprile al 2 maggio 2005

Manolo Valdés - Il perenne retaggio dell'arte

Manolo Valdés - Il perenne retaggio dell'arte
Dama de Barajas I (Dama di Barajas I), 2004 - bronzo, cm 70 x 56 x 60
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PALAZZO MAGNANI
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Corso Giuseppe Garibaldi 29 (42100)
+39 0522454437 , +39 0522444436 (fax)
info@palazzomagnani.it
www.palazzomagnani.it.
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A quarant'anni di distanza dalla prima personale che l’artista spagnolo, quale membro dell'Equipo Cronica, tenne a Reggio Emilia (Musei Civici), vengono esposti a Palazzo Magnani quarantacinque dipinti e venti sculture
orario: 10-13 e 15-19, chiuso il lunedì. Aperta lunedì 25 aprile e domenica 1° maggio
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: € 5 intero; € 4 ridotto; € 2 studenti
vernissage: 3 aprile 2005. ore 11,30
editore: SKIRA
ufficio stampa: CLP
autori: Manolo Valdés
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
A quarant'anni di distanza dalla prima personale che l’artista spagnolo, quale membro dell'Equipo Cronica, tenne a Reggio Emilia (Musei Civici), vengono esposti a Palazzo Magnani quarantacinque dipinti e venti sculture; al Palazzo dei Principi di Correggio (RE), un'ampia sezione dedicata all’opera grafica.


Era il 1965 quando l’Equipo Cronica, di cui faceva allora parte Manolo Valdés, tenne la prima personale nei Musei Civici di Reggio Emilia. A distanza di quarant’anni, Palazzo Magnani celebra il grande artista spagnolo, presentando, dal 3 aprile al 22 maggio, la sua prima antologica italiana, dal titolo “Il perenne retaggio dell’arte”, promossa dalla Provincia di Reggio Emilia, con il contributo degli sponsor istituzionali, Fondazione Pietro Manodori e CCPL Reggio Emilia.
La mostra ripercorre il cammino di Manolo Valdés dal 1982 a oggi, attraverso quarantacinque dipinti di grandi dimensioni e venti sculture, mentre nella sezione dedicata alla grafica allestita nel Palazzo dei Principi di Correggio, saranno esposti venti disegni e sessanta incisioni.
“Quando Valdés all'inizio degli anni Ottanta, esordisce sulla scena dell'arte assumendo il suo proprio nome, - sottolinea il curatore Sandro Parmiggiani - non può certo fare tabula rasa di un'esperienza, quella dell'Equipo Crónica, che lo ha visto impegnato per quasi vent'anni, e che rappresenta un contributo originale alla storia della pop internazionale, ancora da cogliere pienamente nella sua reale portata. Al di là di questo dato, che mai può essere dimenticato, di fronte a ciò che Valdés è venuto facendo dopo avere dovuto chiudere l'esperienza di Equipo Crónica, possiamo agevolmente renderci conto che la sua opera sa tenere assieme una grande forza di innovazione e un forte radicamento nella tradizione”. Di fronte alle sue opere, si potrebbe utilizzare la definizione di "arte come pretesto": Valdés rivisita, nei dipinti, immagini della pittura classica o contemporanea, o talvolta tratte dalla vita quotidiana; quelle stesse suggestioni assumono, nelle sculture, una forma plastica, come se Valdés si fosse assunto il compito di traghettare certe figure dalla bidimensionalità del dipinto alla pluridimensionalità di un corpo che va a occupare lo spazio. In questa sorta di ossessione nello scavare dentro motivi e visioni saldamente insediate nel nostro immaginario, Valdés dimostra la perenne vitalità della pittura e della scultura, ricorrendo a una pluralità di materiali e di tecniche, come quando cuce assieme frammenti di tele di sacco e utilizza colori - ora luminosi ora bituminosi, dalle paste alte o dalle tracce appena percepibili - e modella il legno che rivela, nei blocchi e nelle curvature delle forme che l'artista gli fa assumere, tutta la sua intima struttura. L'apprezzamento internazionale per l'opera di Valdés si è venuto consolidando ed estendendo negli ultimi anni: tra le esposizioni a lui dedicate non si può non citare l'antologica presentata dal Museo Guggenheim di Bilbao nell'autunno 2002.
Il catalogo, edito da Skira, contiene testi di Sandro Parmiggiani, Alberto Boatto, Kosme de Barañano, Lola Jiménez-Blanco, Tomas Llorens, Fred Licht, Edward Lucie-Smith, Bernard Noël.
Dopo Reggio Emilia, la mostra si trasferirà ai Musei Civici di Siena (luglio-agosto) - Valdés dipingerà il Palio dell'Assunta che sarà assegnato alla contrada vincitrice della corsa del 16 agosto -, e alla Caixa de Pensiones di Girona, Spagna (settembre-novembre).


Manolo Valdés nasce a Valencia nel 1942. Nel 1957 entra alla scuola di Belle Arti "San Carlos" di Valencia, che abbandona nel 1959 per dedicarsi interamente alla pittura. Nel 1962 tiene la sua prima personale alla Galleria Nebli di Madrid. Nel 1964, con Joan A. Toledo e Rafael Solbes, costituisce il gruppo Equipo Crónica. Toledo esce dal gruppo, l’anno seguente, mentre Valdés e Solbes continuano la loro associazione, fino alla morte di Solbes, avvenuta nel 1981. Dal 1965 inizia la sua carriera espositiva internazionale, partecipando a numerose personali e collettive, col nome di Equipo Crónica fino al 1981, e poi da solo. Nel 1985 riceve il Premio Nacional de Bellas Artes España, e nel 1987 il premio Alfonso Roig. Dal 1987 vive e lavora a New York.
 
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