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arte contemporanea, collettiva PROGETTO ARTE - ELM ​ Via Mario Fusetti 14 Milano 20143

Milano - dal primo marzo al 20 aprile 2018

Elena Modorati - Paia

Elena Modorati - Paia

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PROGETTO ARTE - ELM
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Via Mario Fusetti 14 (20143)
+39 0283393437 , +39 0283393437 (fax)
info@progettoarte-elm.com
www.progettoarte-elm.com
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La mostra Paia inaugura una nuova stagione espressiva nel mondo di Elena Modorati più indirizzata verso la dimensione installativa. resta il ruolo della scrittura presente nei più noti lavori in cera degli ultimi dieci anni (di cui saranno in mostra alcuni lavori, a significare la continuità )
orario: dal Lunedi al Venerdì dalle 16:00 alle 19:30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 1 marzo 2018. h 18:30
catalogo: in galleria. A cura di Marco Meneguzzo
curatori: Marco Meneguzzo
autori: Elena Modorati
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Realizzati con vari materiali – garze, lamierino d’ottone, graffiature su carta, superfici specchianti e, comunque, la consueta cera – i nuovi lavori nascono dal concetto di “paia”, cioè di coppia, che significa in primo luogo “relazione”: tutto è giocato sul fatto che il paio è anche il doppio, il duo, il nucleo elementare della ripetizione e del ritmo, ma anche del rapporto fra l’uno e l’altro, l’interno e l’esterno, o di quello fra traccia e supporto. E’ il caso dei fogli con le “lacrime” graffite , lavoro posto in tensione dalle frasi a tema pronunciate dalle voci in loop dei filosofi Laura Odello e Georges Didi-Huberman. Sempre in dialogo, due lunghe garze cerate cadono verso il suolo, riflettendosi su di una superficie specchiante, come una cascata che sgorga da due punti (due occhi?); più ambiguo è il nesso fra i caleidoscopi contrapposti, dove lo sguardo si ferma sul fondo mentre sembra che i due “cannocchiali” si guardino. Ma l’opera al centro dell’esposizione è nascosta dietro un pudico paravento semitrasparente: è un letto per due persone, appena accennato nel suo perimetro: il luogo del riposo e dell’amore, dunque dell’intimità, di cui non resta che il contorno, la delimitazione di un valore, ma in bilico, sfrangiato e a perdere. L’affioramento della memoria e del tempo, così dichiarato nei suoi lavori precedenti, qui in certi casi è più mediato, in altri più esplicito, sicuramente meno intellettuale e più emotivo, più immediatamente legato al vissuto, che non è solo il vissuto, il diario dell’artista, ma la vita di tutti.
 
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