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arte contemporanea, collettiva ME VANNUCCI ARTE CONTEMPORANEA ​ Via Gorizia 122 Pistoia 51100

Pistoia - dal 7 aprile al 19 maggio 2018

Franco Guerzoni - Chiedi alla polvere

Franco Guerzoni - Chiedi alla polvere

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ME VANNUCCI ARTE CONTEMPORANEA
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Via Gorizia 122 (51100)
+39 057320066 , +39 3356745185
info@vannucciartecontemporanea.com
www.vannucciartecontemporanea.com
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La mostra, che prende il titolo da un fortunato e
importante romanzo di John Fante, racconta il percorso di un’artista di memorie dolci e struggenti. Di
quelle piccole cose accantonate che la polvere della dimenticanza ricopre e che Guerzoni, con garbo e
delicata confidenza, svela.
vernissage: 7 aprile 2018. h 18
ufficio stampa: CIVITA GROUP
curatori: Silvia Evangelisti
autori: Franco Guerzoni
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Sabato 7 APRILE 2018, l’artista Franco Guerzoni sarà a Pistoia, per due eventi a lui dedicati.
Alle ore 11,00 presso la sala Sinodale del Palazzo dei Vescovi sarà presentato, nell’ambito del premio
letterario Ceppo, il suo ultimo libro “OEUVRE” con la presenza di Silvia Evangelisti, Paolo Fabrizio
Iacuzzi e Alberto Bertoni. A seguire sarà presentato il Tappeto/Opera “Motivi Vaganti”, proseguendo la
via del dialogo fra l’Arazzo Millefiori e l’arte contemporanea iniziato lo scorso anno con il Terzo Paradiso
di Michelangelo Pistoletto. L’evento nasce dalla solida e proficua collaborazione tra il Museo dell’antico
Palazzo dei Vescovi, il premio letterario Ceppo, di cui la galleria è partner, e la galleria d’arte Antonio
Verolino di Modena, che ha gentilmente prestato il tappeto.
Alle ore 18,00 presso la Galleria MEVannucci in via della Provvidenza 6 sarà inaugurata la personale,
CHIEDI ALLA POLVERE, a cura di Silvia Evangelisti, La mostra, che prende il titolo da un fortunato e
importante romanzo di John Fante, racconta il percorso di un’artista di memorie dolci e struggenti. Di
quelle piccole cose accantonate che la polvere della dimenticanza ricopre e che Guerzoni, con garbo e
delicata confidenza, svela. Se sai chiedere alla polvere, la polvere risponde. Le sue tele racchiudono intime
architetture che nessuno tempo potrà cancellare per il semplice fatto che ci appartengono. Sono architetture
lievi ma importanti, delicate e sagge. Ricordano i muri di certe case vecchie, dove le crepe e le croste sono
testimoni e testimonianze preziose, belle come lo sono le rughe delle donne, piene di vita dentro.
Programma:
Ore 11,00 Sala Sinodale palazzo dei Vescovi
Presentazione del libro di Guerzoni “OEuvre. Appunti per un manuale pittura” (Skira).
Con interventi di Silvia Evangelisti curatrice della mostra, i poeti e critici P. F. Iacuzzi e Alberto Bertoni. A
seguire inaugurazione nella Sala Arazzo Millefi ori del tappeto “Motivi Vaganti”
Ore 18,00 MEVannucci via della Provvidenza, 6
opening Franco Guerzoni “Chiedi alla polvere” A cura di Silvia Evangelisti La mostra terminerà 19
maggio 2018
Breve Bio Guerzoni
Franco Guerzoni è nato nel 1948 a Modena. All’inizio degli anni settanta utilizza la fotografi a come
strumento di rappresentazione, del 1972 sono i suoi “Affreschi”, del ‘73 le sue ”Archeologie” seguite dalle
“Antropologie”, ricerca legata agli aspetti della stratifi cazione culturale e all’idea di “antico” come perdita.
Negli anni ottanta è impegnato nella realizzazione di grandi carte parietali che indagano l’idea di una
geografi a immaginaria, “Carte di viaggio”, “Grotteschi” e “La parete dimenticata”, alla fi ne degli stessi
anni lavora sulla superficie intesa come profondità. Presenta “Decorazioni e rovine” in una sala personale
alla Biennale di Venezia del 1990. Da allora continua, attraverso grandi cicli di opere, la sua indagine sul
tempo e sulla poetica della rovina, una sorta di archeologia senza restauro. Dal 2006, in seguito al
disoccultamento di un corpo di lavori realizzati con l’uso del mezzo fotografi co dall’autore negli anni
settanta, presenta alla GAM di Torino “Paesaggi in polvere”, da allora alle sue ricerche si affi anca una
vera e propria attività di ricongiunzione o di trasferimento che va dal dipinto alla parete vera e propria,
inseguendo il sogno che congiunge i tentativi precedenti rivolti alla creazione di una sorta di bassorilievo,
costante in tutto il suo lavoro, verso una idea di scultura lieve fi glia della nuova attenzione al muro.
Quindi la “Parete dimenticata” diviene la reale sede privilegiata del suo più attuale lavoro.
 
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