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arte contemporanea, collettiva GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA RAFFAELE DE GRADA ​ Via Folgore Da San Gimignano 11 San Gimignano 53037

San Gimignano (SI) - dal 6 aprile al 7 ottobre 2018

Man Ray – Wonderful visions

Man Ray – Wonderful visions
Violon d’Ingres (Kiki), 1924
fotografia / photograph
new print, 1980
© Man Ray Trust by SIAE 2018
 [Vedi la foto originale]
GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA RAFFAELE DE GRADA
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Oltre cento immagini fotografiche di Man Ray, in mostra alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano, dall’8 aprile al 7 ottobre 2018, ci consentono di rileggere il lavoro fotografico di uno dei più significativi artisti del XX secolo
orario: 1 Aprile - 30 Settembre: 10.00 - 19.30 1-7 Ottobre: 11.00 - 17.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: € 9,00 Intero; € 7,00 ridotto
vernissage: 6 aprile 2018. su invito
ufficio stampa: CIVITA GROUP
curatori: Elio Grazioli
autori: Man Ray
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
Oltre cento immagini fotografiche di Man Ray, in mostra alla Galleria d’Arte Moderna e
Contemporanea di San Gimignano, dall’8 aprile al 7 ottobre 2018, ci consentono di rileggere il
lavoro fotografico di uno dei più significativi artisti del XX secolo.
Universalmente noto come artista dadaista e surrealista, Man Ray è stato uno dei più grandi fotografi
del XX secolo. Sperimentatore instancabile, ha reinventato tutto ciò che ha toccato: così come ha
rielaborato l’invenzione dei readymades dell’amico Marcel Duchamp, trasformandoli in “oggetti
d’affezione”, altrettanto ha trasformato la fotografia in “fotografia d’affezione”, cioè a
funzionamento simbolico invece che a pura registrazione. Allora ogni soggetto che ha fotografato ha
saputo trasformarlo, trasfigurarlo, caricarlo di senso proprio: i ritratti, gli autoritratti, i nudi, gli still
life, le composizioni più complesse, ma anche la fotografia di moda, quella di pubblicità. Per non
parlare delle reinvenzioni di tecniche particolari come il fotogramma, ribattezzato rayograph e
sublimato surrealisticamente, e la solarizzazione, attraverso la quale ha restituito l’aura ai ritratti e ai
corpi.
Scrive Elio Grazioli, il curatore della mostra: “L’affezione è ciò che crea il mistero, è il sentimento
segreto che resta enigmatico al di là dello svelamento simbolico, è una dimensione privata in più di
cui si carica l’oggetto, fotografia compresa, e lo sguardo, che si fa ‘incantato’”. Man Ray trasforma
ogni immagine in un enigma che indica come nel reale, anche il più abituale, sia nascosto un mistero.
Tutto diventa strano, inconsueto, inatteso e si carica di un senso imprevisto, un significato non
riconducibile a una formula, a un messaggio, ma sospeso, straniante, che conserva la sua
enigmaticità. Anche un abito, un cappello, un accessorio diventa un punto di domanda sul corpo, sul
volto, sul braccio su cui è posato.
La mostra testimonia, nelle sue tappe fondamentali e attraverso alcune delle opere più famose, il
Man Ray fotografo, ma finalmente con un taglio particolare, solo apparentemente dato per acquisito
ma in realtà sempre rimesso in discussione, ovvero quello che afferma l’equivalenza tra il fotografo
artista, quello di moda, di pubblicità, di fotografia pura. Ciò che accomuna e lega in un unico gesto
creativo è lo sguardo, quello che trasforma tutto in “meravigliose visioni”.

Le oltre cento immagini fotografiche sono allora esposte come facenti parte di un unico percorso
unitario e perciò disposte in ordine cronologico, per rimandare non ai generi e alle funzioni ma a
quell’unico sguardo da cui nascono realmente.
Poeticamente ha scritto: “Ho tentato di cogliere le visioni che il crepuscolo o la luce troppo viva, o la
loro fugacità, o la lentezza del nostro apparato oculare sottraggono ai nostri sensi. Sono rimasto
sempre stupito, spesso incantato, talvolta letteralmente ‘rapito’”. Era per un’occasione speciale, ma
forse è una sorta di dichiarazione di principio.
La mostra è promossa dai Musei Civici di San Gimignano, curata da Elio Grazioli e prodotta da
Opera-Civita con la collaborazione della Fondazione Marconi.
 
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