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arte contemporanea, collettiva GALLERIA IL COLLEZIONISTA ​ Via Rasella 132 Roma 00187

Roma - dal primo al 14 giugno 2018

Rikke Line Andreasen - Border line. Le distorsioni del contemporaneo

Rikke Line Andreasen - Border line. Le distorsioni del contemporaneo
#2 Self Defens on Sale
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GALLERIA IL COLLEZIONISTA
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Rikke Line Andreasen è un’artista che ama le grandi città vibranti di vita, i rumori, le luci, la musica, il cibo, le architetture e le persone di differenti culture.
Cresciuta in una piccola città circondata dalle foreste soffre quando vede come riusciamo a ditruggere il nostro pianeta.
orario: da lunedì a venerdì ore 10.00-12.30 e 16.30-19.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 1 giugno 2018. ore 19.00
curatori: Roberto e Gabriele Giuliani
autori: Rikke Line Andreasen
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Rikke Line Andreasen è l’artista che osa gettare lo spettatore in pasto alla cruda realtà nella quale noi contemporanei siamo immersi. Un mondo sempre più smart, easy; sempre più fluttuante e interconnesso dove tutti risultano infine sempre più soli. Rikke gioca con i forti contrasti che questo mondo ci offre, molti dei quali sono causati dalla stessa mano umana, strisciante, ambiziosa, avida di potere e mai paga. Le sue immagini offrono intensi spunti di riflessione per comprendere ciò che sembra già evidente, ovvero la profonda incapacità di comunicazione e l’incoerenza a cui la nostra società sembra essere approdata. Attraverso l’utilizzo di colori accesi, ai limiti di un mondo pop fatto di plastica industriale, Rikke mette in scena il teatro del quotidiano fatto di contrasti e incongruenze. Barbie stereotipate che imbracciano un fucile, vegetazioni spoglie, foreste inquinate da rifiuti tossici. Il nostro universo procede verso le derive e le sue immagini ne sono una forte denuncia, in apparenza celata dietro l’uso di modelli vuoti, pubblicitari, ma che rivelano una profonda preoccupazione per il nostro procedere. Sono temi cari all’artista che da sempre vive spostandosi tra le grandi realtà urbane, le megalopoli del contemporaneo, dove gli spunti a cui attingere per la rappresentazione della varietà umana sono infiniti. Le luci, il traffico, la gente sempre affannata, e poi i semafori, pedoni e automobilisti, rumore, luci, ombre, buio di metropoli che non riposano mai e inghiottono tutto quanto si frappone nella folle corsa urbana. La quotidianità messa a nudo, dove i corpi vengono usati come carne da riciclo e gli incontri sono scambi disamorati. La natura umiliata, e, dall’altra parte, i non sensi di città che segnano il passo tra tradizione e voglia di rinnovamento, dove tuttavia manca ancora una certa libertà espressiva della persona. Un universo di manichini che l’artista fa sfilare sul palcoscenico del mondo feroce, all’interno dell’arena del quotidiano dove tutto è lotta, affermazione e dove se ti fermi non sei più nessuno. Un mondo border line. Il nostro mondo, del quale siamo i diretti responsabili del tipo di futuro che lasceremo a chi verrà dopo di noi. La sfida è aperta e Rikke fa uso potente dell’unica arma che non lascia scampo. Il potere dell’immaginazione e l’impatto visivo con la cruda realtà delle cose, così come esse appaiono. Senza patine, senza lucide immagini satinate. L’uomo e il suo essere solo in un mondo sempre più affollato.
 
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