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arte contemporanea, collettiva FONDAZIONE PRADA ​ Via Antonio Fogazzaro 36 Milano 20135

Milano - dal 14 giugno al 22 ottobre 2018

Slight Agitation 4/4: Laura Lima

Slight Agitation 4/4: Laura Lima
© Fondazione Prada / Ph. Roberto Marossi | Slight Agitation 4/4: Laura Lima
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FONDAZIONE PRADA
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Fondazione Prada presenta “Slight Agitation 4/4: Laura Lima”, il quarto e ultimo capito del progetto espositivo concepito dal Thought Council di Fondazione Prada, attualmente composto da Shumon Basar, Elvira Dyangani Ose e Dieter Roelstraete.
vernissage: 14 giugno 2018. h 19-21
curatori: Elvira Dyangani Ose
autori: Laura Lima
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Dal 15 giugno al 22 ottobre 2018 Fondazione Prada presenta “Slight Agitation 4/4: Laura Lima”, il quarto e ultimo capito del progetto espositivo concepito dal Thought Council di Fondazione Prada, attualmente composto da Shumon Basar, Elvira Dyangani Ose e Dieter Roelstraete.

“Slight Agitation” è un progetto in quattro capitoli che comprende opere site-specific commissionate per l’occasione ed esposte negli spazi della Cisterna all’interno della sede milanese di Fondazione Prada. I primi tre capitoli hanno visto come protagonisti Tobias Putrih (Slovenia, 1972), Pamela Rosenkranz (Svizzera, 1979) e il collettivo austriaco Gelitin, e ora proseguono con l’ultima installazione dell’artista brasiliana Laura Lima.

Il progetto presentato da Laura Lima segue rispettivamente l’installazione di Putrih, che si è confrontato con le idee di gioco, politica ed emancipazione; l’intervento di Rosenkranz che ha offerto ai visitatori un’immersione multisensoriale in una nuova percezione di fisicità e collettività; e il progetto di Gelitin, focalizzato sugli archetipi dell’architettura classica di cui ha sovvertito la retorica e le componenti monumentali. Con “Horse Takes King” (Cavallo mangia re) Laura Lima presenta un esperimento eccentrico nel quale cerca di alterare i sensi che determinano la nostra percezione, installando negli spazi della Cisterna tre grandi sculture che costituiscono altrettante espressioni di un sistema tassonomico all’apparenza assurdo.

Il titolo dell’intervento è un chiaro riferimento al gioco degli scacchi, capace di creare uno spazio illusorio in cui gli spettatori possono muoversi liberamente pur non essendo a conoscenza di un contesto più ampio che spiegherebbe l’intento dell’artista.

Le opere in mostra, Bird (2016), Pendulum (2018) e Telescope (2018), invitano l’osservatore a elaborare ciò che in termini astronomici è definito “sizigia”, una configurazione in linea retta di tre corpi celesti in un sistema gravitazionale. Nel caso specifico, le connessioni tra gli elementi esposti non si possono ridurre a una definizione univoca. “Horse Takes King” crea infatti un contesto specifico nel quale le tre sculture realizzate dall’artista assumono ruoli diversi in uno stesso gioco: l’uccello diventa il cavallo, la classe di astronomia è uno spazio dedicato all’indagine collettiva e il pendolo è la sfida. Il re, figura immaginaria e centrale del gioco, è una presenza immateriale, rappresentazione di un potere universale che si identifica nell’avversario.

Come spiega la curatrice Elvira Dyangani Ose “si tratta di un gioco situazionale che chiarisce come alla base di ‘Horse Takes King’ vi sia il linguaggio della patafisica, ovvero la legge che governa le eccezioni, una scienza impossibile da definire. Secondo il suo ideatore – il poeta e drammaturgo francese Alfred Jarry – comprendere la patafisica significa non riuscire a comprenderla. Tentare di darne una descrizione è l’errore fondamentale. Analogamente, il lavoro di Lima prende in prestito l’inutilità di un gioco di possibili impossibilità per dare vita a un’opera che rifiuta ogni interpretazione. Siete tutti invitati: la partita è cominciata.”
Nella sala centrale della Cisterna è installato Pendulum (2018), un meccanismo che riproduce il movimento del pendolo di Foucault e alla cui estremità è fissato un dipinto. Il pubblico è invitato fare delle ipotesi sull’origine della tela.
Nello spazio a sinistra c’è Telescope (2018), un’installazione verticale che ospita una classe di astronomia. Al primo livello si svolgeranno ogni giorno alle 12.30 e alle 17 due seminari di astronomia della durata di mezz’ora, ideati dagli scienziati dell’Officina del Planetario, associazione che si occupa della programmazione del Civico Planetario di Milano. Al livello superiore, è installato a un’altezza di circa 10 metri un telescopio rivolto verso il cielo, fruibile dal pubblico sotto la guida di un astronomo.

L’ambiente di destra della Cisterna ospita Bird (2016), realizzato in collaborazione con l’artista brasiliano Zé Carlos Garcia. La scultura rappresenta un enorme animale che sembra essere caduto dal cielo e piombato nello spazio espositivo per puro caso.
La combinazione di queste tre opere negli ambienti espositivi mette in discussione la natura del coinvolgimento dei visitatori in uno spazio e in un luogo stimolandone la percezione: l’artista esplora i confini tra immaginario e reale per sottolineare la componente poetica e assurda intrinseca a ciò che è reale solo in apparenza.

Il titolo del progetto – “Slight Agitation” – è ispirato all’espressione “une légère agitation” utilizzata dallo storico francese Fernand Braudel per descrivere il movimento della marea. Questa metafora è stata il punto di partenza in base al quale il Thought Council ha concepito interventi di artisti con pratiche sensibilmente diverse in termini filosofici e materiali, ma tutti accomunati dalle interferenze e dal dialogo con il contesto spaziale della Cisterna e dalla volontà di utilizzare la propria opera per influenzare l’esperienza fisica del visitatore attraverso tutti i sensi.
Laura Lima (Brasile, 1971) nasce nella regione rurale di Governador Valadares, in Brasile.
Si trasferisce quando è ancora molto giovane a Rio de Janeiro, dove ancora oggi vive e lavora. Dopo la laurea in Filosofia alla Universidade do Estado do Rio de Janeiro
negli anni Novanta, ha studiato arti visive alla Escola de Artes Visuais do Parque Lage, sempre a Rio de Janeiro. Nel 1999 ha fondato Organism RhR (Representative hyphen Representative) di cui è stata anche il primo amministratore. In questa veste ha promosso la creazione di una classificazione e di un archivio delle attività del gruppo, includendo concetti come la filosofia del nulla, il non funzionale, il vuoto e il fallimento. Laura Lima è stata insignita nel 2006 del premio Marcantonio Vilaça e nel nel 2014 del BACA (Bonnefanten Award for Contemporary Arts, Olanda). L’artista è stata nominata per il premio Francophone nel 2011 e per l’Hans Nefkens nel 2012. Lima ha presentato numerose mostre personali in diverse istituzioni in tutto il mondo, tra le quali: Museu de Arte da Pampulha, Belo Horizonte, Brasile; Museo de Arte Moderno de Buenos Aires, Argentina; MUAC, Città del Messico, Messico; Migros Museum für Gegenwartskunst, Zurigo, Svizzera; Casa França Brasil, Rio de Janeiro, Brasile; Fundação Eva Klabin, Rio de Janeiro, Brasile; Bonniers Konsthall, Stoccolma, Svezia; Bonnefantenmuseum, Maastricht, Olanda; SMK-National Gallery of Denmark, Copenhagen, Danimarca e CCA, U-jazdowski Castle, Varsavia, Polonia.
 
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