La Dea ignota 3065 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
17/07/2018
Sergio Mattarella ospite speciale per la mostra dell'Istituto Garuzzo a Tbilisi
17/07/2018
La tua zona living floreale, con la carta da parati di Frida Kahlo
17/07/2018
Una immersione virtuale tra i beni archeologici sommersi del Mediterraneo
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva GASPARELLI ARTE CONTEMPORANEA ​ Via Arco D'augusto 74 Fano 61032

Fano (PU) - dal 30 giugno al 22 settembre 2018

La Dea ignota

La Dea ignota
William Blake "I found him beneath a Tree"
 [Vedi la foto originale]
GASPARELLI ARTE CONTEMPORANEA
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Arco D'Augusto 74 (61032)
+39 3381952791 , +39 3404751641
info@gasparelli.com
www.gasparelli.com
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

In una villa d'epoca del primo Novecento l'arte contemporanea e la scultura antica dialogano sui temi della Donna Angelicata, che dallo stilnovo poetico di Dante giunge alla viva speculazione di Scaligero attraversando l'immaginario di Blake e il mito del fiore di mandragora in cui la Donna riappare
orario: su appuntamento al numero 3404751641
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 30 giugno 2018. ore 18 Villa Severini, via Roma 69, Fano (PU)
curatori: Rodolfo Gasparelli
autori: Anonimo dell'Italia centrale sec. XVII, Anonimo ligure sec. XV, Anonimo lombardo sec. XVI, Anonimo Scuola lombarda sec.XV, Carloni/Franceschetti, Francesco Bocchini, Giacinto Cerone, Federico Guerri, Angela Maltoni, Mad Meg, Mirco Tarsi, Erich Turroni, Verter Turroni, Silvia Vendramel, Mattia Vernocchi
patrocini: Comune di Fano Assessorato alla Cultura e Turismo
note: Concept: Gasparelli Arte Contemporanea in collaborazione con B&Facchini Antique Gallerie
Fonti: Dante Alighieri, William Blake, Hugo Rahner, Massimo Scaligero
genere: arte moderna e contemporanea, collettiva

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

 
comunicato stampa
All'uomo ellenico, che proviene dal mistero, preme di salire dalle tenebre verso la luce, e questo ardente desiderio, il cristiano lo trovò adempiuto “nello splendore della luce dei figli di Dio”. Ma l'ascesa è faticosa, perché trasformatrice. In essa si compie quel processo di purificazione come “guarigione dell'anima”: e ciò, sotto il velame dei simboli dei “fiori curativi dell'anima”, il moly e la mandragora, di cui bisbigliava il mito antico e dietro ai quali il cristiano presagiva la verità sua. Infatti nella bruna radice e nel fiore luminoso di quelle piante simboliche gli antichi videro profondamente simboleggiato quell'intimo dissidio dell'anima con se stessa, che richiede d'esser sanato.

La pianta più straordinaria è indubbiamente l'uomo medesimo: con una parte robusta della sua natura egli è radicato nell'oscurità dell'elemento terrestre,
e solo dalle forze e dagli umori che circolano in quella bruna radice ha di che far espandere verso il cielo il fiore bianco della sua luminosa consapevolezza. Perciò vi sono rizotomi delle anime, i quali ci mostrano come da una nera radice ci si trasformi in un niveo fiore, ma ci insegnano pure che nel fiore baciato da Helios opera sempre la forza primigenia, che sale dalla radice verso la misteriosa legge degli spiriti. L'uomo è l'uno e l'altro: radice e fiore.
Sta continuamente fra Urano e Gaia, fra Helios e Chthon, fra Hermes e Circe.
E' un po' di tutto. Quel che in lui è di luminoso non è mai senza la linfa che sale dall'oscurità; ma a lui solo, in compenso, è dato rischiarare sempre di più le tenebre della sua radice terrestre con la luce attinta dal sole.
(Hugo Rahner “ Miti greci nell'interpretazione cristiana” edizioni EDB)
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram