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arte contemporanea, collettiva ARIANNA SARTORI ARTE & OBJECT DESIGN ​ Via Ippolito Nievo 10 Mantova 46100

Mantova - dal primo al 13 settembre 2018

Patrizia Minelli - La Gioia si fa Arte

Patrizia Minelli - La Gioia si fa Arte

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ARIANNA SARTORI ARTE & OBJECT DESIGN
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Via Ippolito Nievo 10 (46100)
+39 0376324260
info@ariannasartori.191.it
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Per Patrizia Minelli l’arte è indispensabile espressione della gioia di vivere, esplorata in modalità, tempi e contesti differenti. Ciò che da sempre la anima è una profonda inesauribile curiosità declinata nella ricerca sperimentale di materiali e loro combinazioni.
orario: da lunedì a sabato 10-12.30 / 16-19.30. sabato 9.00-19.30
domenica 9 settembre 15.30-19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 1 settembre 2018. ore 18
catalogo: in galleria. testo critico di Flavio Caroli
curatori: Arianna Sartori
autori: Patrizia Minelli
note: Durante la mostra il catalogo sarà a disposizione del pubblico ad offerta libera, che verrà interamente devoluta alla Onlus Casa del Sole di San Silvestro (Mantova)
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Per Patrizia Minelli l’arte è indispensabile espressione della gioia di vivere, esplorata in modalità, tempi e contesti differenti. Ciò che da sempre la anima è una profonda inesauribile curiosità declinata nella ricerca sperimentale di materiali e loro combinazioni.
Flavio Caroli in catalogo ne ascrive l’ispirazione e gli intenti al “Magico Primario”, movimento artistico che all’inizio degli anni Ottanta ha cercato di recuperare il rapporto diretto con l’immagine, fuggendo il metalinguaggio dell’arte concettuale, rivitalizzando la potenza e la profondità di quegli elementi archetipici, che in fondo rappresentano dall’antichità il nostro vocabolario inconscio di segni e significati.
Non stupisce allora che spesso alle sue opere sia associato un motto, che diviene esortazione solerte ma sempre amorevole.
Di palpabile nell’attività della pittrice si evidenzia un’innata vitalità, capace di indirizzarla sempre a nuove sfide facendo della sua carriera trentennale un’evoluzione continua, cavalcando la figurazione e al contempo la fisicità oggettuale delle sue creazioni.
Dalle nature morte iperrealiste alla citazione colta del passato, dall’imitazione dell’oggetto alla fisicità del medesimo, fino alle scatole magiche, alle meravigliose geometrie della natura, alle librerie scrigni di rotoli e cultura, ai motti stagliati su autorevoli profili. L’elemento sapienziale ritorna come costante melodia a ricordarci, così come accadeva agli antichi greci davanti al tempio di Apollo a Delfi, di conoscere noi stessi ed evitare gli eccessi. Grazie a questa ricca mostra ci è dato, indubbiamente, di conoscere, se non noi stessi, almeno la poetica di questa straordinaria e gioiosa “donna dell’arte”.


Cari bambini,
avete mai raccolto qualcosa di apparentemente inutile e al contempo straordinario ai vostri occhi? Avete mai reinventato una storia combinando oggetti trovati, quasi per caso? Patrizia fa questo: dà una nuova narrazione e una nuova vita a ciò che sembra non averne più. Ad esempio, nell’opera che vedete in alto i ciuffetti verdi che accompagnano gli gnomi sono in realtà dei ricci di castagne svuotati, essiccati e dipinti. L’artista costruisce scatole magiche, librerie insolite, dispense fantastiche di rotoli che custodiscono chissà quali parole incantate. Non è facile lasciarsi affascinare dalla bellezza e saperla tradurre attraverso il lavoro delle mani e del cuore. Lei ci riesce, restituendoci la meraviglia che (forse) lei stessa ha provato nella scoperta. Spesso vi associa motti, con la speranza che possano essere d’aiuto alla conquista della serenità. L’ingrediente principale con cui impasta le sue opere è la gioia. La gioia di fare, di vivere, d’imparare e di essere. E poi tanta abilità e tanta fantasia. La stessa che avete voi bambini, che siete capaci di creare con poco mondi avventurosi. L’arte è questo: trovare l’eccezionale in ciò che non sembra esserlo…



REALIZZIAMO UNO SPECIALE SEGNALIBRO?!
Mostra-evento collaterale del Festivaletteratura 2018
Laboratorio a quattro mani con Patrizia Minelli / Venerdì 7 settembre dalle ore 18 (per adulti)
Creare assieme per condividere conoscenze. Questo potrebbe essere un altro motto di Patrizia Minelli, che offre il proprio tempo e la propria esperienza al pubblico, per realizzare a “quattro mani” un segnalibro del tutto speciale. Una metà confezionata da lei sarà ultimata dai partecipanti, che decoreranno un piccolo libro da incollare sull’altro capo del nastrino.
Ciò che ne uscirà, sarà un insolito segnalibro, che ciascuno potrà conservare e portare a casa, custodendo memoria non solo della mostra ma soprattutto della piacevole esperienza creativa vissuta in compagnia.
Sarà disponibile la traduzione in inglese e spagnolo da parte di Irene Spiritelli e Cristina Minelli.
L’attività è gratuita e dura circa quindici minuti a gruppo. Occorre però prenotare in galleria, anche telefonicamente, a partire dal 28 agosto.






Patrizia Minelli mantiene viva la lezione della Poesia Visiva, collocandosi sulla strada aperta da Eugenio Miccini, suo insegnante all’Accademia Cignaroli di Verona. La pittrice combina con intelligenza immagine e testo, raggiungendo esiti formali inediti ed efficaci.
Nella sua carriera trentennale ha sempre optato per la ricerca di nuove modalità di espressione, associando allo studio dei classici una interpretazione sagace della contemporaneità. Con disinvoltura ha utilizzato le tecniche pittoriche antiche, associandole ai più moderni collage polimaterici tridimensionali.
Ha esplorato le relazioni tra arte e follia, tema della sua tesi di Accademia, continuando poi un percorso d’indagine sui destinatari più piccoli, i bambini, credendo fermamente nella funzione sociale e pedagogica che l’arte può e deve avere. A tal fine ha redatto la “Carta dei diritti del bambino creativo”, prontuario gioioso pensato per l’infanzia ma in realtà estendibile a ciascuno di noi.
Perché di fatto, nell’arte di Patrizia Minelli, coi rotoli di papiri e pergamene spesso presenti nelle sue opere, c’è l’amore per la cultura e la conoscenza e dunque anche per l’umanità, che del sapere dovrebbe sempre essere desiderosa e grata.
 
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