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arte contemporanea, collettiva GALLERIA SPAZIOGRAFICO ​ Via Carlo Goldoni 20 Massa Marittima 58024

Massa Marittima (GR) - dal primo al 14 settembre 2018

Carlo Tardani - Il viaggio circolare

Carlo Tardani - Il viaggio circolare
GALLERIA SPAZIOGRAFICO
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Via Carlo Goldoni 20 (58024)
+39 0566 940215
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L’autore con questa mostra interpreta “la curiosità della partenza e la gioia del ritorno”, portandoci “dentro” il suo viaggio in treno, luogo e momento fatto d'incontri e di scoperte… un viaggio da non perdere, documentato con empatia e poesia attraverso scatti in b/n
orario: tutti i giorni ore 16.00 / 19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 1 settembre 2018. ore 18.30
curatori: Gian Paolo Bonesini
autori: Carlo Tardani
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
"La curiosità della partenza e la gioia del ritorno" sintetizzano egregiamente questa mostra.
L'autore aveva sempre creduto che usare il treno per i suoi spostamenti non si addicesse al suo stile di vita... troppa fretta, troppo stress dovuto ad orari e coincidenze…
E si sbagliava.
Ultimamente, per vari motivi, ha incominciato a utilizzare questo mezzo e ha fatto una scoperta strabiliante.
I treni sono il luogo ed il momento del viaggio, un'occasione particolare di scoperta, d'incrocio e d'incontro di tante persone diverse e le stazioni sono posti sempre nuovi che meglio descrivono il mutamento multietnico che sta attraversando anche la nostra società.
Curiosità, eccitazione per la partenza, la prospettiva di nuove esperienze; oppure, all'opposto, calma, serenità, piacere per il rientro a casa.
Questa mostra vi porta dentro il viaggio di Carlo Tardani…
Fate il biglietto.. si parte!

TARDANI PRESENTA IL SUO LAVORO
La mostra è in bianco e nero perchè è il genere che da sempre prediligo, perché penso che la mancanza di “distrazione cromatica” del colore permette di focalizzare l’attenzione sul soggetto principale della foto.
La mancanza del colore mette immediatamente a nudo il contenuto e la forma comunicativa del proprio stile personale.
Sono sempre stato convinto che la scelta del BW debba far parte dell’esperienza di ogni fotografo per sviluppare quella ricerca fondamentale che e’ alla base della fotografia:lo sviluppo del proprio linguaggio espressivo.
Poi, con l’avvento del digitale, nel colore tutto si mescola e diventano labili i confini tra fotografia e grafica dove il dubbio regna sovrano…fu vera foto oppure costruita?
Il BW invece è un mondo che non esiste, una realtà sconosciuta ai nostri occhi, è di per sè una scelta creativa ed è questo che voglio fare con la fotografia.
Quindi, nessuna scelta ideologica contro il colore (che tra l’altro pratico abbondantemente, basta guardare la mia galleria in flickr) ma oggi siamo immersi in una società che comunica suggestioni attraverso l’uso dell’immagine e del colore; allora c’è bisogno di persone che filtrino la realtà, isolandone l'essenza e la mescolino ai loro pensieri.
Pratico il foto-racconto e l'Urban Street perchè nella mia esperienza ho compreso che per fare foto non occorre andare verso mete lontane ma nei luoghi che quotidianamente frequentiamo. In strada ci sono decine e decine di persone che parlano, gesticolano, camminano e che all'apparenza non sembrano avere niente di straordinario da trasmettere.
Come in un movimento carsico anche noi ci lasciamo trasportare senza un'idea precostituita, sapendo che qualcosa, alla fine, catturerà la nostra attenzione.
Noi cerchiamo di essere lì, qualche volta indignati, spesso affascinati, sempre curiosi, sapendo che le foto sono intorno a noi, basta saperle accogliere a braccia aperte.
 
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