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arte contemporanea, collettiva LE MURATE. PROGETTI ARTE CONTEMPORANEA ​ Piazza Delle Murate Firenze 50122

Firenze - dal 13 settembre al 3 novembre 2018

Paolo Masi - Qui

Paolo Masi - Qui

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LE MURATE. PROGETTI ARTE CONTEMPORANEA
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Piazza Delle Murate (50122)
+39 0552476873
info.pac@muse.comune.fi.it
www.lemuratepac.it
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importante mostra monografica composta da dodici opere monumentali
appositamente concepite e realizzate per gli spazi delle Murate.
orario: dal martedì al sabato ore 14.30-19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 13 settembre 2018. ore 18.00 su invito
autori: Paolo Masi
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Dall'incontro tra Le Murate. Progetti Arte
Contemporanea e Paolo Masi nasce un progetto site specific, che l'artista
fiorentino ha voluto dedicare a questo luogo unico, spazio della memoria,
della prigionia, della reclusione volontaria ma anche coatta. Nasce così
“Qui. Paolo Masi” (dal 14 settembre al 3 novembre 2018) importante
mostra monografica composta da dodici opere monumentali
appositamente concepite e realizzate per gli spazi delle Murate.
Il progetto espositivo nasce da un confronto diretto fra artista, ambienti e
storia del complesso cittadino nel segno di una nuova produzione. L’ex
complesso carcerario è riletto da Masi come luogo della memoria legato
alla reclusione, sia essa volontaria, quale convento, o coatta, come carcere.
Le opere esposte coinvolgono l’intero complesso monumentale, dagli
spazi interni de Le Murate. Progetti Arte Contemporanea agli spazi
pubblici del complesso come la facciata, la fontana di Piazza Madonna
della Neve o l’interno del Semiottagono. La relazione con gli spazi del
distretto culturale delle Murate rende questo progetto una grande opera
pubblica che riflette sulla storia di questo particolare brano di città.
L'esposizione, organizzata da Mus.e e prodotta da Le Murate. Progetti
Arte Contemporanea in collaborazione con Frittelli Arte Contemporanea
rientra nel Progetto RIVA 2018 curato e diretto da Valentina Gensini. Il
progetto Riva è realizzato in co-progettazione e con il contributo del
progetto Sensi Contemporanei nell'ambito dell'accordo di programma
quadro tra Regione Toscana, Mibac Direzione Generale Cinema e Agenzia
per la Coesione Territoriale.
Le ex celle saranno interessate da una serie di installazioni site specific
invitando il visitatore ad una riflessione sul concetto di reclusione e
meditazione. Le opere – che l’artista ha concepito utilizzando materiali
volutamente “duri” come chiodi o lana d’acciaio oppure graffiando e
“segnando” le pareti del complesso - tradiscono interventi sia di matrice
cromatica che di origine materica, in coerenza con il percorso artistico
lungo e strutturato che ha caratterizzato l’intera produzione dell’artista.

Gli interventi sullo spazio divengono così marcatori concettuali, in una
ricerca serrata e coerente che ripercorre pratiche sperimentali avviate
negli anni Settanta in modo nuovo e con una fragranza autentica,
rigorosamente misurata con lo spazio. Sono presentati inoltre, 2 cicli
inediti di Polaroid, uno dedicato alle Murate, spazio di isolamento e
riflessione, l’altro al fiume Arno, luogo libero e mutevole, memoria di un
mondo e di una vita esterna.
“Quello che mi ha colpito è stato il fascino del luogo, dove le pareti in
pietra hanno evidente il passaggio delle tante presenze tra monache di
clausura e prigionieri – ha detto Paolo Masi - . Attraverso le polaroid ho
cercato di riportare questa visibilità emozionale. La mostra è centrata
sull’evidenziare la particolarità di questo spazio, diverso da una galleria e
da un museo, che essendo luogo di produzione consente alla
immaginazione di esprimersi in maniera libera e totale. Già dalla mia prima
visita, ho deciso di concretizzare sentimenti ed emozioni su due piani
diversificati: quello drammatico, al terzo piano, dove le celle sono legate
da un racconto estremamente costrittivo; mentre al piano inferiore, il
bianco della parete incisa, i due grandi cartoni e le tre carte piegate,
riportano a una geometria alternativa al senso di chiusura fisica espressa
dalla funzionalità originaria del luogo”.
“Questo progetto espositivo rappresenta un unicum sia nel lavoro di Paolo
Masi che nella programmazione de Le Murate. Progetti Arte
Contemporanea: per la prima volta siamo interamente “occupati” da un
articolato lavoro site specific che interessa sia il centro di produzione e
residenza, sia le altre strutture del complesso monumentale, coinvolgendo
le facciate degli edifici principali – ha spiegato Valentina Gensini, direttore
artistico de Le Murate. Progetti Arte Contemporanea e curatrice della
mostra -. La produzione ha impegnato il centro e la galleria Frittelli per
mesi di lavoro e di residenza dell’artista. Masi rinuncia dunque ad ogni
velleità espositiva per misurare il lavoro all’ambiente delle Murate,
accogliendo nell’opera stessa la memoria storica ed emozionale del luogo.
Una sfida importante e coraggiosa che ci spinge a ricreare una relazione
profonda con questi spazi secolari e anche con la nostra identità, che
predilige la residenza e la produzione quale modalità di approccio
profondo, socialmente ed eticamente impegnato, estraneo al consumo
culturale. Mi piace pensare che Le Murate, con la presenza sempre
maggiore di giovani, abbiano accolto un grande senior e scelto di abitare
qualche mese con lui per riscoprire il senso profondo di questo luogo e di
modalità radicalmente alternative alla proposta culturale mainstream”.
“Il programma Sensi Contemporanei ha trovato a Le Murate. Progetti Arte
Contemporanea un terreno molto fertile – ha spiegato Lorenzo Canova,
intervenuto in rappresentanza di Alberto Versace, direttore dell’area

progetti e strumenti dell’Agenzia per la coesione territoriale della
Presidenza del Consiglio - che ha permesso di fare una sperimentazione
legata sia al rafforzamento della committenza pubblica sia alla creatività
condivisa con gli artisti e le istituzioni, che insieme hanno co-progettato
questo ed altri interventi”.
Paolo Masi, nato a Firenze nel 1933, è attivo dagli anni cinquanta. La sua
formazione passa prima da Milano, poi in Europa, dove l’artista si
confronta e viene a contatto con il lavoro dei grandi astrattisti europei dai
quali apprende lezioni di forte rigore formale. La produzione intrapresa
negli anni ’60 passa dalla realizzazione di opere astratto-geometriche per
approdare ad una sensibilità assoluta per il colore e negli anni ’70 alla
ricerca e l’utilizzo di nuovi materiali. I suoi lavori di questo periodo sono
caratterizzati dall’utilizzo del cartone ondulato. Sono degli anni ’80 i lavori
dove l’artista si dedica a un’appassionata ricerca sul colore in rapporto allo
spazio, realizzando opere dalle quali si desume la sua forte personalità
cromatica. Negli anni 2000 Masi si cimenta nell’utilizzo di nuovi materiali
come il plexiglas con il quale realizza opere di forme rettangolari o tonde
dai colori smaglianti. Dalle iniziali esperienze di pittura informale e
dall’astrattismo concreto Masi vanta un lavoro articolato, complesso e
diversificato sul piano tecnico-linguistico. Le sue opere divengono marcatori
concettuali del paesaggio e, come nel caso delle Polaroid, agiscono come
studio analitico sui codici urbani. La sua intensa attività è confermata e
riconosciuta sia in Italia che all’estero, con opere presenti nelle collezioni
del Mart di Rovereto, della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti di
Firenze e dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino, del Museo Pecci di Prato
e del Museo Novecento di Firenze. I suoi lavori sono caratterizzati da
un’incessante evoluzione sperimentale capace di coinvolgere anche gli
spazi urbani.
 
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