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arte contemporanea, collettiva GALLERIA CARTA BIANCA ​ Via Francesco Riso 72/b Catania 95128

Catania - dal 13 settembre al 4 ottobre 2018

No Solo Exposition

No Solo Exposition
The Big Picture, china su carta, cm100x150, 2016
 [Vedi la foto originale]
GALLERIA CARTA BIANCA
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Via Francesco Riso 72/b (95128)
+39 095433075 , +39 095505420 (fax)
info@galleriacartabianca.it
www.galleriacartabianca.it
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Nell'ambito della rassegna culturale Wondertime 2018, la galleria Carta Bianca fine arts presenta una mostra sul disegno contemporaneo con matite, acquarelli e tecniche miste di tre autori; Francesco Balsamo catanese, Riccardo Brugnone palermitano e Zuzanna Pernicova artista della Repubblica Ceca.
orario: lunedì - venerdì 17.00/20.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 13 settembre 2018. ore 19.00
autori: Francesco Balsamo, Riccardo Brugnone, Zuzanna Pernicova
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Nell'ambito della rassegna culturale Wondertime 2018, la galleria Carta Bianca fine arts presenta una mostra molto elegante sul disegno contemporaneo con matite, acquarelli e tecniche miste di tre autori; Francesco Balsamo catanese, ben conosciuto e stimato in città, Riccardo Brugnone palermitano, che espone a Catania per la prima volta e una giovane artista della Repubblica Ceca, Suzanna Pernicova che è stata recentemente ospite di una residenza d’artista alle falde dell’Etna.
Da Carta Bianca non sono mai state allestite delle collettive che spesso sono solo un numero a casaccio di opere e di artisti completamente diversi l’uno dall’altro, uniti nel migliore dei casi da un soggetto pretestuoso o peggio ancora solo dal formato delle opere esposte. Una collettiva ha una seria ragione di essere solo in rare occasioni, quando per esempio viene esposta una collezione privata così da comunicare le scelte del collezionista o la sua ragion d’essere, oppure quando si vuole dare una panoramica su una determinata corrente per testimoniare le ragioni concettuali o formali della stessa.
In questo caso si è trattato di un’ intuizione del gallerista e curatore della mostra Francesco Rovella che ha immaginato un dialogo fra tre autori che non solo operano con le stesse tecniche su carta, ma la loro sintonia va oltre e svela un sentire contemporaneo che ha il suo tono nella capacità di svelarci, attraverso rigorose scelte formali, pensieri, vibrazioni, memorie, il tutto però quasi sottovoce, come una affermazione di silenzio e meditazione che sottolinea l’esigenza o la possibilità di contrapporsi con sobrietà al rumore di fondo della società contemporanea.
Nelle opere dei tre artisti, che a volte si fa fatica a distinguere, c’è come una contrazione spazio tempo dove si alternano accelerazioni e frenate con un recupero di memorie pregresse e sospensione contemplativa. Si tratta di brani di esistenza, che però fuoriescono dalla griglia del conformismo per suggerire o svelare altre possibilità. La carta, evocando il senso della fragilità e dell’effimero si rivela così il supporto ideale. Un modo diverso di stimolare sguardi e pensieri diversi rispetto al sentire dei nostri tempi difficili. Il compito dell’arte, allargare gli orizzonti.
I disegni di Francesco Balsamo sono naturali e 'perplessi' mondi attraversati, forse mai del tutto compresi, se non grazie a una matita. Sparizioni e ritorni nello stesso spazio di una pagina. Una trama surreale, o, piuttosto, irreale, che lascia come uno spazio in sospeso. È che il tempo tiene male il tempo e il disegno è il fuori-schema di ogni storia.
Il lavoro di Riccardo Brugnone rimanda ad uno stato di sospensione, un’atmosfera silente che si manifesta per lievi passaggi tonali e che trova nella luce il suo punto focale.
 Punti di luce, nature morte, forme pure, zone di passaggio, schermi che indicano se stessi come fari puntati su un orizzonte buio, questi i soggetti delle opere che scandagliano narrazioni polisemantiche e frammentate.
Suzanna Pernicova disegna, dipinge e sovrappone lucidi trasparenti. Lo fa con metodo e ossessione, compila e riempie migliaia di fogli di taccuini che raccontano delle storie. Storie assolute, senza epoca, senza radici, eppure perfettamente condivisibili da ciascuno di noi. La narrazione scorre sempre sul filo di un tempo sospeso in cui le situazioni sono residui di memoria scene di vita vissuta da lei o dall’altro fuori di lei.
 
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