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arte contemporanea, collettiva TERME DI DIOCLEZIANO ​ Viale Enrico De Nicola 79 Roma 00185

Roma - dal 27 settembre 2018 al 20 gennaio 2019

Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento

Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento
© 2018 Museo delle Culture | Scultura raffigurante un’antenata, Oceania. Melanesia. Nuova Guinea. Lago Sentani. Area orientale. Villaggio di Asei, Fine XIX secolo, legno e pigmenti. Lugano, MUSEC - Collezione Brignoni
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TERME DI DIOCLEZIANO
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Viale Enrico De Nicola 79 (00185)
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La mostra, allestita nelle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, presenta al pubblico ottanta opere, tra sculture di grandi maestri del Novecento e capolavori di arte etnica.
vernissage: 27 settembre 2018. su invito
editore: ELECTA
curatori: Francesco Paolo Campione, Maria Grazia Messina
genere: arte moderna e contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento, allestita nelle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, presenta al pubblico ottanta opere, tra sculture di grandi maestri del Novecento e capolavori di arte etnica.

La mostra è concepita come un viaggio all’interno di aree tematiche, che corrispondono ai principali caratteri dell’esplorazione interiore che accomunò gli artisti del Novecento all’arte delle culture da cui presero spunto.

Un’arte rivelatrice di tensioni e bisogni profondi dell’individuo, in grado di entrare senza paura nel mondo del mito e nella sfera dell’utopia, anche quella politica. Almeno tre intere generazioni di artisti aderirono al Primitivismo, soprattutto in virtù di un percorso di ricerca personale.

Nel volgere di pochi decenni gli aspetti esteriori delle cose furono così travolti dall’irruzione d’inusitati generi d’arte, che non soltanto schematizzavano o deformavano i corpi, sino a renderli irriconoscibili, ma che – componendo insiemi prima ignoti – andavano in qualche modo autonomamente in cerca del proprio significato.

La scultura della prima metà del Novecento dovette combattere tenacemente per affermare che la fedeltà all’apparenza non poteva essere più considerata a priori la misura dell’arte. Sculture che, liberatesi definitivamente da ogni inibizione ideologica, incarnavano entità che cercavano un proprio principio di giustificazione. Fu un tormento che trovò nella materia stessa il suo fondamento primario e, al contempo, fu una liberazione che affrancò per sempre la scultura occidentale dal conformismo della fisionomia.

Il catalogo dell’esposizione edito da Electa, a cura di Francesco Paolo Campione e Maria Grazia Messina, comprende numerosi saggi e unaricca antologia sulle «arti primitive» viste dagli artisti e dagli intellettuali del Novecento, offrendo un’ampia e documentata visione multifocale dei significati e dei valori delle opere in mostra e, più in generale, del tema del Primitivismo nell’arte del XX secolo.
 
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