Brajo Fuso - Epifenomeni cromomaterici 3047 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
15/12/2018
A Milano, le case dei libri. Vendita, scambio e mostra, sul filo dell’arte
14/12/2018
L’universo in bottiglia. Ilaria Vinci si aggiudica l’ottava edizione del Menabrea Art Prize
14/12/2018
La casa sull'albero progettata dall'architetto Will Beilharz
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva FUTURISM&CO ​ Via Mario De' Fiori 68 Roma 00187

Roma - dall'undici ottobre 2018 all'undici gennaio 2019

Brajo Fuso - Epifenomeni cromomaterici

Brajo Fuso - Epifenomeni cromomaterici
Brajo Fuso, Straticromia, 1963
 [Vedi la foto originale]
FUTURISM&CO
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Mario De' Fiori 68 (00187)
+39 06 6797382
info@futurismandco.com
www.futurismandco.com
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Brajo Fuso (1899 - 1980), artista del riuso degli oggetti nella stagione dell’Informale italiano e del New Dada, stimato da critici come Giulio Carlo Argan e Andrè Verdet, è riproposto all'attenzione del mondo artistico insieme a opere di Burri, Fontana, Prampolini e Scarpitta
orario: dalle 14.30 alle 19.30 lunedì
dalle 11.30 alle 19.30 martedì - sabato
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 11 ottobre 2018. ore 18.00
catalogo: a cura di Andrea Baffoni e Giancarlo Carpi, Lantana Editore, Roma
curatori: Andrea Baffoni, Giancarlo Carpi
autori: Alberto Burri, Lucio Fontana, Brajo Fuso, André Masson, Mimmo Rotella, Salvatore Scarpitta, Antoni Tàpies
genere: arte moderna e contemporanea, collettiva

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

 
comunicato stampa
Brajo Fuso (1899 - 1980), artista eclettico e sperimentatore originalissimo della materia, e del riuso degli oggetti nella stagione dell’Informale italiano e del New Dada, stimato da critici e poeti come Giulio Carlo Argan e Andrè Verdet è qui riproposto all’attenzione del mondo artistico con una quarantina di opere storiche affiancate da opere di Alberto Burri, Lucio Fontana, Enrico Prampolini, Andrè Masson e Salvatore Scarpitta.
Si può forse estendere abbastanza questo principio creativo di Brajo Fuso, di una oscillazione molto forte tra il piano dell’illusione (fino anche al paesaggio dall’alto) e il piano della cognizione dell’oggetto come tale – come ancora nel Cromoggetto grigio del 1956. Nella straticromia “a nido d’ape” o “a rete” – Straticromia 1969 – ad esempio una certa estetizzazione cromatica dei materiali potrebbe far pendere la bilancia dalla parte dell’illusione, ma quel che è abbastanza certo nel suo lavoro è il carattere sempre invece non estetizzante, e finanche come di “malattia” di queste composizioni, come notava Argan.
Ebbe a dichiarare Giulio Carlo Argan nell’intervista alla RAI del 1980, pochi mesi prima della scomparsa di Brajo “…verrà il momento in cui l’opera di Brajo Fuso verrà valutata sul piano estetico generale per quello che realmente rappresenta: la capacità di reazione creativa all’ambiente in cui si vive”
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram