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arte contemporanea, collettiva SEDI VARIE ​ Airola 82011

Airola (BN) - dal 4 al 12 ottobre 2018

In Wall We Trust

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In Wall We Trust, per l’ottava edizione due street artist messicani nel Sannio
vernissage: 4 ottobre 2018.
curatori: Caterina Ceccarelli, Domenico Naf-Mk Tirino
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Inizia giovedì 4 ottobre, con l’arrivo di due street artist messicani, l’ottava edizione di In Wall We
Trust – International Street Art Exhibition, manifestazione organizzata dall’associazione no profit
“In Wall We Trust”, fondata e diretta dal duo di artisti campani Domenico Naf-Mk Tirino e
Caterina Ceccarelli in programma ad Airola, nel cuore del Sannio beneventano, fino al prossimo 12
ottobre.
Due gli interventi artistici pensati per questa prima parte dell’ottava edizione in altre due zone
centralissime del borgo, situato nel cuore della Valle Caudina.
Piazza Caduti di Nassiriya ( ex piazza Mercato ) vedrà all’opera lo street artist emergente Ramsteko,
originario di Tijuana, Messico, classe 1990, che fin da piccolo ha coltivato l’interesse per il disegno.
Entrato da subito nel mondo dei graffiti, inizia a dipingere illegalmente nelle vicinanze di Tijuana.
Le sue idee prendono forma dalla necessità di creare e rivoluzionare la grafica figurativa in un modo
più formale mescolando elementi di graphic design con basi della figura umana, sempre dando un
messaggio ben preciso allo spettatore sia su muro che su tela.
Via Lavatoio, dopo l’intervento a opera di Sasha Korban, artista ucraino, che durante la scorsa
edizione della manifestazione ha realizzato Harmony, una aggraziata e imponente ballerina sul
maestoso sfondo del monte Taburno, vedrà l’intervento, a pochi metri di distanza, dello street artist
Secreto Rebollo.
“Il Gigante Messicano”, classe 1985, è un artista cresciuto nel quartiere detto “Cerro del 4”, un
antico vulcano inattivo nella zona di Guadalajara, a Tlaquepaque, nello stato messicano di Jalisco,
una delle aree più difficili del Messico, dove, grazie ai graffiti, riesce a uscire dalla spirale di violenza
delle strade.
Si laurea in Arti Visive all’Università di Guadalajara e si avventura nell’area illegale tra tag e
bombing, sotto l’influenza di writer come Apio14 e Inti, evolvendo il suo stile molto legato a
tematiche sociali e religiose. Con l’influenza delle proprie esperienze personali onora con molto
rispetto chi costruisce attraverso la conoscenza e il lavoro e crea un ponte di comunicazione nelle sue
opere, raffigurando scene e personaggi con uno stile realistico, non solo in strada ma anche in
studio. Le sue opere si possono ammirare in molti stati della Repubblica Messicana e in paesi come
il Cile, la Spagna, la Germania e la Francia, dimostrando un grande talento e la capacità di creare
potenti esempi di street art con un alto livello di tecnica e contenuti.
Entrambi per la prima volta in Italia, reduci in Europa dal Meeting of Styles tenutosi in Francia,
Ramsteko e Secreto Rebollo sono tra i maggiori esponenti della scena artistica messicana attuale.
Due artisti che operano anche nel sociale in tutto il Messico, entrambi promotori di numerose
iniziative a scopo benefico, in collaborazione con enti, associazioni e talvolta con la polizia locale
per migliorare la vivibilità di determinate zone degradate e malfamate.
Sono previsti, in seguito, altri due interventi con date ancora da definire. In particolare, entro la fine
del 2018, il palcoscenico sarà di un giovane writer emergente di Airola, classe 1992, Luigi D'Angelo.
Fin da piccolissimo inizia il suo percorso tra tags e bombing e, da autodidatta, accoglie l’arte nella
sua vita perché ritenuta l’unica fonte in grado di stimolare la voglia di crescere e andare avanti.
Come dichiara egli stesso, il writing “è lasciare una parte di sé su un muro” e si augura “può aiutare
a trovare stimoli giusti verso altri orizzonti”.
“Bisogna dare spazio anche ai giovani emergenti locali, anzi ci auguriamo che sempre più giovani si
possano avvicinare all’arte in genere – sottolineano Tirino e Ceccarelli -. È sicuramente difficile
trovare spazio in un mondo fatto solo di grandi nomi, ma per quanto possibile speriamo di dare il
nostro contributo”.
In Wall We Trust è stato sempre pensato dagli organizzatori come momento di forte condivisione
artistica e umana tra le comunità locali e gli artisti provenienti dall’estero, all’insegna dello scambio
culturale e dell’arricchimento reciproco. “L’ urban art è l’evoluzione dei graffiti, nasce e vive nelle strade ed è la manifestazione più lampante e rappresentativa di queste generazioni, ingloba la
protesta e dà significato alle strade, fatta per la comunità è un potente mezzo di comunicazione
totalmente nuovo per la società e per i piccoli borghi come la cittadina di Airola”, dichiarano Tirino
e Ceccarelli.
Il festival è in buona parte autofinanziato dall’associazione, che si occupa in prima persona
dell’accoglienza, del vitto e dell’alloggio degli artisti, senza fondi regionali, statali o europei.
L’associazione può infatti contare solo su un piccolo contributo del Comune di Airola e sul supporto
degli imprenditori e delle attività locali, in particolare su alcuni ristoratori che offrono il meglio della
cucina tipica campana agli artisti internazionali, protagonisti, nel corso delle varie edizioni, della
trasformazione di Airola in un vero e proprio museo a cielo aperto.
L’associazione sannita, oltre che nell’organizzazione del Festival, è attiva anche in azioni di impegno
sociale: si è, infatti, concluso da poco il progetto che ogni anno vede protagonisti i giovani detenuti
dell’ Istituto Penitenziario Minorile di Airola nella realizzazione di opere di street art. A breve i
lavori dei giovani ospiti dell’IPM saranno esposti in una mostra.
Infine, In Wall We Trust sta lavorando all’uscita del sito ufficiale, con contenuti e documentazione
sulle otto edizioni, e spazi per le attività che ogni anno contribuiscono alla realizzazione dell’evento.
“Il prossimo obiettivo è la mappatura completa dei muri che sono stati realizzati su tutto il territorio
sannita con l’individuazione dei punti di maggiore interesse, e l’inclusione delle attività promotrici:
con questa iniziativa vogliamo contribuire alla crescita di un turismo alternativo volto a favorire la
cultura e rendere il nostro territorio una unicità a livello campano e nazionale”, concludono i
fondatori di un evento ormai consolidato nel panorama della street art italiana e internazionale.
 
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