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arte contemporanea, collettiva DIE MAUER ​ Via Agnolo Firenzuola 33/35/37 Prato 59100

Prato - dal 6 ottobre al 6 dicembre 2018

Saverio Mercati - Dalle cronache dell'oltre vero

Saverio Mercati - Dalle cronache dell'oltre vero

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DIE MAUER
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Via Agnolo Firenzuola 33/35/37 (59100)
+39 3482493640
meri@diemauer.it
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La Galleria Die Mauer di Prato ospita le ultime opere dell’artista Saverio Mercati, light boxes e le “carte rappresentate”. Mercati sperimenta e elabora nuovi linguaggi, analizzando vari aspetti della comunicazione come la scrittura, la scultura, la fotografia, i video e l’installazione
orario: martedi - sabato 16,00 - 19,30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 6 ottobre 2018. ore 18.00
curatori: Antonella Pesola
autori: Saverio Mercati
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
La Galleria Die Mauer di Prato ospita le ultime opere dell’artista Saverio Mercati, light boxes e le “carte rappresentate”. Mercati sperimenta e elabora nuovi linguaggi, analizzando vari aspetti della comunicazione come la scrittura, la scultura, la fotografia, i video e l’installazione. La realtà oggettiva e la finzione rappresentativa sono i temi su cui incentra i suoi lavori, per sottolineare la funzione di opera d’arte in modo univoco e per far emergere dal suo interno altre possibilità di significato, una riflessione per una condizione estetica più autentica. La fotografia è la modalità principale per sostituire l’opera tridimensionale, nella sola evocazione per esprimere il suo status, la rappresentazione fotografica ribadisce il suo esistere dell’opera nel suo stesso supporto, superando la stessa tecnica in un atto precedentemente e realmente accaduto. La serie dei light boxes raffigurano l’impianto tecnico di una retroilluminazione attraverso la fotografia sovrapposta in modo unitario alla scatola che si può accendere. Mercati in un intento reale e virtuale sovrappone combaciando e interscambiando, l’artificiale della fotografia, che fa rendere percepibile la realtà del meccanismo dell’illuminazione appositamente ricreata, che smette di essere tale nel momento in cui si palesa. Un altro tipo di opere sono lavori su carta, che diversamente continuano la riflessione sull’“espressione univoca”, con il supporto che viene forato, piegato e strappato, tornando ad essere se stesso nella doppia misura della fotografia che indica e si sottrae a questo ruolo. In un gioco incessante, l’osservatore verrà coinvolto verso nuovi parametri, in cui l’oggetto in sé rappresentato non può far altro che rappresentare se stesso, senza finzioni e mediazioni, attraverso visioni spiazzanti, ipnotiche, ingannevoli dove la realtà si mescola con la finzione.
 
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